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Art. 1183 codice civile: Tempo dell’adempimento

Se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita, il creditore può esigerla immediatamente. Qualora tuttavia, in virtù degli usi o per la natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell’esecuzione, sia necessario un termine, questo, in mancanza di accordo delle parti, è stabilito dal giudice.

Se il termine per l’adempimento è rimesso alla volontà del debitore, spetta ugualmente al giudice di stabilirlo secondo le circostanze; se è rimesso alla volontà del creditore, il termine può essere fissato su istanza del debitore che intende liberarsi (1) (2).


Commento

Usi: [v. d. gen. 8]; Natura della prestazione [v. 1182]; Termine: [v. 1184]; Liberazione: [v. 1264].

 

(1) Il termine può riferirsi ad un evento certo nel «se» e nel «quando» (es.: 31 gennaio), o anche ad un evento certo nel «se» e incerto nel «quando» (es.: il momento della morte).

 

(2) Per il computo del termine cfr. art. 1187.

 

La norma pone il principio generale dell’immediata esigibilità del credito: se non è previsto alcun termine, il creditore può esigere l’adempimento immediatamente.

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

È valido il contratto preliminare redatto senza l’indicazione di un termine per la sottoscrizione del contratto definitivo. Infatti, ove le parti non abbiano stabilito un termine, questo può essere stabilito dal giudice ovvero, secondo un altro orientamento, trova applicazione la regola dell’immediato adempimento di cui all’art. 1183 cc.

Tribunale Arezzo  18 agosto 2014 n. 877  

 

Nel caso in cui le parti abbiano condizionato l'efficacia o la risoluzione di un contratto al verificarsi di un evento senza indicare il termine entro il quale questo può utilmente avverarsi, può essere ottenuta la dichiarazione giudiziale di inefficacia del contratto stesso per il mancato avveramento della condizione sospensiva (o per l'avveramento della condizione risolutiva) senza che ricorra l'esigenza della previa fissazione di un termine da parte del giudice, ai sensi dell'art. 1183 c.c. quando lo stesso giudice ritenga essere trascorso un lasso di tempo congruo entro il quale l'evento previsto dalle parti si sarebbe dovuto verificare.

Cassazione civile sez. II  08 ottobre 2013 n. 22888  

 

In materia di obbligazioni, con riguardo all'adempimento, la mancata fissazione di un termine d'adempimento rende perciò stesso attuale l'obbligo di pagamento.

Tribunale Lucca  01 febbraio 2013 n. 104  

 

 

Cosa giudicata

In materia di contratto preliminare di vendita, ove il promissario acquirente abbia ottenuto, in sede giudiziale, la fissazione del termine entro cui stipulare il contratto definitivo, il successivo giudicato si forma anche sull'esistenza del credito che presuppone il suddetto termine. Ne consegue che, nella successiva causa instaurata dallo stesso promissario per l'emissione di una pronuncia costitutiva ai sensi dell'art. 2932 c.c., il promittente venditore può eccepire solo la prescrizione dell'"actio iudicati" ex art. 2953 c.c., e non anche del diritto di ottenere l'esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto, in quanto facoltà compresa nel credito accertato ed insuscettibile di autonoma prescrizione. Rigetta, App. Venezia, 11/01/2011

Cassazione civile sez. VI  19 giugno 2014 n. 14023  

 

 

Vendita

In tema di compravendita, l'eventuale pattuizione di un termine per il pagamento del prezzo rappresenta, rispetto alla previsione di cui all'art. 1498, secondo comma, cod. civ., un fatto modificativo degli effetti naturali del contratto, sicché grava sul venditore, che su tale termine fondi una più favorevole individuazione del "dies a quo" della prescrizione, fornirne la corrispondente dimostrazione. Cassa con rinvio, App. Milano, 07/06/2006

Cassazione civile sez. I  25 settembre 2013 n. 21895  

 

Il patto di prelazione per il caso di vendita, stipulato senza limiti di tempo, non ricade nel divieto di rapporti obbligatori che tolgano senza limitazioni cronologiche al proprietario la facoltà di disporre dei suoi beni, in quanto tale patto non comporta l'annullamento dell'indicata facoltà, restando sempre il proprietario perfettamente libero di disporre o meno dei suoi beni ed alle condizioni che preferisce, bensì soltanto un limite relativo alla libera scelta della persona del compratore, la quale, nella normalità dei casi, a parità di condizioni per tutto il resto, è indifferente per il venditore. Tuttavia, ai sensi dell'art. 1183 cod. civ., deve ritenersi ammissibile un intervento del giudice che, su istanza di una delle parti, stabilisca un termine finale ritenuto congruo per l'esercizio del diritto di prelazione. Rigetta, App. Palermo, 29/05/2008

Cassazione civile sez. II  21 giugno 2013 n. 15709  

 

 

Edilizia

Qualora al permesso di costruire sia apposta la condizione secondo la quale l'effettivo inizio dei lavori è subordinato al preventivo ottenimento del nulla-osta idrogeologico, il termine di un anno, entro cui dare obbligatoriamente inizio ai lavori, deve ritenersi sospeso sino al rilascio del nulla-osta idrogeologico, in quanto il tempo che la Provincia impiega a rilasciare il nulla osta idrogeologico non può - evidentemente - ridondare in danno del titolare del permesso di costruire. Tuttavia, affinché la condizione in questione possa ritenersi valida e coerente con la finalità per cui è apposta, occorre interpretarla nel senso che essa non sia meramente potestativa (e quindi nulla ex art. 1355 c.c.), e cioè nel senso che essa non dipenda dalla mera volontà del titolare del permesso di costruire, il quale deve provare di aver provveduto tempestivamente (quod sine die debetur statim debetur - art. 1183 c.c.) alla presentazione alla Provincia della relativa richiesta, cioè di avere fatto quanto in suo potere per l'avveramento della condizione. In mancanza di tale prova, deve ritenersi che la condizione del rilascio del nulla osta idrogeologico sia mancata per causa imputabile all'inerzia volontaria del titolare del permesso di costruire (che non ha avanzato tempestiva richiesta), sicché la condizione può considerarsi avverata ex art. 1359 c.c., con la sua retroattività - ex art. 1360 c.c. - al tempo del rilascio del permesso di costruire.

T.A.R. Genova (Liguria) sez. I  12 luglio 2013 n. 1074  

 

 

Prescrizione

Il diritto di credito, ancorché non esigibile per mancata fissazione del termine dell'adempimento, da stabilirsi per accordo delle parti, può essere esercitato, in caso di mancato accordo, attraverso il ricorso del creditore al giudice ex art. 1183 comma 2 c.c., con la conseguenza che l'inerzia del creditore - ossia la mancanza del ricorso giudiziale o della sollecitazione al debitore - determina il decorso della prescrizione sin dal momento in cui il diritto è sorto.

Tribunale Monza sez. fallimentare  12 marzo 2013 n. 771

 



 
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