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Art. 1210 codice civile: Facoltà di deposito e suoi effetti liberatori

Se il creditore rifiuta di accettare l’offerta reale (1) o non si presenta per ricevere le cose offertegli mediante intimazione, il debitore può eseguire il deposito.

Eseguito il deposito, quando questo è accettato dal creditore o è dichiarato valido con sentenza passata in giudicato (2), il debitore non può più ritirarlo ed è liberato dalla sua obbligazione.


Commento

Offerta reale: [v. 1209]; Offerta per intimazione: [v. 1209].

 

Deposito: contratto mediante il quale una parte riceve una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla [v. 1766].

 

Sentenza passata in giudicato: provvedimento immodificabile in quanto tutti i mezzi di impugnazione previsti dalla legge sono stati esperiti o non sono più proponibili per il decorso dei termini.

 

(1) La norma, insieme ai successivi artt. 1211-1214, si riferisce alle obbligazioni di consegnare cose mobili. Per gli immobili cfr. art. 1216.

 

(2) Accettazione del creditore e sentenza di convalida svolgono la stessa funzione: a) confermare la regolarità del deposito; b) condizionare sospensivamente l’efficacia della liberazione del debitore, nel senso che questi è liberato solo se intervengono l’accettazione o la convalida, ma sin dal momento del deposito (effetto retroattivo).


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

In tema di mora del creditore, il deposito ai sensi degli artt. 1210 e 1212 c.c., non accettato, non libera il debitore dall'obbligazione, a meno che non sia seguito dalla convalida; tuttavia, questa può essere chiesta dal debitore anche opponendosi al precetto intimato dal creditore per l'adempimento della relativa obbligazione. Allo scopo, il debitore deve svolgere nel giudizio di opposizione all'esecuzione apposita domanda di convalida del deposito non accettato; i conseguenti oneri di allegazione e di prova gravano sull'opponente, cui compete la qualità di attore.

Cassazione civile sez. III  13 gennaio 2015 n. 302  

 

Ai fini della tempestività del pagamento del prezzo nel riscatto agrario, le norme che attengono agli adempimenti di cui all'art. 1208 cod. civ. e seguenti, in tema di offerta reale, vanno interpretate ed applicate alla luce dei principi in tema di buona fede e di cooperazione del creditore nell'adempimento, sicché l'offerta reale, e così gli effetti del riscatto, sono da ritenersi verificati qualora la mancata ricezione del pagamento sia imputabile all'ingiustificato rifiuto del creditore di prestare la cooperazione indispensabile a rendere possibile l'adempimento del debitore. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto illegittimo il rifiuto del creditore di ricevere l'offerta, avvenuta tramite assegno circolare in ragione del divieto di pagamento in contanti imposto dalle norme speciali, e rituale l'offerta eseguita indistintamente ai due creditori, coniugi comproprietari, perché previamente presentata al loro domicilio e successivamente seguita, dopo il loro rifiuto, dall'invito a presenziare al deposito della somma su libretti bancari intestati agli aventi diritto). Cassa con rinvio, App. Brescia, 02/08/2007

Cassazione civile sez. III  14 agosto 2014 n. 17975  

 

L'azione ex art. 1210, secondo comma, cod. civ., che sia introdotta dal debitore dopo la notifica del precetto, o dopo l'inizio dell'esecuzione, per l'accertamento degli effetti liberatori dell'offerta reale, verificatisi tanto prima del precetto, quanto prima dell'inizio dell'esecuzione, oppure ancora dopo l'inizio di questa, ha natura sostanziale e va qualificata, rispettivamente, quale opposizione a precetto ex art. 615, primo comma, cod. proc. civ., se proposta prima della esecuzione, e quale opposizione all'esecuzione ai sensi del secondo comma del medesimo articolo, se introdotta, invece, dopo il suo inizio. Regola competenza, Tivoli, 16/05/2013

Cassazione civile sez. VI  23 giugno 2014 n. 14155  

 

L’offerta “nei modi di legge”, imposta al promissario acquirente dall’art. 2932 c.c., non deve necessariamente consistere nell’offerta formale di cui agli art. 1208, 1209 e 1210 c.c., essendo sufficiente anche la semplice offerta secondo gli usi. In altri termini, poiché l’offerta del prezzo integra una condizione dell’azione, che, come tale, deve sussistere al momento della decisione, essa può essere validamente compiuta durante tutto il corso del giudizio mentre, soltanto nel caso in cui la prestazione del contraente che agisce in giudizio sia esigibile al momento della domanda giudiziale, la prestazione stessa deve essere adempiuta, o l’offerta deve essere fatta, al momento di tale domanda.

Tribunale Bari sez. III  23 gennaio 2014

 

Ai fini della validità dell'offerta reale, il deposito della somma rifiuta dal creditore, di cui all'art. 1210 c.c., può essere eseguito mediante versamento dell'importo dovuto in un libretto al portatore, il quale deve, tuttavia, essere posto nella disponibilità del depositario. Ne consegue che la scelta dell'istituto di credito depositario di consegnare materialmente al debitore detto libretto al portatore, senza vincoli di destinazione delle somme ivi versate, priva di effetto il deposito, ai sensi dell'art. 1213, comma 1, c.c., valendo come ritiro dello stesso

Cassazione civile sez. III  02 marzo 2012 n. 3248  

 

 

Contratti agrari

In materia di contratti agrari la vendita del fondo effettuata dal proprietario in pendenza del termine per il pagamento del prezzo da parte del coltivatore che abbia esercitato il diritto di prelazione, pur non costituendo una delle ipotesi previste dall'art. 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590 per l'operatività del diritto al riscatto, deve, tuttavia, equipararsi ad esse e considerarsi presupposto idoneo all'esercizio del riscatto da parte del coltivatore pretermesso nei confronti del terzo acquirente, a nulla rilevando che il prelazionante, a fronte del rifiuto opposto dal creditore all'accettazione del corrispettivo, non abbia effettuato il deposito liberatorio della somma nei termini di legge (art. 1210 cod. civ.). Cassa con rinvio, App. Caltanissetta, 15/07/2009

Cassazione civile sez. III  04 giugno 2013 n. 14049  

 

Ai fini della tempestività del pagamento del prezzo nel riscatto agrario, occorre che si avveri la condizione sospensiva del versamento del prezzo di acquisto che, secondo quanto previsto dalla l. 8 gennaio 1979 n. 2, va effettuato nei termini indicati per la prelazione dall'art. 8 l. 26 maggio 1965 n. 590, decorrenti dall'adesione del terzo acquirente alla dichiarazione di riscatto oppure, ove sorga contestazione, dal passaggio in giudicato della sentenza che riconosce il diritto. Perché si verifichi la predetta condizione sospensiva, nell'ipotesi di rifiuto, ancorché pretestuoso da parte del creditore di accettare l'indicato pagamento, è necessario - in difetto di norme specifiche sul punto - che il retraente effettui, secondo le generali disposizioni civilistiche sulle obbligazioni, il deposito liberatorio della relativa somma, ai sensi dell'art. 1210 c.c., dovendo, invece, escludersi una equipollenza tra versamento del prezzo ed offerta non formale di esso, dal momento che l'art. 1220 c.c. ricollega alla seria e tempestiva offerta non formale della prestazione il solo venir meno della "mora debendi", mentre la liberazione del debitore, unico evento equivalente al versamento del prezzo, consegue all'accettazione dell'offerta reale ovvero - in caso di mancata accettazione - all'accettazione della somma depositata o, in difetto, all'accertata validità del deposito (art. 1210 c.c.)

Cassazione civile sez. III  02 marzo 2012 n. 3248  

 

 

Ripetizione di indebito

In materia di vendita, il compratore il quale, lamentando vizi della merce acquistata, la restituisca al venditore e non ne accetti poi la riconsegna, può comunque agire, ove sia esclusa la sussistenza dei vizi e perciò la risoluzione del contratto, per la ripetizione dell'indebito, a norma dell'art. 2037 c.c., rinvenendosi il presupposto della traditio nel ricevimento da parte del venditore di cose ormai di proprietà dell'acquirente. Sulla parte venditrice, che riceva in restituzione la merce e non si liberi dall'obbligo di consegna mediante il deposito di cui all'art. 1210 c.c. o attraverso la procedura di vendita di cui all'art. 1211 c.c., grava un obbligo di ripetizione e/o custodia delle cose, ancorché essa si sia adoperata per il ritrasferimento alla parte acquirente e questa l'abbia rifiutato.

Cassazione civile sez. II  08 gennaio 2013 n. 267  

 



 
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