codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 1201 codice civile: Surrogazione per volontà del creditore

Il creditore, ricevendo il pagamento da un terzo, può surrogarlo nei propri diritti. La surrogazione deve essere fatta in modo espresso (1) e contemporaneamente (2) al pagamento.


Commento

(1) L’atto di surrogazione richiede l’esplicita dichiarazione del creditore di surrogare il terzo nei propri diritti.

 

(2) La surroga deve essere contemporanea al pagamento (di regola, al momento del rilascio della quietanza), perché altrimenti con il pagamento il terzo estingue l’obbligazione e non potrebbe così sostituirsi al debitore.

 

Funzione della surrogazione è quella di assicurare al terzo adempiente il recupero di quanto pagato al posto del debitore, consentendogli di avvalersi delle stesse azioni, garanzie [v. 1179] e privilegi [v. 2745 ss.] del creditore soddisfatto.


Giurisprudenza annotata

Lavoro subordinato

Il credito del lavoratore verso il Fondo di garanzia presso l'INPS, di cui all'art. 2 del d.lgs. 29 maggio 1982, n. 297, conserva la natura retributiva del credito originario nei confronti del datore di lavoro e non ha natura assistenziale, con la conseguenza che ne è possibile la cessione. (Nella specie, la S.C. ha escluso la fondatezza della domanda di pagamento avanzata contro il Fondo, da parte di una società surrogatasi nel credito dei lavoratori al TFR, in ragione dell'insussistenza dei presupposti per l'intervento del Fondo, ritenendo invece irrilevante la cessione del credito, non essendo questa in sé circostanza ostativa all'intervento del Fondo). Rigetta, App. Brescia 22/1/2013

Cassazione civile sez. lav.  15 aprile 2013 n. 9068  

 

La funzione previdenziale dell'intervento del Fondo di garanzia dell'Inps, di cui all'art. 2 della legge n. 297 del 1982, non osta all'intervento del Fondo a favore del cessionario a titolo oneroso del credito relativo al trattamento di fine rapporto spettante al lavoratore, in quanto l'intervento è previsto in favore degli «aventi diritto» e, con tale termine, che non può che essere inteso nel medesimo significato attribuito all'identica espressione contenuta nell'art. 2122 c.c., si fa riferimento agli aventi causa in genere del lavoratore, a prescindere dal titolo, universale o particolare, della successione nel diritto.

Cassazione civile sez. lav.  18 aprile 2008 n. 10208  

 

 

Obbligazioni e contratti

La semplice surroga nei diritti derivanti dai patti ex art. 1201, c.c., non consente automaticamente di acquisire un titolo esecutivo efficace per poter dare impulso all'esecuzione, né di utilizzare il titolo precedentemente formatosi nei confronti del dante causa. Infatti, il titolo esecutivo ha efficacia soggettiva di regola limitata alle parti nominate, salve le eccezioni previste dalla legge, tra le quali quella di cui all'art. 477, c.p.c. La surrogazione di cui all'art. 1201, c.c., ha dunque efficacia nel senso di consentire di ottenere un titolo in proprio, di insinuarsi senza titolo nell'esecuzione iniziata da altri, e di ottenere l'annotazione a margine dell'iscrizione ipotecaria, ex art. 2843, c.c., facendo valere la relativa prelazione. Non appare altresì applicabile alla specie, "ratione temporis", il nuovo testo dell'art. 474, 1 comma n. 2, c.p.c., atteso che sia la scrittura privata sia il pignoramento sono anteriori all'entrata in vigore della l. n.80 del 2005.

Tribunale Bari sez. II  09 giugno 2010 n. 2046  

 

L'adempimento di un'obbligazione da parte del terzo provoca l'estinzione dell'obbligazione anche contro la volontà del creditore, se questi non aveva interesse all'adempimento personale, ma non attribuisce automaticamente al terzo titolo per agire direttamente nei confronti del debitore, se non provi l'esistenza di un rapporto sottostante in virtù del quale il pagamento sia stato effettuato, sicché, in difetto di tale prova, va rigettata la domanda proposta dal terzo adempiente nei confronti del debitore per recuperare quanto pagato. (Cassa App. Firenze 14 luglio 2003).

Cassazione civile sez. III  08 novembre 2007 n. 23292  

 

 

Ripetizione di indebito

L'adempimento spontaneo di un'obbligazione da parte del terzo, ai sensi dell'art. 1180 c.c., determina l'estinzione dell'obbligazione, anche contro la volontà del creditore, ma non attribuisce automaticamente al terzo un titolo per agire direttamente nei confronti del debitore, non essendo in tal caso configurabili né la surrogazione per volontà del creditore, di cui all'art. 1201 c.c., né quella per volontà del debitore, di cui all'art. 1202 c.c., né quella legale di cui agli art. 1203, comma 1, n. 3 e 5 c.c., restando in capo al terzo che abbia pagato sapendo di non essere debitore il potere di agire per ottenere l'indennizzo per l'ingiustificato arricchimento, stante l'indubbio vantaggio economico ricevuto dal debitore.

Tribunale Alessandria sez. II  13 marzo 2010

 

L'adempimento spontaneo di un'obbligazione da parte del terzo, ai sensi dell'art. 1180 c.c., determina l'estinzione dell'obbligazione, anche contro la volontà del creditore, ma non attribuisce automaticamente al terzo un titolo per agire direttamente nei confronti del debitore, non essendo in tal caso configurabili né la surrogazione per volontà del creditore, prevista dall'art. 1201 c.c., né quella per volontà del debitore, prevista dall'art. 1202 c.c., né quella legale di cui all'art. 1203 n. 3 c.c., la quale presuppone che il terzo che adempie sia tenuto con altri o per altri al pagamento del debito; la consapevolezza da parte del terzo di adempiere un debito altrui esclude inoltre la surrogazione legale di cui agli art. 1203 n. 5 e 2036, comma 3, c.c., la quale, postulando che il pagamento sia riconducibile all'indebito soggettivo ex latere solventis, ma non sussistano le condizioni per la ripetizione, presuppone nel terzo la coscienza e la volontà di adempiere un debito proprio; pertanto, il terzo che abbia pagato sapendo di non essere debitore può agire unicamente per ottenere l'indennizzo per l'ingiustificato arricchimento, stante l'indubbio vantaggio economico ricevuto dal debitore.

Cassazione civile sez. un.  29 aprile 2009 n. 9946  

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti