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Art. 1214 codice civile: Offerta secondo gli usi e deposito

Se il debitore (1) ha offerto la cosa dovuta nelle forme d’uso (2) anzichè in quelle prescritte dagli articoli 1208 e 1209, gli effetti della mora si verificano dal giorno in cui egli esegue il deposito a norma dell’art. 1212, se questo è accettato dal creditore o è dichiarato valido con sentenza passata in giudicato.


Commento

Deposito: [v. 1210]; Sentenza passata in giudicato: [v. 1210].

 

(1) Il richiamo alle forme d’uso non va riferito agli usi normativi [v. d. gen. 8], bensì alla semplice pratica costante degli affari e quindi ai principi di correttezza e di buona fede.

 

(2) La giurisprudenza ha ritenuto che è fatta secondo gli usi l’offerta di pagamento mediante assegno circolare e vaglia postale non incassati dal creditore.


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

In tema di esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto ed in ipotesi di compravendita immobiliare, la disposizione di cui all'art. 2932, comma 2, c.c. — che subordina l'accoglimento della domanda diretta ad ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso alla realizzazione del presupposto dell'offerta della controprestazione — non richiede che l'offerta sia reale o per intimazione, ai sensi degli art. 1208 e 1209 c.c., potendo essere sufficiente un'offerta nelle forme d'uso, ai sensi dell'art. 1214 c.c. e, in definitiva, un'offerta costituita da una seria manifestazione della volontà di eseguire la controprestazione, espressa in qualsiasi modo che escluda dubbi sulla concreta intenzione della parte di adempiere; ne consegue che integra il presupposto di legge anche l'offerta della prestazione formulata con l'atto di citazione del promissario acquirente, sottoscritto dal procuratore.

Cassazione civile sez. II  23 dicembre 2010 n. 26011

 

L'offerta di cui all'art. 2932 comma 2 c.c., non deve avvenire necessariamente nelle forme e nei modi previsti dagli art. 1208, 1209 e 1214 c.c., ma può essere costituita anche da una seria manifestazione di volontà di adempiere alla propria obbligazione la quale ricorre, ancorché in via implicita, nell'invito rivolto alla controparte di comparire dinanzi al notaio per la stipula del definitivo.

Tribunale Verona sez. lav.  16 gennaio 2007 n. 4

 

L'offerta di cui all'art. 2932 comma 2 c.c., non deve avvenire necessariamente nelle forme e nei modi previsti dagli art. 1208, 1209 e 1214 c.c., ma può essere costituita anche da una seria manifestazione di volontà di adempiere alla propria obbligazione la quale ricorre, ancorché in via implicita, nell'invito rivolto alla controparte di comparire dinanzi al notaio per la stipula del definitivo.

Tribunale Verona  16 gennaio 2007 n. 4  

 

In applicazione della disposizione di cui all'art. 2932, comma 2, c.c. - secondo il quale la domanda di adempimento in forma specifica di un contratto preliminare per il trasferimento di un diritto reale non può esser accolta se colui che la propone non esegue, o non offre di eseguire, nei modi di legge, la controprestazione a suo carico - se la prestazione di colui che chiede l'adempimento in forma specifica consiste nel versamento di una somma di danaro, da effettuare, secondo il preliminare, al momento della stipula del definitivo, costituisce offerta idonea, perché secondo gli usi (art. 1214 c.c.), l'invito del promissario acquirente al promittente alienante a presentarsi dinanzi al notaio per la predetta stipula, mentre costituisce seria manifestazione della volontà di adempiere la proposizione da parte del promittente acquirente della domanda di adempimento in forma specifica del contratto perché il verificarsi degli effetti della sentenza di accoglimento - sostitutiva del contratto - deve esser condizionato dal giudice all'adempimento della sua prestazione.

Cassazione civile sez. III  10 novembre 2003 n. 16822  

 

In tema di esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto ed in ipotesi di compravendita immobiliare, la disposizione di cui all'art. 2932, comma 2, c.c. - che subordina l'accoglimento della domanda diretta ad ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso alla realizzazione del presupposto dell'offerta della controprestazione - non richiede che l'offerta sia reale o per intimazione, ai sensi degli art. 1208 e 1209 c.c., potendo essere sufficiente un'offerta nelle forme d'uso, ai sensi dell'art. 1214 c.c. e, in definitiva, un'offerta costituita da una seria manifestazione della volontà di eseguire la controprestazione, espressa in qualsiasi modo che escluda dubbi sulla concreta intenzione della parte di adempiere. Ne consegue che integrano il presupposto di legge anche l'offerta della prestazione, formulata in giudizio dalla parte, personalmente o per mezzo del suo procuratore, prima della pronuncia, ovvero la manifestazione di volontà di corrispondere il residuo prezzo di vendita, rappresentata nell'atto di citazione del promissario acquirente, sottoscritto dal procuratore.

Cassazione civile sez. II  03 aprile 2003 n. 5151  

 

Il promissario acquirente che ha pattuito una parte del prezzo con pagamento a rate, entro un triennio dal preliminare, ed in prossimità della scadenza di esso, senza averne pagata nessuna, agisce per l'adempimento in forma specifica, deve dimostrare, e non soltanto dichiarare, di esser pronto all'adempimento della sua prestazione mediante offerta formale o secondo gli usi, non potendo mantenere nella sua disponibilità la somma dovuta, bensì dovendola mettere a disposizione del promittente venditore, depositandola, nel caso di offerta informale.

Cassazione civile sez. II  22 ottobre 1998 n. 10473  

 

Ai fini dell'accoglimento della domanda di esecuzione specifica dell'obbligo di adempiere un contratto, ai sensi dell'art. 2932 c.c., non occorre un'offerta formale della controprestazione nei termini rigorosi di cui agli art. 1208 e 1209 c.c., bastando un'offerta nelle forme d'uso, secondo la previsione del successivo art. 1214 e potendo tale offerta anche consistere proprio nell'invito a recarsi dinanzi al notaio per la stipulazione del contratto definitivo.

Cassazione civile sez. I  05 dicembre 1995 n. 12516  

 

 

Sequestro conservativo, convenzionale e giudiziario

Se l'assicuratore di un sinistro stradale, nel quale sono rimaste danneggiate più persone, non offre, inframassimale, la somma proporzionalmente loro spettante (art. 27 l. 24 dicembre 1969 n. 990), non può chiedere il sequestro c.d. liberatorio (art. 687 c.p.c.) previsto per ovviare al rischio e alle conseguenze dell'inadempimento del debitore - perché presupposto indefettibile di detta misura cautelare speciale è che tale offerta vi sia stata, ma non sia stata accettata perché inidonea o controversi l'obbligo o il modo del pagamento.

Cassazione civile sez. III  17 giugno 1997 n. 5410  



 
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