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Art. 1185 codice civile: Pendenza del termine

Il creditore non può esigere la prestazione prima della scadenza, salvo che il termine sia stabilito esclusivamente a suo favore.

Tuttavia il debitore non può ripetere ciò che ha pagato anticipatamente, anche se ignorava l’esistenza del termine (1). In questo caso però egli può ripetere, nei limiti della perdita subita, ciò di cui il creditore si è arricchito per effetto del pagamento anticipato (2) (3).


Commento

Scadenza: [v. 1182]; Termine: [v. 1184].

 

Pendenza del termine: lasso di tempo intercorrente tra la nascita dell’obbligazione e la scadenza del termine di adempimento.

 

(1) È stato osservato che il debitore può ripetere quanto pagato anticipatamente se: a) il pagamento è stato eseguito anticipatamente per errore; b) il debitore, nel momento in cui ha effettuato il pagamento anticipato, si trovava in stato di incapacità naturale [v. 428].

 

(2) Il codice usa il termine «pagamento» che si riferisce all’adempimento a mezzo di denaro, ma il principio si applica ad ogni tipo di adempimento.

 

(3) Si tratta del cd. interusurium, con riferimento al tasso legale degli interessi.


Giurisprudenza annotata

Acque pubbliche e private

Il termine per l'adempimento della obbligazione relativa al pagamento del canone per l'erogazione del servizio pubblico di fornitura di acqua potabile, fissato alternativamente dall'amministrazione comunale in rate bimestrali ovvero mediante attribuzione della facoltà di pagamento in unica soluzione, in assenza di diverse previsioni contrattuali, si presume a favore del debitore ex art. 1184 cod. civ., con la conseguenza che la prescrizione del credito decorre solo dalla scadenza dell'ultimo dei termini utili, in quanto prima di tale data l'amministrazione non può pretendere l'adempimento della prestazione. Rigetta, Trib. Reggio Calabria, 03/06/2010

Cassazione civile sez. III  25 agosto 2014 n. 18184  

 

 

Obbligazioni e contratti

L'inadempimento contrattuale può anche essere anticipato rispetto alla scadenza prevista per l'adempimento (anticipatory breach), qualora il debitore, in violazione dell'obbligo di buona fede, tenga una condotta che renda impossibile o antieconomica la prosecuzione del rapporto. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha respinto il ricorso avverso la decisione di merito, che aveva dichiarato inadempiente il promittente venditore il quale, impegnatosi a trasferire un'unità abitativa, vi aveva aperto una porta di comunicazione con l'unità adiacente, rendendo non più identificabile l'oggetto della promessa).

Cassazione civile sez. II  21 dicembre 2012 n. 23823  

 

Dando una lettura innovativa e costituzionalmente orientata sia dell'art. 1277 c.c. che dell'art. 1182, comma 3, c.c. (e della nozione di domicilio del creditore ivi richiamata), le Sezioni Unite risolvono il contrasto in atto sull'idoneità solutoria del pagamento fatto a mezzo di assegno circolare affermando che nelle obbligazioni pecuniarie, il cui importo sia inferiore a 12.500 euro e per le quali non sia imposta per legge una diversa modalità di pagamento, il debitore ha facoltà di pagare, a sua scelta, in moneta avente corso legale nello Stato o mediante consegna di assegno circolare; nel primo caso il creditore non può rifiutare il pagamento mentre nel secondo può farlo solo per giustificato motivo da valutare secondo la regola della correttezza e della buona fede oggettiva; l'estinzione della obbligazione con l'effetto liberatorio del debitore si verifica nel primo caso con la consegna della moneta e nel secondo quando il creditore acquista concretamente la disponibilità giuridica della somma di denaro, ricadendo sul debitore il rischio dell'inconvertibilità dell'assegno.

Cassazione civile sez. un.  18 dicembre 2007 n. 26617  

 

La definitiva impossibilità del verificarsi dell'evento al quale le parti abbiano ricondotto il tempo della esecuzione della prestazione contrattuale comporta che il termine fissato per l'adempimento debba considerarsi già maturato. (Nella specie, in un contratto d'opera professionale avente ad oggetto un progetto di ricostruzione di immobile in zona interessata da eventi sismici, i giudici di merito, con decisione confermata dalla S.C., avevano considerato definitivamente scaduto il termine di pagamento del compenso, da corrispondersi, secondo gli accordi fra le parti, al momento della riscossione del contributo statale previsto dalla legge n. 291 del 1981, contributo non più erogabile in quanto successivamente sostituito dal diverso contributo di cui alla legge n. 32 del 1992, al quale, peraltro, le parti non avevano fatto, ne avrebbero potuto fare, riferimento in quanto successivo alla conclusione del contratto).

Cassazione civile sez. II  28 gennaio 1997 n. 858  

 

Non costituisce nè una condizione nè un termine la clausola con la quale le parti stabiliscono che il prezzo di una compravendita venga pagato al momento della erogazione di un contributo da parte di un Ente regionale, in quanto trattasi solo della fissazione del momento in cui una delle obbligazioni corrispettive deve essere eseguita, e presuppone un contratto pienamente efficace, mentre gli elementi accidentali termine e condizione riguardano l'avvenimento dal quale o fino al quale il negozio giuridico produce i suoi effetti, e cioè l'inizio o la fine dell'efficacia del negozio stesso.

Corte appello Lecce  09 luglio 1996

 

Con riguardo all'obbligazione sottoposta a termine, l'inadempimento può sussistere anche prima del decorso del termine medesimo, ove il comportamento del debitore lasci sicuramente desumere, comunque fondatamente presagire, la mancata esecuzione della prestazione nel tempo pattuito. (Nella specie, il S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto l'inadempimento del commissionario che, in presenza di un impegno di vendita nell'anno di un minimo di prodotti del committente, ne aveva venduti nel primo semestre una quantità di gran lunga inferiore, rendendo, a quel punto, inverosimile il raggiungimento del traguardo annuale").

Cassazione civile sez. II  10 dicembre 1986 n. 7318  

 

Prescrizione e decadenza

Quando il termine per l'adempimento dell'obbligazione sia previsto a favore del creditore, che ha così facoltà di esigere la prestazione anche prima della scadenza, la prescrizione decorre solo dalla data di scadenza del termine, in pendenza del quale l'inerzia del creditore costituisce solo esercizio di una facoltà, come tale non prescrittibile (nella specie, si trattava del diritto, contrattualmente previsto, di adeguamento automatico del canone locativo, da far valere al termine della locazione, salvo il diritto del locatore di pretendere il pagamento di conguagli o acconti nel corso del rapporto).

Cassazione civile sez. III  01 aprile 1995 n. 3824  

 

 

Lavoro subordinato

Il versamento dell'indennità di anzianità in caso di fittizia risoluzione del rapporto di lavoro costituisce, in quanto privo di causa, un indebito oggettivo, cui è applicabile la disciplina dettata dall'art. 2033 c.c., con la conseguenza che la relativa somma - la quale è insuscettibile di rivalutazione monetaria ai sensi dell'art. 429 c.p.c., applicandosi tale norma solo alle obbligazioni pecuniarie del datore di lavoro - è produttiva di interessi, a favore di questo, solo dal giorno del versamento o della domanda di ripetizione, a seconda che il lavoratore sia stato in mala fede o in buona fede al momento della ricezione, senza che la mancata rivalutazione, al momento della effettiva estinzione del rapporto di lavoro e del ricalcolo della indennità di anzianità, della somma già versata al lavoratore all'atto della fittizia risoluzione (e dal medesimo non restituita) renda configurabile un arricchimento senza giusta causa dell'accipiens, ostandovi il carattere sussidiario dell'azione generale di arricchimento (art. 2041 e 2042 c.c.), anche per la applicabilità dell'art. 1185, comma 2, c.c. - per la quale il debitore ha diritto di ripetere, nei limiti della perdita subita, ciò di cui il creditore si è arricchito per effetto del pagamento anticipato - che integra in sostanza una particolare figura dell'azione di arricchimento.

Cassazione civile sez. lav.  16 febbraio 1985 n. 1330  

 

Il fatto che l'indennità di anzianità dipenda dal progressivo svolgersi del rapporto di lavoro non implica che il lavoratore abbia diritto di ottenerne il pagamento prima della fine del rapporto stesso, la quale ha il valore non già di un termine di scadenza, cui sia conseguentemente applicabile l'art. 1185 c.c. bensì di una condizione di diritto cui è subordinata la perfezione dell'obbligazione, determinandosi l'importo dell'indennità con riferimento all'anzianità maturata a detta data e alla retribuzione allora percepita.

Cassazione civile sez. lav.  05 marzo 1983 n. 1646



 
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