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Art. 1188 codice civile: Destinatario del pagamento

Il pagamento deve essere fatto al creditore (1) o al suo rappresentante, ovvero alla persona indicata (2) dal creditore o autorizzata dalla legge (3) o dal giudice a riceverlo (4).

Il pagamento fatto a chi non era legittimato a riceverlo libera (5) il debitore, se il creditore lo ratifica o se ne ha approfittato (6).


Commento

Rappresentante: [v. 1388].

 

Ratifica: è l’atto con cui un soggetto conferisce efficacia ad un atto (in questo caso il pagamento) compiuto da un altro soggetto, facendone propri gli effetti [v. 1399].

 

(1) Il pagamento normalmente va eseguito nei confronti dello stesso creditore, ma è anche possibile che sia proprio il creditore a non essere legittimato a riceverlo (es.: quando il creditore è dichiarato fallito).

 

(2) Ad esempio, il creditore dichiara che la somma di denaro potrà essere versata presso una certa banca.

 

(3) Ad esempio, i rappresentanti legali dei minori (genitori, tutori [v. 320 ss.]).

 

(4) Cfr. art. 8, c. 5, l. 1-12-1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), riportata in Appendice III.

 

(5) Il pagamento fatto a chi non è legittimato a riceverlo non libera il debitore, che dovrà adempiere nuovamente, e potrà pretendere la restituzione nei confronti di chi, non legittimato, ha ricevuto il pagamento [v. 2033].

 

(6) Ad esempio, il debitore paga ad un creditore del proprio creditore: quest’ultimo approfitta del pagamento fatto ad un terzo, poiché consegue l’utile economico della liberazione da un suo debito.


Giurisprudenza annotata

Comunione e condominio

Il condominio si pone, verso i terzi, come soggetto di gestione dei diritti e degli obblighi dei condomini, attinenti alle parti comuni, sicché l'amministratore è rappresentante necessario della collettività dei partecipanti, sia quale assuntore degli obblighi per la conservazione delle cose comuni, sia quale referente dei relativi pagamenti. Ne consegue che non è idoneo ad estinguere il debito "pro quota" il pagamento eseguito dal condomino direttamente a mani del creditore del condominio, se tale creditore non è munito di titolo esecutivo verso lo stesso singolo partecipante. Rigetta, Trib. Napoli, 10/01/2012

Cassazione civile sez. VI  17 febbraio 2014 n. 3636  

 

In tema di condominio negli edifici, la deliberazione di approvazione delle spese, adottata dall'assemblea e divenuta inoppugnabile, fa sorgere l'obbligo dei condomini di pagare al condominio i contributi dovuti, rimanendo indipendenti l'obbligazione del singolo partecipante verso il condominio e le vicende delle partite debitorie del condominio verso i suoi creditori. Ne consegue che il condomino non può ritardare il pagamento delle rate di spesa, in attesa dell'evolversi delle relazioni contrattuali del condominio, così riversando sugli altri condomini gli oneri del proprio ritardo nell'adempimento, né può dedurre che il pagamento sia stato effettuato direttamente al terzo, in quanto ciò altererebbe la gestione complessiva del condominio, ma deve, adempiere all'obbligazione verso quest'ultimo, salva l'insorgenza, in sede di bilancio consuntivo, di un credito da rimborso nei confronti della gestione condominiale, ove residuino avanzi di cassa per mancati esborsi o per la risoluzione dei contratti precedentemente stipulati.

Cassazione civile sez. II  29 gennaio 2013 n. 2049  

 

 

Obbligazioni e contratti

In tema di adempimento delle obbligazioni, l'art. 1189 c.c., che riconosce efficacia liberatoria al pagamento effettuato dal debitore in buona fede a chi appare legittimato a riceverlo, si applica, per identità di ratio, sia all'ipotesi di pagamento eseguito al creditore apparente, sia all'ipotesi in cui lo stesso venga effettuato a persona che appaia autorizzata a riceverlo per conto del creditore effettivo, il quale abbia determinato o concorso a determinare l'errore del "solvens", facendo sorgere in quest'ultimo in buona fede una ragionevole presunzione sulla rispondenza alla realtà dei poteri rappresentativi dell'"accipiens".

Cassazione civile sez. II  13 settembre 2012 n. 15339  

 

L'istituto previdenziale, che abbia incaricato una banca di emettere e spedire assegni circolari per ratei pensionistici, si libera solo quando il pensionato creditore acquista la disponibilità giuridica della somma di denaro. Ne consegue che il pagamento del titolo a persona diversa non estingue il debito per il rateo corrispondente, che l'istituto deve ugualmente erogare, salva rivalsa nei confronti della banca, se venuta meno alla diligenza del mandatario.

Cassazione civile sez. lav.  17 gennaio 2012 n. 572  

 

In tema di adempimento delle obbligazioni, perché il credito dell'amministratore di una società di capitali al compenso pattuito sia estinto dal pagamento fatto al terzo, la società debitrice è onerata della prova che il creditore avesse indicato il terzo come adiectus solutionis causa, dovendosi, a tal fine, provare la positiva manifestazione di volontà dell'amministratore che i pagamenti fossero fatti ad altri.

Cassazione civile sez. I  13 gennaio 2012 n. 390  

 

 

Assicurazione

Le compagnie di assicurazione mediante l'accettazione della clausola broker, individuano il mediatore quale soggetto legittimato a ricevere il pagamento, il quale assume la veste di mero "adiectus solutionis" causa ai sensi dell'art. 1188 c.c. Il mediatore, quindi, non assume alcun vincolo contrattuale con le compagnie, le quali si limitano soltanto ad indicarlo quale soggetto legittimato a ricevere il pagamento della prestazione; ne discende che questi non è tenuto a curare gli interessi delle prime dedotti nei contratti assicurativi, se non quello di riscuotere i premi per loro conto, senza peraltro poter esercitare, nei confronti dell'assicurato debitore, i poteri propri delle creditrici. La legittimazione a ricevere il pagamento dei premi, inoltre, appare in linea con il disposto dell'art. 1 l. n. 792 del 1984, che, tra i compiti affidati al broker, individua quello della gestione del contratto di assicurazione.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. III  05 maggio 2011 n. 1177

 

 

Procedimento tributario

In tema di contenzioso tributario, qualora il contribuente abbia impugnato una cartella esattoriale, emessa dal concessionario per la riscossione, per motivi che non attengono a vizi della cartella medesima, il ricorso deve essere notificato all'ente impositore (nella specie l'Agenzia delle Entrate) quale titolare del credito oggetto di contestazione nel giudizio, essendo il concessionario un mero destinatario del pagamento, o più precisamente, mutuando lo schema civilistico dell'art. 1188 c.c., il soggetto incaricato dal creditore ed autorizzato a ricevere il pagamento.

Cassazione civile sez. trib.  15 aprile 2011 n. 8613  

 

 

Imposta di registro

Soprattutto a seguito dell'introduzione dell'obbligo di registrazione telematica a carico del Notaio rogante a decorrere dall'aprile 2007, con esclusione per il contraente-contribuente di provvedere da sé o di effettuare controlli che non siano successivi alla registrazione, si deve ritenere che ormai la disciplina primaria e secondaria imponga al notaio stesso, in luogo del contribuente, il pagamento dell'imposta di registro (e di quella ipotecaria e catastale) relativa agli atti dallo stesso rogati e al contraente-contribuente l'obbligo di versare al primo la somma necessaria ad adempiere al pagamento di detti tributi, ovverosia, che la legge ormai obbliga il soggetto passivo del rapporto tributario a pagare il tributo al notaio e conferisce a quest'ultimo speciali poteri equivalenti a quelli di cui è dotata l'A.F. creditrice per ottenere, sia prima che dopo la stipulazione del rogito, che il contribuente versi nelle sue mani l'importo del tributo; con la conseguenza che il versamento effettuato dal contraente nelle mani del notaio della somma occorrente per il pagamento del tributo (somma determinata dal notaio) è un pagamento effettuato nelle mani di soggetto autorizzato dalla legge a riceverlo — e addirittura a rifiutare il suo ministero in caso di omesso previo versamento — ed ai sensi dell'art. 1188 c.c. ha efficacia liberatoria per il contribuente, il quale, pertanto, non può essere costretto ad un nuovo pagamento, né è obbligato in solido con il notaio rogante allorché l'inadempimento sia del solo notaio il quale, pur avendo ricevuto la provvista utile all'adempimento fiscale in luogo altrui, non l'abbia versata all'erario, dovendosi escludere, proprio in questa peculiare fattispecie, che possa trovare applicazione il disposto dell'articolo 57 del testo unico Registro e che sussista la coobbligazione solidale del contribuente-contraente, essendo obbligato e responsabile il solo notaio inadempiente.

Comm. trib. prov.le Campobasso sez. II  03 marzo 2011 n. 74  



 
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