Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 1204 codice civile: Terzi garanti

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



La surrogazione contemplata nei precedenti articoli ha effetto anche contro i terzi che hanno prestato garanzia per il debitore (1).

Se il credito è garantito da pegno, si osserva la disposizione del secondo comma dell’art. 1263 (2).

Commento

Surrogazione: [v. 1201 ss.]; Garanzia: [v. 1179]; Pegno: [v. 2784].

 

(1) V. nota (1) sub art. 1203.

 

(2) Ad esempio, Tizio ottiene da Caio un mutuo di 3.000 euro, che garantisce dandogli in pegno un orologio d’oro. Mevio adempie al posto di Tizio ed è surrogato (sostituito) nei diritti che Caio vanta nei confronti di Tizio, compreso il diritto di pegno: ma Caio potrà trasferire a Tizio il possesso dell’orologio solo se Tizio, il proprietario, dà il consenso. Se Tizio non presta il suo consenso, Caio rimarrà custode dell’orologio.

 

Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

In tema di surrogazione legale, il fideiussore che intenda surrogarsi al creditore garantito nei diritti vantati verso il debitore subentra ai sensi dell'art. 1204 c.c. anche nelle garanzie concesse da terzi in favore del creditore originario solo a condizione che queste ultime siano accessorie e dipendenti dall'obbligazione principale adempiuta dal fideiussore. Pertanto deve escludersi l'applicazione di tale ipotesi di surrogazione legale quando, oltre che con il negozio fideiussorio, il finanziamento concesso per l'esecuzione di un appalto sia stato garantito anche mediante la cessione dei crediti vantati nei confronti del committente, non essendo il debitore ceduto (committente del debitore) qualificabile come «garante» dell'obbligazione adempiuta dal fideiussore, attesa l'autonomia tra i due contratti (la fideiussione e la cessione di credito), ancorché stipulati con il medesimo scopo di garanzia.

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2008 n. 29216  

 

In tema di fideiussione, nel debitore del credito ceduto a scopo di garanzia non è possibile ravvisare uno di quei "terzi che hanno prestato garanzia", ai quali si riferisce l'art. 1204 c.c. Di conseguenza deve escludersi che nella titolarità di tale credito possa subentrare per surrogazione colui che, essendovi tenuto in forza di un distinto rapporto fideiussorio, abbia soddisfatto il credito garantito.

Cassazione civile sez. I  29 gennaio 1997 n. 916  

 

 

Fideiussione

Se più persone hanno prestato fideiussione per il medesimo debitore e per lo stesso debito, bisogna distinguere la confideiussione, che si ha quando la garanzia è costituita da più fideiussori, anche se non con unico atto, ma con l'intento di prestarla insieme, dalle fideiussioni plurime, che si hanno quando esse sono prestate separatamente e senza un volontario collegamento fra loro: nel primo caso, che dà luogo a un'obbligazione solidale, il fideiussore che ha pagato ha regresso contro gli altri condebitori (ex art. 1954 c.c.), mentre nel secondo caso, in mancanza di un vincolo solidale, può operare in suo favore solo lo strumento della surrogazione legale (ex art. 1203 c.c.).

Cassazione civile sez. III  02 aprile 2002 n. 4632  

 

Non sussiste alcun rapporto di confideiussione tra la garanzia sussidiaria statutariamente prestata dal consorzio fidi, ente di mutua garanzia avente come scopo la semplificazione dell'accesso al credito delle piccole e medie imprese oltre che la riduzione del costo dei finanziamenti e la prestazione di servizi di consulenza aziendale, e le eventuali fideiussioni prestate direttamente, e in via principale, in favore del consorziato da altri soggetti estranei al consorzio stesso.

Cassazione civile sez. I  11 dicembre 1991 n. 13385  

 

Nell'ipotesi in cui i terzi garanti del debitore principale siano vincolati da un diretto rapporto obbligatorio verso il fideiussore, l'azione di quest'ultimo nei loro confronti non è esperibile in via surrogatoria bensì in via diretta.

Corte appello Milano  20 febbraio 1990

 

Non essendo cartolarmente legittimato, il fidejussore dello scontatario non può esercitare in surrogazione l'azione cartolare spettante alla banca contro l'emittente della cambiale.

Tribunale Catania  14 novembre 1987



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