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Art. 1194 codice civile: Imputazione del pagamento agli interessi

Il debitore non può imputare il pagamento al capitale, piuttosto che agli interessi e alle spese, senza il consenso del creditore.

Il pagamento fatto in conto di capitale e d’interessi deve essere imputato prima agli interessi (1).


Commento

Imputazione del pagamento: [v. 1193]; Interessi: [v. 1282].

 

Capitale: somma di denaro che produce interessi.

 

(1) Il pagamento parziale, in acconto, effettuato per adempiere un debito costituito da capitale e interessi, va imputato prima agli interessi.


Giurisprudenza annotata

Danni

Qualora, prima della liquidazione definitiva del danno da fatto illecito, il responsabile versi un acconto al danneggiato, tale pagamento va sottratto dal credito risarcitorio attraverso un'operazione che consiste, preliminarmente, nel rendere omogenei entrambi (devalutandoli, alla data dell'illecito ovvero rivalutandoli alla data della liquidazione), per poi detrarre l'acconto dal credito e, infine, calcolando, gli interessi compensativi - finalizzati a risarcire il danno da ritardato adempimento - sull'intero capitale, per il periodo che va dalla data dell'illecito al pagamento dell'acconto, solo sulla somma che residua dopo la detrazione dell'acconto rivalutato, per il periodo che va dal suo pagamento fino alla liquidazione definitiva. Cassa e decide nel merito, App. Roma, 21/05/2009

Cassazione civile sez. III  19 marzo 2014 n. 6347  

 

Qualora prima della liquidazione definitiva del danno da fatto illecito il responsabile versi un acconto al danneggiato, tale pagamento va sottratto dal credito risarcitorio non secondo i criteri di cui all'art. 1194 c.c. (applicabile solo alle obbligazioni di valuta, non a quelle di valore quale il credito risarcitorio per danno aquiliano), ma devalutando alla data dell'evento dannoso sia il credito risarcitorio (se liquidato in moneta attuale) che l'acconto versato; detraendo quest'ultimo dal primo e calcolando sulla differenza il danno da ritardato adempimento (c.d. interessi compensativi); si tratta di enunciazione di principio coerente con la natura propria degli interessi compensativi che hanno funzione remunerativa e rappresentano un compenso percentuale periodico dovuto in cambio di un indebito vantaggio del debitore, rimasto in possesso di un bene o di una somma di denaro spettante al creditore (secondo la regola, avente valore generale, ricavabile dall'art. 1499 c.c.); come tali essi non possono neppure considerarsi strettamente interessi ai sensi dell'art. 1194 c.c., riguardante i soli interessi cd. corrispettivi e gli interessi moratori. (Conferma Campania, Napoli, sez. II, n. 2510 del 2013).

Consiglio di Stato sez. V  20 febbraio 2014 n. 821

 

In materia di risarcimento del danno da fatto illecito, qualora - prima della liquidazione definitiva - il responsabile versi un acconto al danneggiato, tale pagamento va sottratto dal credito risarcitorio non secondo i criteri di cui all'art. 1194 c.c. (applicabile solo alle obbligazioni di valuta, non a quelle di valore, qual è il credito risarcitorio da danno aquiliano), ma devalutando alla data dell'evento dannoso sia il credito risarcitorio (se liquidato in moneta attuale) che l'acconto versato, quindi detraendo quest'ultimo dal primo e calcolando sulla differenza il danno da ritardato adempimento. Rigetta, App. Venezia, 31/10/2006

Cassazione civile sez. III  03 aprile 2013 n. 8104  

 

 

Obbligazioni e contratti

Nell'ipotesi di pagamento parziale, il versamento va imputato agli interessi e non al debito capitale, a meno che non vi sia prova del consenso del creditore a una diversa imputazione. Comunque, il criterio legale di imputazione del pagamento agli interessi, anziché al capitale, in difetto del consenso del creditore, risolvendosi in una conseguenza automatica di ogni pagamento, comporta che non incombe sul creditore l'onere di dedurre i limiti estintivi del pagamento sul capitale, ma grava sul debitore quello di allegare che il detto creditore aveva consentito che il pagamento fosse imputato al capitale, anziché agli interessi.

Cassazione civile sez. III  24 febbraio 2014 n. 4267  

 

L'imputazione di pagamento, disciplinata dagli articoli 1193-1195 c.c., presuppone per sua stessa natura la preesistenza di una pluralità di rapporti obbligatori tra le parti stesse, ed assolve alla funzione di individuare il debito, tra i più, cui l'adempimento di riferisce. Per cui, in assenza di tale pluralità di rapporti, la relativa disciplina non può essere utilizzata.

Cassazione civile sez. II  15 ottobre 2013 n. 23341  

 

Qualora il debitore convenga in giudizio il creditore per l'accertamento dell'estinzione del credito a seguito di pagamenti pretendendo di imputarli prima al capitale e poi agli interessi ed alle spese, ha l'onere di provare il consenso del creditore a siffatta imputazione, trattandosi di condizione dell'azione la cui esistenza o meno deve essere accertata d'ufficio dal giudice, e con riguardo alla quale la deduzione del convenuto creditore circa la mancanza del suo consenso, configura una mera difesa a sollecitare il potere-dovere da parte del giudice.

Giudice di pace Palermo sez. VIII  20 novembre 2012

 

In tema di appalti pubblici, il pagamento parziale va imputato agli interessi e non al capitale, a meno che vi sia prova del consenso del creditore ad una diversa imputazione; a tal fine, non costituisce prova sufficiente, nel caso di pagamento effettuato da un'amministrazione pubblica, il fatto che il privato creditore, tenuto a rilasciare ricevuta di pagamento, abbia sottoscritto per quietanza il titolo di spesa in cui l'amministrazione stessa abbia imputato a deconto del capitale la somma erogata a parziale pagamento del debito.

Cassazione civile sez. I  09 ottobre 2012 n. 17197  

 

Ove la transazione stipulata tra il creditore ed uno dei condebitori solidali abbia avuto ad oggetto solo la quota del condebitore che l'ha stipulata, il residuo debito gravante sugli altri debitori in solido si riduce in misura corrispondente all'importo pagato dal condebitore che ha transatto solo se costui ha versato una somma pari o superiore alla sua quota ideate di debito; se, invece, il pagamento è stato inferiore alla quota che faceva idealmente capo al condebitore che ha raggiunto l'accordo transattivo, il debito residuo gravante sugli altri coobbligati deve essere ridotto in misura pari alla quota di chi ha transatto.

Cassazione civile sez. un.  30 dicembre 2011 n. 30174

 



 
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