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Art. 1235 codice civile: Novazione soggettiva

Quando un nuovo debitore (1) è sostituito a quello originario che viene liberato, si osservano le norme contenute nel capo VI di questo titolo (2).


Commento

Novazione soggettiva: contratto mediante il quale le parti di un rapporto obbligatorio estinguono l’obbligazione originaria, sostituendola con una nuova e diversa quanto ai soggetti (creditore o debitore).

 

(1) È la novazione soggettiva passiva, che designa la sostituzione dell’obbligazione (che si estingue) con un’altra obbligazione assunta da un terzo.

 

(2) Nonostante il rinvio del codice agli artt. 1268 ss. (delegazione, espromissione, accollo), la liberazione del debitore e la sua sostituzione possono dar luogo, oltre che a novazione soggettiva, anche a successione nel debito, a seconda che si abbia o meno estinzione del rapporto precedente.

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Deve essere respinta la domanda risarcitoria per i danni conseguenti al ritardo con cui il Comune ha adempiuto all'obbligo di una obbligazione assunta con la convenzione (in particolare di acquistare da terzi le aree da mettere a disposizione degli "operatori", per la realizzazione di una strada di accesso al P.I.I.), nel caso in cui le parti abbiano poi modificato la convenzione, prevedendo la cessione di aree diverse, da effettuare in tempi diversi. Siffatta vicenda fattuale integra una novazione dell'obbligazione assunta dal Comune con la convenzione originaria, che pertanto, risulta estinta ex art. 1230 c.c., per cui la novazione non forma oggetto di una eccezione in senso proprio, come si può dedurre dalla sua nozione e dalla sua disciplina quali delineate negli art. 1230-1235 c.c., poste a raffronto con l'espressa previsione della non rilevabilità d'ufficio della compensazione, ex art. 1242 c.c., e quindi il giudice può rilevare d'ufficio il fatto corrispondente, comunque introdotto nel processo)

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. II  04 gennaio 2013 n. 20

Lavoro subordinato

Sussiste non il cosiddetto distacco anomalo del lavoratore, bensì la novazione del contratto di lavoro, nell'ipotesi che, senza una reale esigenza di sospensione o affievolimento del rapporto in corso per consentire al dipendente la prestazione presso altro soggetto, strumentale all'attuazione di un apprezzabile interesse del datore di lavoro, e di norma, dello stesso soggetto "distaccatario", il lavoratore venga comandato ad eseguire la propria opera presso un terzo e con questo stipuli un diverso contratto di lavoro.

Pretura Mantova  07 febbraio 1997

L'espletamento del servizio esattoriale, per conto della P.A., da parte di un'azienda di credito sindacalmente inquadrata - nella specie: una cassa di risparmio - mentre comporta un particolare atteggiarsi dei rapporti di lavoro col personale addetto al relativo espletamento - stanti gli interessi pubblici che ne sono coinvolti e la specifica normativa di tutela dettata dal d.P.R. n. 858 del 1963 (ciò che spiega l'autonomia di organizzazione sindacale e di contrattazione collettiva del settore esattoriale rispetto a quello propriamente creditizio) - non incide sulla natura di detti rapporti che resta privatistica, al pari di quella propria degli altri intercorrenti col residuo personale, addetto a tale ultimo settore - consegue che, in caso di cessazione dell'attività lavorativa del dipendente di un settore seguita da sua ripresa presso l'altro, esclusa l'ipotizzabilità di una novazione soggettiva del rapporto - che resta pur sempre intercorrente fra le medesime parti -, il rapporto stesso non può ritenersi frazionato per il solo fatto di detta cessazione, essendo insufficiente la diversità dei settori aziendali ad integrare gli estremi di una novazione oggettiva, al fine della quale si richiede, invece, uno specifico accordo idoneo ad imprimere al nuovo contratto concreti e qualificanti aspetti di diversità e fondato sull'oggettiva esistenza di situazioni giuridiche ed esigenze organizzative non secondarie ed accessorie, bensì essenziali ed effettive, e tale, quindi, da far escludere totalmente la ravvisabilità di una interruzione fittizia: circostanze della cui prova è onerato il datore di lavoro che intenda superare la presunzione di una sostanziale unicità ininterrotta del rapporto, connessa col principio di infrazionabilità inderogabilmente sancito dall'art. 2120 c.c..

Cassazione civile sez. lav.  11 maggio 1990 n. 4074  

Il mutamento delle mansioni e della qualifica non comporta, di per sè, novazione oggettiva del rapporto di lavoro intercorso, senza soluzione di continuità, fra i medesimi soggetti, giacché l'art. 2103 c.c. (sia nella vecchia che nella nuova formulazione), prevedendo la possibilità di assegnazione del lavoratore a mansioni diverse, considera il mutamento delle mansioni originarie come semplice modificazione dell'oggetto dello stesso rapporto, ancorché ad esso consegua, con l'attribuzione di un'altra qualifica, l'applicazione di una diversa normativa collettiva. Nè, nella stessa ipotesi, è configurabile una novazione soggettiva in conseguenza del passaggio del lavoratore da uno ad altro ramo dell'attività imprenditoriale del datore di lavoro, atteso che tali singoli rami, pur organizzati con rigida separazione di gestione, non assurgono a soggetti autonomi e distinti dall'unico imprenditore, cui fanno capo i rapporti giuridici dell'impresa nel suo complesso. (Nella specie, l'impugnata sentenza - confermata dalla S.C. - aveva ritenuto l'unicità, ai fini della determinazione dell'indennità di anzianità, del rapporto del lavoratore che, già inquadrato nel personale autoferrotranviario, era stato poi addetto come cambio-turnista presso il servizio acqua e gas gestito dal medesimo ente).

Cassazione civile sez. lav.  08 gennaio 1988 n. 11  

Il mutamento delle mansioni e della qualifica non comporta, di per sè, novazione oggettiva del rapporto di lavoro intercorso, senza soluzione di continuità, fra i medesimi soggetti, giacché l'art. 2103 c.c. (sia nella vecchia che nella nuova formulazione), prevedendo la possibilità di assegnazione a mansioni diverse considera il mutamento delle mansioni originarie come semplice modificazione dell'oggetto dello stesso rapporto, ancorché ad esso consegua, con l'attribuzione di un'altra qualifica, l'applicazione di una diversa normativa collettiva. Nè nella stessa ipotesi, è configurabile una novazione soggettiva in conseguenza del passaggio del lavoratore da uno ad altro ramo dell'attività imprenditoriale del datore di lavoro, atteso che tali singoli rami, pur organizzati con rigida separazione di gestione, non assurgono a soggetti autonomi e distinti dall'unico imprenditore, cui fanno capo i rapporti giuridici dell'impresa nel suo complesso. (Nella specie, l'impugnata sentenza - confermata dalla S.C. - aveva ritenuto l'unicità, ai fini della determinazione della indennità di anzianità, del rapporto del lavoratore che, già inquadrato nel personale autoferrotramviario, era stato poi addetto come cambio-turnista presso il servizio acqua e gas gestito dal medesimo ente).

Cassazione civile sez. lav.  22 dicembre 1987 n. 9611  



 
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