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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1202 codice civile: Surrogazione per volontà del debitore

Il debitore, che prende a mutuo una somma di danaro o altra cosa fungibile al fine di pagare il debito (1), può surrogare il mutuante nei diritti del creditore, anche senza il consenso di questo.

La surrogazione ha effetto quando concorrono le seguenti condizioni:

1) che il mutuo e la quietanza risultino da atto avente data certa;

2) che nell’atto di mutuo sia indicata espressamente la specifica destinazione della somma mutuata;

3) che nella quietanza si menzioni la dichiarazione del debitore circa la provenienza della somma impiegata nel pagamento. Sulla richiesta del debitore, il creditore non può rifiutarsi di inserire nella quietanza tale dichiarazione.


Commento

Surrogazione: [v. 1201]; Quietanza: [v. 1199].

 

Mutuo: contratto con il quale una parte (mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una determinata quantità di denaro o di cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità [v. 1813]. Con esso si attua ciò che nel linguaggio corrente viene chiamato prestito.

 

Cosa fungibile: cosa che, per le proprie qualità intrinseche o per il modo in cui è stata valutata e presa in considerazione dalle parti, può essere sostituita con altra dello stesso genere senza che ciò assuma rilevanza.

 

(1) La surrogazione per volontà del debitore è l’effetto di un’operazione che si articola in due atti collegati: il mutuo e il pagamento, nel senso che il mutuo dev’essere stipulato al fine specifico di effettuare il pagamento (cd. mutuo di scopo [v. 1813]) e nella quietanza di quest’ultimo dev’essere menzionato il primo.

 

 



 
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