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Art. 1209 codice civile: Offerta reale e offerta per intimazione

Se l’obbligazione ha per oggetto danaro, titoli di credito, ovvero cose mobili da consegnare al domicilio del creditore, l’offerta deve essere reale (1) (2).

Se si tratta invece di cose mobili da consegnare in luogo diverso, l’offerta consiste nell’intimazione al creditore di riceverle, fatta mediante atto a lui notificato nelle forme prescritte per gli atti di citazione (3).


Commento

Titoli di credito: [v. Libro IV, Titolo V]; Cose mobili: [v. 812]; Domicilio: [v. 43].

 

Offerta reale: consiste nella diretta presentazione del denaro o degli altri beni fatta da un pubblico ufficiale, il quale li mette materialmente a disposizione del creditore.

 

Offerta per intimazione: consiste nell’invito che un pubblico ufficiale rivolge al creditore di ricevere il bene in un certo luogo e in un certo tempo, ovvero di compiere gli atti necessari per rendere possibile la prestazione.

 

Notificato: portato a conoscenza tramite notifica [v. 2914].

 

Atto di citazione: atto con cui si propone domanda giudiziale nel processo civile (art. 163 c.p.c).

 

(1) Nel caso di offerta reale il pubblico ufficiale (ufficiale giudiziario o notaio) redige un verbale contenente le dichiarazioni del creditore che, in caso di accettazione, fungono da quietanza [v. 1199].

 

(2) Cfr. art. 7, c. 3, l. 11-2-1971, n. 11 (Nuova disciplina dell’affitto dei fondi rustici).

 

(3) Nel caso di offerta per intimazione (ove il pubblico ufficiale è solo l’ufficiale giudiziario) tra il ricevimento da parte del creditore dell’invito e l’effettiva ricezione del bene devono intercorrere almeno tre giorni.


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

L’offerta “nei modi di legge”, imposta al promissario acquirente dall’art. 2932 c.c., non deve necessariamente consistere nell’offerta formale di cui agli art. 1208, 1209 e 1210 c.c., essendo sufficiente anche la semplice offerta secondo gli usi. In altri termini, poiché l’offerta del prezzo integra una condizione dell’azione, che, come tale, deve sussistere al momento della decisione, essa può essere validamente compiuta durante tutto il corso del giudizio mentre, soltanto nel caso in cui la prestazione del contraente che agisce in giudizio sia esigibile al momento della domanda giudiziale, la prestazione stessa deve essere adempiuta, o l’offerta deve essere fatta, al momento di tale domanda.

Tribunale Bari sez. III  23 gennaio 2014

 

L'offerta della prestazione corrispettiva, cui l'art. 2932 c.c. subordina l'accoglimento della domanda di esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto di trasferimento di una cosa determinata, pur non dovendo essere necessariamente fatta nelle forme di cui agli art. 1208 e 1209 c.c., non può, tuttavia, consistere in una mera dichiarazione di intenti, dovendo essere caratterizzata, in ogni caso, da serietà e buona fede. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva dedotto la mancanza di serietà dell'offerta della controprestazione dal constatato peggioramento delle condizioni economiche del promissario acquirente e dall'omessa prestazione della garanzia fideiussoria, come pattuita con il contratto preliminare).

Cassazione civile sez. II  30 gennaio 2013 n. 2217  

 

Il pubblico ufficiale incaricato di eseguire l'offerta reale di adempimento di un'obbligazione pecuniaria, ai sensi dell'art. 1209 c.c., non ha alcun obbligo di munirsi di una procura scritta conferita dall'offerente.

Cassazione civile sez. III  17 gennaio 2013 n. 1016  

 

In tema di locazione, il conduttore non può essere considerato in mora nell'adempimento dell'obbligo di restituzione della cosa alla scadenza del contratto, con conseguente cessazione altresì dell'obbligo di corrispondere l'indennità di occupazione, se abbia fatto, ai sensi dell'art. 1220 c.c., un'offerta seria ed affidabile, ancorché non formale, della prestazione dovuta, liberando l'immobile locato, e il locatore abbia opposto a tale offerta un rifiuto ingiustificato sulla base del dovere di buona fede ex art. 1375 c.c., non comportandone l'accettazione alcun sacrificio di suoi diritti o legittimi interessi (nella specie, avendo le parti concordato che i necessari lavori di ripristino del bene sarebbero stati eseguiti dal medesimo locatore, dietro rimborso delle spese).

Cassazione civile sez. III  27 novembre 2012 n. 21004

 

 

Procedimento

L'elencazione degli atti in calce o a margine dei quali può essere apposta, a norma dell'art. 83 del c.p.c., la procura alle liti non può ritenersi tassati- va, tuttavia deve trattarsi pur sempre di atti determinanti l'ingresso della parte in giudizio, ossia di atti lato sensu processuali, atteso che la natura processuale degli stessi ne rivela l'inerenza allo specifico processo per il quale la procura è rilasciata, divenendo componente essenziale di essa. Deriva da quanto precede, pertanto che la procura speciale rilasciata a margine dell'atto di offerta reale - che non può essere qualificato come atto processuale, non attenendo alla realizzazione di una tutela giurisdizionale - esula dalla previsione di cui all'art. 83 del c.p.c.. Al riguardo deve escludersi, altresì, che la procura in questione, essendo stata spillata nel fascicolo di parte e depositata nel fascicolo della copia notificata del ricorso possa considerarsi fisicamente in calce al ricorso stesso, trattandosi di atti (ricorso e atto di offerta reale) distinti tra loro per cui il mero deposito nello stesso fascicolo di parte non può far ritenere ricorra l'ipotesi della procura rilasciata su foglio separato, materialmente congiunto all'atto cui si riferisce.

Cassazione civile sez. III  17 settembre 2013 n. 21154  

 

 

Espropriazione

Ove dopo il completo pagamento dell'indennità di espropriazione, la procedura espropriativa era certamente valida ed efficace, è altrettanto certo che i ricorrenti avrebbero potuto anche ricorrere alla "mora credendi", che, proprio in tema di intimazione a rilasciare un immobile, ex art. 1216 c.c., prevede; "se deve essere consegnato un immobile, l'offerta consiste nella intimazione al creditore di prenderne possesso. L'intimazione deve essere fatta nella forma prescritta dal comma 2 dell'art. 1209". E il comma 2 stabilisce che "il debitore, dopo l'intimazione al creditore, può ottenere dal giudice la nomina di un sequestratario. In questo caso egli è liberato dal momento in cui ha consegnato al sequestratario la cosa dovuta". Non solo: ai sensi dell'art. 1207 c.c., è dalla costituzione in mora che decorre il termine per la tenutezza dell'acquirente al risarcimento del danno per la detenzione dell'immobile da parte dell'alienante e per richiedere le spese per la custodia e la conservazione della cosa. In mancanza delle dette azioni, spezzandosi il nesso di causalità ex art. 1227 comma 2, c.c., non è dovuto il risarcimento del danno.

T.A.R. Catania (Sicilia) sez. III  21 marzo 2012 n. 710  

 

Contratti agrari

Ai fini della tempestività del pagamento del prezzo nel riscatto agrario, occorre che si avveri la condizione sospensiva del versamento del prezzo di acquisto che, secondo quanto previsto dalla l. 8 gennaio 1979 n. 2, va effettuato nei termini indicati per la prelazione dall'art. 8 l. 26 maggio 1965 n. 590, decorrenti dall'adesione del terzo acquirente alla dichiarazione di riscatto oppure, ove sorga contestazione, dal passaggio in giudicato della sentenza che riconosce il diritto. Perché si verifichi la predetta condizione sospensiva, nell'ipotesi di rifiuto, ancorché pretestuoso da parte del creditore di accettare l'indicato pagamento, è necessario - in difetto di norme specifiche sul punto - che il retraente effettui, secondo le generali disposizioni civilistiche sulle obbligazioni, il deposito liberatorio della relativa somma, ai sensi dell'art. 1210 c.c., dovendo, invece, escludersi una equipollenza tra versamento del prezzo ed offerta non formale di esso, dal momento che l'art. 1220 c.c. ricollega alla seria e tempestiva offerta non formale della prestazione il solo venir meno della "mora debendi", mentre la liberazione del debitore, unico evento equivalente al versamento del prezzo, consegue all'accettazione dell'offerta reale ovvero - in caso di mancata accettazione - all'accettazione della somma depositata o, in difetto, all'accertata validità del deposito (art. 1210 c.c.)

Cassazione civile sez. III  02 marzo 2012 n. 3248



 
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