codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 1203 codice civile: Surrogazione legale

La surrogazione ha luogo di diritto nei seguenti casi:

1) a vantaggio di chi, essendo creditore, ancorché chirografario, paga un altro creditore che ha diritto di essergli preferito in ragione dei suoi privilegi, del suo pegno o delle sue ipoteche (1);

2) a vantaggio dell’acquirente di un immobile che, fino alla concorrenza del prezzo di acquisto, paga uno o più creditori a favore dei quali l’immobile è ipotecato (2);

3) a vantaggio di colui che, essendo tenuto con altri o per altri al pagamento del debito, aveva interesse di soddisfarlo (3);

4) a vantaggio dell’erede con beneficio d’inventario, che paga con danaro proprio i debiti ereditari (4);

5) negli altri casi stabiliti dalla legge (5).


Commento

Surrogazione: [v. 1201]; Pegno: [v. 2784]; Ipoteca: [v. 2808]; Immobile: [v. 812]; Erede: [v. 457].

 

Chirografario: creditore il cui credito non è assistito da cause legittime di prelazione [v. 2741].

 

Privilegio: titolo di preferenza che la legge riconosce al creditore in considerazione della particolare natura o causa del credito (il credito privilegiato va pagato prima degli altri) [v. 2745].

 

Beneficio d’inventario: modalità di accettazione dell’eredità, caratterizzata dalla separazione dei beni dell’erede da quelli del defunto [v. 470, 484-511], senza attuazione della confusione dei due patrimoni.

 

(1) Ad esempio, A è creditore nei confronti di B e il suo credito è garantito da ipoteca. Anche C è creditore di B ed il suo credito è chirografario (non assistito da alcuna garanzia o privilegio). C paga ad A il credito che questi ha nei confronti di B, e subentra nel diritto di credito che A vantava nei confronti di B (conseguendo anche l’ipoteca [v. 1204]).

 

(2) Ad esempio, A compra da B un immobile sul quale grava ipoteca a garanzia del credito che C vanta nei confronti di B. L’acquirente A paga a C il debito di B, estinguendo l’ipoteca e subentrando nei diritti che C ha nei confronti di B.

 

(3) Ad esempio, il fideiussore [v. 1936] (colui che, con il proprio patrimonio, garantisce un debito altrui) A paga al creditore C il debito del debitore principale B: A succederà nei diritti che C vanta nei confronti di B [v. 1298].

 

(4) Ad esempio, A accetta con beneficio d’inventario l’eredità di B e paga con denaro proprio (non dell’eredità) i debiti che B aveva nei confronti di C. A subentra nei diritti che C vantava nei confronti di B (e ora dell’eredità).

 

(5) Cfr. artt. 115, c. 5, 142, 283, c. 5, 292, 299, c. 3, 304, d.lgs. 7-9-2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private); art. 48, All. I, d.lgs. 23-5-2011, n. 79 (Codice del turismo).

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Fallimento

In tema di liquidazione coatta amministrativa di imprese che esercitano l'assicurazione della responsabilità civile da circolazione dei veicoli, l'impresa designata che ha risarcito il danno è surrogata, per l'importo pagato, nei diritti sia dell'assicurato che del danneggiato verso l'impresa posta in liquidazione; si tratta di una surrogazione legale prevista espressamente dalla legge (art. 1203 c.c., n. 5), ed è un'applicazione della regola civilistica per la quale chi ha pagato essendo tenuto per altri è surrogato nei confronti del debitore (art. 1203 c.c., n. 3).

Tribunale Milano sez. II  06 settembre 2014 n. 10797  

 

In tema di liquidazione coatta amministrativa di imprese che esercitano l'assicurazione della responsabilità civile da circolazione dei veicoli, l'impresa designata che ha risarcito il danno è surrogata, per l'importo pagato, nei diritti sia dell'assicurato che del danneggiato verso l'impresa posta in liquidazione; si tratta di una surrogazione legale prevista espressamente dalla legge (art. 1203 c.c., n. 5), ed è un'applicazione della regola civilistica per la quale chi ha pagato essendo tenuto per altri è surrogato nei confronti del debitore (art. 1203 c.c., n. 3).

Tribunale Milano sez. II  06 settembre 2014 n. 10797  

 

 

Fideiussione

In tema di cessione del credito da rimborso IVA, il fideiussore che, ai sensi dell'art. 38-bis del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, quale garante del diritto, spettante all'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto, di ripetere le somme risultanti a credito del contribuente in sede di dichiarazione annuale, abbia pagato quanto preteso dall'amministrazione finanziaria in via di ripetizione a seguito dell'accertamento operato, è surrogato nei diritti e nelle azioni di cui godeva il creditore garantito anche nei confronti del cessionario dell'originario (ed infondato) credito di rimborso. Cassa con rinvio, App. Milano, 23/04/2008

Cassazione civile sez. III  30 giugno 2014 n. 14772  

 

Il fideiussore che, avendo garantito il diritto dell'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto di ripetere le somme risultanti a credito del contribuente in sede di dichiarazione annuale, abbia pagato quanto dall'ufficio preteso in ripetizione, è surrogato nei diritti e nelle azioni di cui godeva il creditore garantito anche nei confronti del cessionario del credito.

Cassazione civile sez. III  30 giugno 2014 n. 14772  

 

 

Imposta di registro

Il venditore che abbia pagato l'imposta integrativa di registro a seguito di concordato fiscale concluso con l'Amministrazione, senza coinvolgere nel procedimento di accertamento con adesione l'acquirente, non ha azione di regresso verso quest'ultimo, il cui diritto postula, ai sensi degli art. 1299 e 1203 n. 3, cod. civ., l'adempimento di un' obbligazione del terzo, la cui esistenza ed entità siano divenute certe per fatti o atti giuridici opponibili a questi. Rigetta, App. Bari, 15/09/2009

Cassazione civile sez. III  07 maggio 2014 n. 9859  

 

 

Obbligazioni e contratti

Ai fini dell’applicabilità della disciplina prevista dall’art. 1203, co. 1, n. 3, c.c., non è necessario né che il “solvens” sia tenuto al pagamento del debito per la medesima causa “debendi” vantata dall’”accipiens” nei confronti dell’altro o degli altri obbligati, né che il “solvens” sia direttamente obbligato nei confronti dell’”accipiens”, richiedendo la norma soltanto che il “solvens” abbia un interesse giuridicamente qualificato all’estinzione dell’obbligazione.

Tribunale Firenze  15 aprile 2014

 

Ai fini dell'operatività della surrogazione legale di cui all'art. 1203, n. 3, cod. civ., non è necessario né che il surrogante sia tenuto al pagamento del debito in base allo stesso titolo del debitore surrogato, né che egli sia direttamente obbligato nei confronti dell'"accipiens", richiedendo la norma soltanto che il surrogante abbia un interesse giuridicamente qualificato alla estinzione dell'obbligazione. Cassa con rinvio, App. L'Aquila, 21/08/2007

Cassazione civile sez. III  16 dicembre 2013 n. 28061  

 

 

Surrogazione

La disposizione di cui all’art. 1203 c.c., in base alla quale la surrogazione legale verso il datore di lavoro ha luogo di diritto nei confronti dell’INPS che abbia pagato, va intesa nel senso che essa opera anche senza il consenso del creditore originario e del debitore, ma la sua concreta attuazione non può prescindere dalla rituale domanda del terzo che ha pagato di volersi surrogare al creditore soddisfatto; non diversamente, quindi, dall’ipotesi di cessione di un credito successiva alla sua definitiva ammissione al passivo fallimentare, in cui il cessionario può far valere le proprie ragioni non con la mera notificazione della cessione al fallimento, ma mediante l’insinuazione tardiva, ai sensi dell’art. 101 l. fall., essendo necessario che il giudice fallimentare verifichi l’effettività della cessione stessa e l’insussistenza di cause preclusive del credito, nei confronti del fallimento, in relazione al nuovo titolare (Nella specie, il Trib. ha ammesso l’INPS al passivo del fallimento).

Tribunale Roma sez. III  22 ottobre 2013 n. 21075  

 

 

Edilizia

L'assunzione, da parte del proprietario del fondo, degli oneri relativi alle opere di urbanizzazione primaria e di una quota degli oneri delle opere di urbanizzazione secondaria (cui è subordinata l'autorizzazione per la lottizzazione) costituisce un'obbligazione "propter rem", dovendo dette opere essere eseguite da coloro che sono proprietari al momento del rilascio della concessione edilizia, i quali ben possono essere soggetti diversi da quelli che stipularono la convenzione, per avere da questi acquistato una parte del suolo su cui far sorgere singoli (o gruppi di) lotti. Tuttavia, la natura reale dell'obbligazione non riguarda le persone che utilizzano le opere di urbanizzazione da altri realizzate per una loro diversa edificazione, senza avere con questi ultimi alcun rapporto, e che, per ottenere la loro diversa concessione edilizia, sono tenute a pagare al Comune concedente, per loro conto, i relativi oneri di urbanizzazione. Conseguentemente, se la qualificazione di obbligazione "propter rem" ha rilievo nel rapporto tra Comune e soggetto proprietario dell'area fabbricabile (cui viene rilasciato il provvedimento permissivo della costruzione), al di fuori di tale rapporto, qualora il soggetto titolare del provvedimento concessorio, avendo eseguito le opere di urbanizzazione, intenda rivalersi della spesa già sostenuta presso i diversi soggetti successivamente divenuti proprietari della medesima area fabbricabile, tale prestazione è ottenibile soltanto in virtù di un'espressa pattuizione negoziale, nella quale non rileva più il carattere reale dell'obbligazione. | Rigetta, App. Brescia, 23/05/2006

Cassazione civile sez. II  28 giugno 2013 n. 16401  

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti