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Art. 1196 codice civile: Spese del pagamento

Le spese del pagamento sono a carico del debitore.


Commento

(1) Sono, in genere, le tasse, i costi materiali, gli oneri fiscali etc.

 

La norma si spiega considerando che il creditore deve ricevere la prestazione in forma integrale, senza subire ingiustificate detrazioni per le spese necessarie per l’adempimento.

 


Giurisprudenza annotata

Autorità di garanzia

Deve escludersi che la deliberazione dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas con cui è stato imposto al soggetto esercente la somministrazione di energia elettrica di assicurare all'utente almeno una modalità gratuita per il pagamento della bolletta, abbia comportato l'integrazione del regolamento di servizio predisposto dal concessionario, e, indirettamente, dei singoli contratti di utenza, posto che l'indeterminatezza della prescrizione lasciava a quest'ultimo ampia discrezionalità circa le sue modalità di attuazione del precetto stesso (nella specie, è stata confermata, correggendone la motivazione, la pronuncia di merito che aveva escluso la responsabilità contrattuale del gestore, invocata dall'utente che lamentava il danno consistente nell'esborso di un euro per il pagamento della bolletta tramite il servizio postale).

Cassazione civile sez. III  28 luglio 2011 n. 16519  

 

 

Associazioni sindacali

L'istituto della cessione del credito appare adeguato e attinente alla volontà delle parti che hanno inteso trasferire all'associazione di categoria una quota del credito retributivo del dipendente al fine del pagamento delle contribuzioni associative. L'onerosità aggiuntiva dell'adempimento del debitore ceduto così indotta non appare eccessiva e debordante rispetto al normale obbligo di collaborazione e salvaguardia nell'esecuzione del contratto fissato dalla legge (per lo più nella permanenza di detto obbligo, di fonte contrattuale, nei confronti delle OO.SS. stipulanti il c.c.n.l. di settore), stante, inoltre, il disposto dell'art. 1196 c.c., secondo il quale le spese del pagamento sono a carico del debitore.

Pretura Cosenza  22 maggio 1996

 

Deve ritenersi antisindacale il comportamento del datore di lavoro che rifiuti la riscossione dei contributi sindacali nei confronti di un sindacato al quale i lavoratori, ai sensi dell'art. 1260 c.c., avevano ceduto parzialmente il proprio credito retributivo, ai fini del pagamento dei contributi sindacali, dato che, ai sensi dell'art. 1264 c.c., la cessione è efficace per il datore di lavoro, sulla base della sola notificazione.

Pretura Nola  14 marzo 1996

 

La cessione parziale del credito futuro con cui il lavoratore adempia ai propri obblighi associativi nei confronti dell'organizzazione sindacale cui aderisce è negozio astrattamente idoneo allo scopo perseguito. L'inconveniente della non revocabilità unilaterale da parte del lavoratore potrà eventualmente, e a differenza del caso di specie, rilevare sotto il profilo dell'impugnata nullità del negozio. L'onerosità aggiuntiva dell'adempimento del debitore indotta dalla cessione non appare eccessiva rispetto al normale obbligo di buona fede e correttezza, stante il disposto dell'art. 1196 c.c., secondo il quale le spese del pagamento sono a carico del debitore, e visti anche i precedenti e diversi casi di cessione del credito operati dai lavoratori in cui tali costi aggiuntivi sono stati normalmente sopportati dal datore senza alcuna richiesta di ripetizione.

Pretura Cassino  05 febbraio 1996

 

 

Fallimento

Il principio secondo il quale le spese per il pagamento del debito sono dalla legge poste a carico del debitore non è derogato in materia fallimentare.Pertanto, la spesa per il pagamento della imposta di registro dovuta per il piano di riparto, rientrando tra le spese per il pagamento dei debiti del fallito da parte del curatore in veste di sostituto, costituisce debito della massa e non può essere addebitata "pro quota" ai creditori ammessi al riparto.

Cassazione civile sez. I  10 agosto 1979 n. 4646  

 

Le spese sostenute per l'iscrizione dell'ipoteca sono un accessorio di quest'ultima e non del credito, con la conseguenza che esse non spettano al creditore ipotecario il cui titolo di prelazione sia stato revocato dal giudice delegato in sede di verifica dei crediti.

Tribunale Verona  04 febbraio 1987



 
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