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Art. 1216 codice civile: Intimazione di ricevere la consegna di un immobile

Se deve essere consegnato un immobile, l’offerta consiste nell’intimazione al creditore di prenderne possesso. L’intimazione deve essere fatta nella forma prescritta dal secondo comma dell’art. 1209 (1).

Il debitore, dopo l’intimazione al creditore, può ottenere dal giudice la nomina di un sequestratario (2). In questo caso egli e’ liberato dal momento in cui ha consegnato al sequestratario la cosa dovuta.


Commento

Immobile: [v. 812]; (Offerta per) intimazione: [v. 1209]; Possesso: [v. Libro III, Titolo VIII].

 

Sequestratario: soggetto cui viene affidato il bene oggetto del sequestro.

 

(1) Nonostante la lettera della norma, si ritiene che ai fini del sequestro sia sufficiente un’offerta nelle forme d’uso [v. 1214].

 

(2) Il sequestro liberatorio in esame si differenzia dal sequestro convenzionale [v. 1798], in quanto il secondo presuppone una controversia sulla proprietà o sul possesso del bene, mentre il primo presuppone semplicemente la mora del creditore [v. 1206].

 

(3) Si ritiene che anche per il sequestro sia necessaria l’accettazione o una sentenza che accerti la validità della procedura, così come previsto in caso di deposito [v. 1210]: anche in questo caso l’effetto liberatorio retroagisce al momento della consegna del bene al sequestratario.

 

Il sequestro ha la stessa funzione del deposito liberatorio: fornire al debitore uno strumento che gli consenta la liberazione dal vincolo obbligatorio, anche contro la volontà del creditore.


Giurisprudenza annotata

Locazione

In materia di locazioni di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello abitativo (nella specie, ad uso di laboratorio industriale), dal momento della cessazione del rapporto contrattuale sino al rilascio si viene ad instaurare tra le parti un rapporto “ex lege”, che risulta collegato geneticamente a quello precedente, ma nel quale le rispettive obbligazioni non si pongono in relazione di sinallagmaticità. Se il conduttore o sub-conduttore è rimasto nella detenzione dell’immobile, ha un unico modo per sottrarsi all’obbligo di pagamento del canone, ossia quello di compiere l’offerta di restituzione del bene a norma dell’art. 1216 c.c., non potendo invece invocare l’applicazione dell’art. 1460 c.c..

Corte appello Venezia sez. IV  28 marzo 2014 n. 487  

 

Nelle locazioni di immobili urbani adibiti ad attività commerciale, l'obbligazione gravante sul conduttore di rilasciare l'immobile alla scadenza e l'obbligazione gravante sul locatore di corrispondergli l'indennità di avviamento commerciale sono legate da un rapporto di reciproca dipendenza, tanto che ciascuna delle prestazioni non è esigibile in mancanza dell'adempimento, o dell'offerta di adempimento dell'altra. Ne consegue che gli interessi sulla somma dovuta a titolo di indennità di avviamento commerciale non iniziano a decorrere finché non è avvenuto il rilascio dell'immobile. Rigetta, App. Roma, 24/03/2009

Cassazione civile sez. III  25 febbraio 2014 n. 4443  

 

Il conduttore di un immobile adibito ad attività commerciale, alla scadenza del contratto, resta obbligato al pagamento dei canoni tutte le volte in cui permanga nella detenzione dell'immobile (quand'anche sia cessato l'esercizio dell'attività commerciale nell'immobile locato), a nulla rilevando che il locatore sia a sua volta inadempiente all'obbligo di pagamento dell'indennità per la perdita dell'avviamento. Per sollevarsi da tale obbligo, il conduttore ha l'onere di costituire in mora il locatore offrendo contestualmente, anche in modo informale, la restituzione dell'immobile. Cassa con rinvio, App. Torino, 18/07/2006

Cassazione civile sez. III  25 giugno 2013 n. 15876  

 

In materia di locazioni di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello abitativo, dal momento della cessazione del rapporto contrattuale sino a quello del pagamento dell'indennità di avviamento si viene ad instaurare tra le parti un rapporto "ex lege", che risulta collegato geneticamente a quello precedente, ma nel quale le rispettive obbligazioni non si pongono in relazione di sinallagmaticità. Ne consegue che il conduttore, rimasto nella detenzione dell'immobile, per sottrarsi all'obbligo di pagamento del canone non può invocare l'applicazione dell'art. 1460 c.c., bensì soltanto compiere l'offerta di restituzione del bene a norma dell'art. 1216 c.c. Cassa con rinvio, App. Torino, 18/07/2006

Cassazione civile sez. III  25 giugno 2013 n. 15876

 

In materia di locazione, l'offerta di restituzione dell'immobile contenuta nella raccomandata di recesso del conduttore concretizza un'offerta non formale, ai sensi dell'art. 1220 c.c., idonea ad escludere la mora del debitore, ma non avendo i requisiti dell'offerta formale dell'immobile, ai sensi degli art. 1216 e 1209, comma 2, c.c., non vale a costituire in mora il locatore ai fini di cui all'art. 1207 c.c. Rigetta, App. Catanzaro, 24/05/2006

Cassazione civile sez. III  20 giugno 2013 n. 15433  

 

In tema di riconsegna dell'immobile locato, mentre il rispetto della procedura di cui agli artt. 1216 e 1209 c.c. rappresenta l'unico mezzo per la costituzione in mora del locatore per provocarne i relativi effetti, l'adozione di modalità serie, affidabili e tempestive, aventi valore di offerta reale non formale, pur non essendo sufficienti a costituire in mora il locatore, evitano quella del conduttore nell'obbligo di adempiere la prestazione del pagamento dei canoni maturati dopo la risoluzione del rapporto.

Cassazione civile sez. III  20 giugno 2013 n. 15433

 

La liberazione del conduttore dall'obbligo di riconsegnare la cosa locata si attua, essendo il rapporto di locazione un rapporto obbligatorio "intuitu personae", solo con la consegna del bene, anche se nella modalità della consegna delle chiavi, al locatore in persona o ad altri soggetti che lo rappresentino in virtù di espressa sua volontà (confermata, nella specie, la decisione del giudice dell'appello, secondo cui non si erano svolta la attività di cui all'art. 1216 e, quindi, non si era verificata la effettiva immissione del bene locato nella sfera di disponibilità; la consegna delle chiavi, pur se avvenuta, non era stata effettuata nelle mani dell'unico legittimato a riceverla - il locatore, ma in quelle della moglie di costui).

Cassazione civile sez. III  28 gennaio 2013 n. 1887  

 

Il conduttore che, alla scadenza del contratto, rifiuti la restituzione dell'immobile, in attesa che il locatore gli corrisponda la dovuta indennità di avviamento, è obbligato al pagamento del corrispettivo convenuto per la locazione e non anche al risarcimento del maggior danno, con la conseguenza che, se la richiesta del locatore di restituzione dell'immobile, non accompagnata dall'offerta dell'indennità, non vale a mettere in mora la controparte, specularmente, l'offerta di restituzione del bene locato, a condizione che venga corrisposta l'indennità di avviamento, non esonera il conduttore dal pagamento del canone, e che la subordinazione, ai sensi dell'art. 34 l. n. 392/78, dell'esecuzione dello stesso al pagamento dell'indennità di avviamento non esclude la permanenza dell'obbligo del conduttore di continuare a pagare il canone fino alla riconsegna del bene, anche se abbia cessato di utilizzarlo e si limiti a detenerlo, salvo che, con comportamento conforme alla buona fede, egli ne abbia offerto la restituzione al locatore nelle forme e per gli effetti di cui agli artt. 1209 e 1216 c.c. ovvero mediante atto notificato al creditore nelle forme prescritte per gli atti di citazione, e quindi a mezzo di ufficiale giudiziario, non essendo a tal fine idonea l'intimazione a riceverlo inviata al locatore a mezzo lettera raccomandata.

Corte appello Bari sez. III  20 dicembre 2012 n. 1153  



 
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