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Art. 1219 codice civile: Costituzione in mora

Il debitore è costituito in mora mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto (1).

Non è necessaria la costituzione in mora (2):

1) quando il debito deriva da fatto illecito;

2) quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non volere eseguire l’obbligazione (3);

3) quando è scaduto il termine, se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore (4). Se il termine scade dopo la morte del debitore, gli eredi non sono costituiti in mora che mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto, e decorsi otto giorni dall’intimazione o dalla richiesta (5).


Commento

 

Fatto illecito: [v. Libro IV, Titolo IX]; Termine: [v. 1184].

 

Mora (del debitore): ritardo nell’adempimento della prestazione da parte del debitore, qualificato da una richiesta formale del creditore o da particolari circostanze.

(1) È la mora ex persona, che sorge solo in caso di specifica intimazione o richiesta scritta.

 

(2) È la mora ex re, che sorge automaticamente, senza necessità di una richiesta.

 

(3) Sarebbe inutile chiedere di adempiere a chi ha già dichiarato per iscritto di non volerlo fare.

 

(4) Sono le obbligazioni portables [v. 1182] (innanzitutto le obbligazioni pecuniarie): in questo caso, una volta scaduto il termine, è il debitore a doversi recare ad adempiere presso il domicilio [v. 43] del creditore.

 

(5) Gli effetti della mora possono essere influenzati da comportamenti sia del debitore che del creditore; si avranno così le seguenti situazioni: purgazione: il debitore in mora, adempiendo, ne elimina gli effetti; interruzione: il creditore rifiuta, senza giusto motivo, l’offerta della prestazione; cancellazione: il creditore rinnova al debitore il termine dell’adempimento; sospensione: il creditore, una volta costituito in mora il debitore, tollera il fatto che questi continui a non adempiere.

 

  La mora presuppone, comunque, ancora la possibilità dell’adempimento dell’obbligazione.


Giurisprudenza annotata

Società

Non può esercitare il diritto di voto il socio che "non esegue il pagamento della quota nel termine prescritto", come previsto dal quarto comma dell'art. 2466, indipendentemente sia da uno specifico atto di costituzione in mora , sia dall'intimazione di una diffida ad eseguire il pagamento nel termine di trenta giorni, la quale va indirizzata al socio moroso al solo fine di dare inizio alla procedura di vendita in danno della intera quota sottoscritta, salva restando la decadenza dall'esercizio del diritto di voto.

Cassazione civile sez. I  15 gennaio 2015 n. 585  

Locazione di cose

Anche per i crediti derivanti da fitti e pigioni non è necessaria - ai fini della decorrenza degli interessi - la costituzione in mora quando il termine per pagare è scaduto e la prestazione deve essere effettuata nel domicilio del creditore. Rigetta, App. Roma, 12/01/2010

Cassazione civile sez. III  09 dicembre 2014 n. 25853  

Unione europea

Il risarcimento dei danni previsto in favore degli specializzandi in medicina frequentanti in epoca anteriore al 1991, è oggetto di un peculiare diritto (para)risarcitorio, la cui quantificazione equitativa - da compiersi sulla base delle indicazioni contenute nella legge 19 ottobre 1999, n. 370 - comporta esclusivamente la decorrenza gli interessi (e non anche la necessità della rivalutazione monetaria, salva la prova del maggior danno ai sensi dell'art. 1224, secondo comma, cod. civ.) dalla data della messa in mora, in quanto, con la monetizzazione effettuata dalla legge n. 370 del 1999, l'obbligazione risarcitoria ha acquistato carattere di obbligazione di valuta. Cassa e decide nel merito, App. Bari, 12/07/2011

Cassazione civile sez. VI  06 novembre 2014 n. 23635  

Danni

In materia di fatto illecito extracontrattuale, il danno da ritardato adempimento dell'obbligazione risarcitoria va liquidato applicando un saggio di interessi scelto in via equitativa dal giudice o sulla semisomma (e cioè la media) tra il credito rivalutato alla data della liquidazione e lo stesso credito espresso in moneta all'epoca dell'illecito, ovvero - per l'identità di risultato - sul credito espresso in moneta all'epoca del fatto e poi rivalutato anno per anno. Tali interessi si producono dalla data in cui si è verificato il danno (coincidente, per il danno biologico permanente, con quella del consolidamento dei postumi) fino a quella della liquidazione e, successivamente, sull'importo costituito dalla sommatoria di capitale e danno da mora, ormai trasformato in obbligazione di valuta, maturano interessi al saggio legale, ai sensi dell'art. 1282, primo comma, cod. civ. Cassa con rinvio, App. Napoli, 01/10/2007

Cassazione civile sez. III  10 ottobre 2014 n. 21396  

Pubblica amministrazione

Con riguardo ai debiti pecuniari delle P.A., per i quali le norme sulla contabilità pubblica stabiliscono, in deroga al principio di cui all'art. 1182, comma 3, c.c., che i pagamenti si effettuano presso gli uffici di tesoreria dell'amministrazione debitrice, la natura quérable dell'obbligazione comporta che il ritardo nel pagamento non determina automaticamente gli effetti della mora ai sensi dell'art. 1219, comma 2, n. 3, c.c.. Occorre invece - affinché sorga la responsabilità da tardivo adempimento con conseguente obbligo di corresponsione degli interessi moratori e di risarcimento dell'eventuale maggior danno - la costituzione in mora mediante intimazione scritta di cui al comma 1 dello stesso art. 1219 c.c..

Cassazione civile sez. I  23 luglio 2014 n. 16728  

Obbligazioni e contratti

In tema di interpretazione di un atto di costituzione in mora, la sua natura di atto giuridico in senso stretto (nonché recettizio) non consente l'applicabilità diretta ed immediata dei principi sui vizi del volere e della capacità dettati in tema di atti negoziali, ma legittima il ricorso, in via analogica, alle regole di ermeneutica, in quanto compatibili, degli atti negoziali stessi, con la conseguenza che anche l'attività interpretativa dell'atto di costituzione in mora si traduce in un'indagine di fatto istituzionalmente affidata al giudice di merito e censurabile in sede di legittimità nei soli casi di inadeguatezza della motivazione - tale, cioè, da non consentire la ricostruzione dell'"iter" logico seguito dal giudice per giungere all'attribuzione di un certo contenuto (e di una certa significazione) all'atto in esame -, ovvero di inosservanza delle norme ermeneutiche compatibili con gli atti giuridici in senso stretto. Rigetta, App. Roma, 14/02/2011

Cassazione civile sez. lav.  23 maggio 2014 n. 11579  

La liquidità del debito non è condizione necessaria della costituzione in mora, nel nostro ordinamento non valendo il principio "in illiquidis non fit mora". Ne consegue che sussiste la mora del debitore, quando la mancata o ritardata liquidazione derivi dalla condotta ingiustificatamente dilatoria del debitore e, in genere, dal suo fatto doloso o colposo, quale l'illegittimo comportamento processuale per aver egli, a torto, contestato in radice la propria obbligazione. In tal caso, quindi, legittimamente la sentenza che liquida il debito fa decorrere gli interessi moratori dalla data della "interpellatio". Cassa e decide nel merito, App. Genova, 12/11/2009

Cassazione civile sez. II  30 aprile 2014 n. 9510  



 
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