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Art. 1234 codice civile: Inefficacia della novazione

La novazione è senza effetto (1), se non esisteva (2) l’obbligazione originaria (3).

Qualora l’obbligazione originaria derivi da un titolo annullabile, la novazione è valida se il debitore ha assunto validamente il nuovo debito conoscendo il vizio del titolo originario.


Commento

Obbligazione: [v. Libro IV, Titolo I]; Annullabilità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XII].

 

(1) Ossia nulla (per mancanza della causa o dell’oggetto).

 

(2) Cioè era nulla o annullabile, a prescindere dalla consapevolezza che dell’inesistenza abbiano avuto le parti. È controverso se possa formare oggetto di novazione l’obbligazione naturale [v. 2034].

 

(3) Si ritiene che in tal caso il debitore convalidi tacitamente [v. 14442] il contratto originario annullabile. Se invece il debitore assume il nuovo debito senza conoscere il vizio del titolo originario, la novazione è invalida, e si risolve a seguito dell’eventuale annullamento del titolo originario.

 

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Deve essere respinta la domanda risarcitoria per i danni conseguenti al ritardo con cui il Comune ha adempiuto all'obbligo di una obbligazione assunta con la convenzione (in particolare di acquistare da terzi le aree da mettere a disposizione degli "operatori", per la realizzazione di una strada di accesso al P.I.I.), nel caso in cui le parti abbiano poi modificato la convenzione, prevedendo la cessione di aree diverse, da effettuare in tempi diversi. Siffatta vicenda fattuale integra una novazione dell'obbligazione assunta dal Comune con la convenzione originaria, che pertanto, risulta estinta ex art. 1230 c.c., per cui la novazione non forma oggetto di una eccezione in senso proprio, come si può dedurre dalla sua nozione e dalla sua disciplina quali delineate negli art. 1230-1235 c.c., poste a raffronto con l'espressa previsione della non rilevabilità d'ufficio della compensazione, ex art. 1242 c.c., e quindi il giudice può rilevare d'ufficio il fatto corrispondente, comunque introdotto nel processo)

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. II  04 gennaio 2013 n. 20  

È privo di causa meritevole di tutela giuridica, secondo la previsione di cui all'art. 1322 c.c., il contratto stipulato, per scrittura privata, da ex amanti occasionali divenuti genitori grazie alla nascita di una figlia, con il quale il padre promette di mantenere personalmente anche la madre sino all'autosufficienza economica della figlia naturale, contro l'obbligo materno di non richiedere, per la figlia, la spendita del cognome paterno e di vivere e lavorare in luoghi lontani dall'ambiente familiare, lavorativo e sociale dell'ex amante; tale obbligazione, affetta da nullità, assume la valenza di mera obbligazione naturale, che non può essere, per sua natura, novata con la sottoscrizione di un pattizio per scrittura privata.

Corte appello Ancona  05 dicembre 2009

Sono elementi essenziali della novazione, oltre ai soggetti e alla causa, l'"animus novandi", consistente nella non equivoca, comune, intenzione di entrambe le parti di estinguere la originaria obbligazione, sostituendola con una nuova, e l'"aliquid novi", inteso come mutamento sostanziale dell'oggetto della prestazione o del titolo del rapporto. Anche in difetto di novazione, peraltro, i mutamenti apportati dalla comune volontà delle parti al contenuto originario dell'obbligazione sono validi ed efficaci e determinano pertanto un mutamento del contenuto della stessa, ancorché il titolo rimanga quello originario. In difetto di novazione potranno essere opposte alla parte che agisce per l'adempimento tutte le eccezioni nascenti dal rapporto originario, ma le modificazioni del contenuto della prestazione non saranno nulle o inefficaci per questo solo fatto.

Cassazione civile sez. I  21 gennaio 2008 n. 1218  

La novazione oggettiva, quale modo di estinzione dell'obbligazione diverso dall'adempimento, oltre a presupporre l'esistenza di una obbligazione inadempiuta o adempiuta solo in parte, è caratterizzata dalla stretta connessione tra l'elemento oggettivo (diversità dell'oggetto o del titolo dell'obbligazione) e quello subiettivo o animus novandi (volontà risultante in modo non equivoco di estinguere la precedente obbligazione). Pertanto, per stabilire l'esistenza della novazione, l'animus novandi non può desumersi puramente e semplicemente da un comportamento negativo (mancata protesta) od anche dall'adesione ad una diversa proposta contrattuale (nella specie: per fornitura di merce a prezzo diverso e maggiore rispetto a quello fissato in un precedente contratto parzialmente inadempiuto), ma dalla inequivoca manifestazione della comune intenzione di estinguere l'originaria obbligazione sostituendola con una nuova.

Cassazione civile sez. II  06 agosto 1983 n. 5274  

Interessi

L'obbligo della forma scritta "ad substantiam" per la fissazione degli interessi in misura ultra legale non postula necessariamente che il documento negoziale contenga l'indicazione in cifre del tasso di interesse, ma può essere assolto, secondo i principi generali sulla determinatezza o determinabilità dell'oggetto nel contratto, anche mediante il richiamo, operato per iscritto, a prestabiliti criteri o elementi estrinseci, obiettivamente e sicuramente individuabili, come le condizioni usualmente praticate dalle banche.

Cassazione civile sez. I  03 dicembre 1988 n. 6554  

Espropriazione

L'indennità dovuta dalla pubblica amministrazione per la espropriazione parziale di un fondo del privato, quale debito di valuta, non può essere rivalutata dal giudice di appello, se non su tempestiva ed esplicita richiesta dell'espropriato, sorretta dalla prova, anche presuntiva, della verificazione del maggior danno ai sensi dell'art. 1234 c.c. per effetto della svalutazione monetaria, in conseguenza dell'impossibilità di investire il denaro, non riscosso a tempo debito, in modo redditizio.

Cassazione civile sez. I  12 aprile 1986 n. 2597  

Sui crediti per prestazioni previdenziali nei confronti degli enti assicuratori non spettano gli interessi corrispettivi, in quanto i relativi crediti non sono esigibili, essendo soggetti all'emissione del titolo costitutivo di spesa; spettano, invece gli interessi moratori con decorrenza dalla scadenza del termine di 120 giorni dalla presentazione della domanda, che, ai sensi dell'art. 7 della l. 11 agosto 1973 n. 533, costituisce la manifestazione del silenzio-inadempimento dell'amministrazione.

Cassazione civile sez. lav.  09 ottobre 1985 n. 4923  



 
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