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Art. 1230 codice civile: Novazione oggettiva

L’obbligazione si estingue quando le parti sostituiscono all’obbligazione (1) originaria una nuova obbligazione con oggetto (2) o titolo (3) diverso.

La volontà di estinguere l’obbligazione precedente deve risultare in modo non equivoco (4).


Commento

Novazione oggettiva: è un contratto [v. 1321] con il quale le parti di un rapporto obbligatorio estinguono l’obbligazione originaria, sostituendola con una nuova obbligazione, diversa per oggetto o per titolo (se la diversità riguarda i soggetti si ha novazione soggettiva).

 

(1) La novità dell’obbligazione (aliquid novi) è requisito essenziale della novazione, e deve riguardare un elemento principale del rapporto obbligatorio (es.: l’oggetto della prestazione).

 

(2) Ad esempio, le parti sostituiscono l’obbligo di consegnare un appartamento in città con l’obbligo di consegnare una villa al mare.

 

(3) Ad esempio, le parti convengono che la somma dovuta dal compratore a titolo di prezzo [v. 1470] di una cosa acquistata venga a questi lasciata a titolo di mutuo [v. 1813] per un certo numero di anni.

 

(4) È il cd. animus novandi, altro requisito essenziale della novazione: dev’essere certo ma può anche desumersi da una manifestazione tacita. Nel dubbio la volontà delle parti deve intendersi meramente modificativa della precedente obbligazione.

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

La novazione oggettiva del rapporto obbligatorio postula il mutamento dell'oggetto o del titolo della prestazione, ai sensi dell'art. 1230 c.c., mentre non è ricollegabile alle mere modificazioni accessorie di cui all'art. 1231 c.c. e deve essere connotata non solo dall'aliquid novi, ma anche dall'animus novandi inteso come manifestazione in equivoca dell'intento novativo e dalla causa novandi, intesa come interesse comune delle parti all'effetto novativo. L'accertamento che su tali tre elementi (volontà, causa e oggetto del negozio) compia il giudice di merito è incensurabile in cassazione, se adeguatamente motivato. (Nella specie - ha osservato la Suprema corte - con il contratto di locazione stipulato quando era ancora in corso l'originario rapporto ed era scaduto il termine valido per la disdetta, la volontà delle parti di estinguere il precedente contratto, sostituendolo con uno nuovo, non emerge affatto, risultando invece che le parti hanno semplicemente adeguato la misura del canone, mutato il termine di scadenza scadenza della locazione e concordato altre variazioni di elementi accessori tra le quali la clausola circa la possibilità e le modalità del rinnovo contrattuale, accordando alla conduttrice la possibilità di rinnovare la locazione manifestando la sua volontà in tale senso a mezzo lettera raccomandata, sì che correttamente il giudice a quo ha escluso vi sia stata novazione dell'originario rapporto).

Cassazione civile sez. III  13 giugno 2014 n. 13549  

Gli elementi essenziali della novazione oggettiva di cui all’art. 1230 c.c. sono l’”animus novandi” – da intendersi come la inequivoca e comune intenzione delle parti di estinguere l’originaria obbligazione sostituendola con una nuova – l’”aliquid novi” – cioè il mutamento sostanziale dell’oggetto della prestazione o del titolo del rapporto, oltre alla “causa novandi”, da intendersi come interesse di tutte le parti alla realizzazione dell’effetto novativo.

Tribunale Roma sez. VIII  06 giugno 2014 n. 12487

Nei rapporti contrattuali di durata la novazione oggettiva impedisce che il rapporto giuridico sostituito continui a produrre le obbligazioni che da esso sarebbero altrimenti normalmente derivate, ma non estingue le obbligazioni già venute in essere al momento dell'accordo novativo stesso, fatta salva la presenza di un accordo transattivo che disponga diversamente. Rigetta, App. Messina, 18/05/2012

Cassazione civile sez. III  22 maggio 2014 n. 11366  

L’effetto estintivo dell’obbligazione, che è proprio della novazione, presuppone sempre - anche se si acceda alla concezione più ampia della novazione medesima, che la ravvisa in ogni ipotesi di mutamenti di carattere quantitativo dell’oggetto o di modifiche di modalità o di elementi di una medesima prestazione - che sia accertata comunque la sussistenza dell’“animus novandi”, che deve essere provato in concreto.

Tribunale Arezzo  28 gennaio 2014 n. 106  

Il contratto di locazione sottoscritto dalle parti successivamente ad un altro stipulato in epoca precedente, e con riferimento al medesimo bene immobile, contemplante esclusivamente l’aggiornamento del canone – apparentemente congegnato non come patto integrativo/aggiuntivo del precedente, bensì come negozio autonomo, completo di tutte le clausole proprie di un contratto originario – deve qualificarsi in termini di patto meramente modificativo, e non di contratto novativo e sostitutivo del precedente ex art. 1230 c.c

Tribunale Roma sez. VI  15 novembre 2013 n. 23093  

L'atto con il quale le parti convengono la modificazione quantitativa di una precedente obbligazione e il differimento della scadenza per il suo adempimento non costituisce una novazione e non comporta, dunque, l'estinzione dell'obbligazione originaria, restando assoggettato, per la sua natura contrattuale, alle ordinarie regole sulla validità.

Cassazione civile sez. VI  26 giugno 2013 n. 16050  

Imposte

Nelle gare pubbliche la rateizzazione del debito tributario del partecipante alla procedura selettiva si traduce, sul piano tecnico, in un beneficio che, una volta accordato, comporta la sostituzione del debito originario con uno diverso, secondo un meccanismo di stampo estintivo-costitutivo che dà la stura a una novazione dell'obbligazione originaria; in sostanza l'ammissione alla rateizzazione, rimodulando la scadenza dei debiti tributari e differendone l'esigibilità, implica la sostituzione dell'originaria obbligazione a seguito dell'insorgenza di un nuovo rapporto obbligatorio secondo i canoni della novazione oggettiva di cui agli art. 1230 ss. c.c. e il risultato è la nascita di una nuova obbligazione tributaria, caratterizzata da un preciso piano di ammortamento e soggetta ad una specifica disciplina per il caso di mancato pagamento delle rate. (ConfermaTarPiemonte, sez. I, n. 635 del 2012).

Consiglio di Stato ad. plen.  20 agosto 2013 n. 20  



 
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