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Art. 1252 codice civile: Compensazione volontaria

Per volontà delle parti può aver luogo compensazione anche se non ricorrono le condizioni previste dagli articoli precedenti.

Le parti possono anche stabilire preventivamente le condizioni di tale compensazione (1).


Commento

Compensazione volontaria: compensazione che opera per volontà delle parti, che possono compensare i loro crediti anche se questi non sono omogenei o liquidi o esigibili [v. 1243].

 

(1) È il cd. patto di compensazione futura, con il quale le parti stabiliscono le condizioni di future compensazioni.

 


Giurisprudenza annotata

Compensazione

Un credito contestato in un separato giudizio non è suscettibile di compensazione legale, attesa la sua illiquidità, né di compensazione giudiziale, poiché potrà essere liquidato soltanto in quel giudizio, richiedendosi, invece, per la compensazione volontaria, un patto con cui venga direttamente disposta la compensazione di crediti già esistenti oppure siano fissate le condizioni, derogatorie a quelle di legge (altrimenti si avrebbe compensazione legale o giudiziale), necessarie e sufficienti per il prodursi in futuro dell'effetto compensativo fra le parti. Rigetta, App. Milano, 17/05/2011

Cassazione civile sez. VI  18 ottobre 2013 n. 23716  

 

L'autonomia contrattuale e in particolare la contrattazione collettiva possono apportare deroghe al principio, di carattere generale e operante anche nel rapporto di lavoro, secondo cui in presenza di ragioni di debito e credito delle parti contrapposte inerenti ad un medesimo rapporto, comprese quelle derivanti dalla commissione di un fatto illecito, va operato un semplice accertamento contabile di dare o avere con elisione automatica dei relativi crediti fino alla reciproca concorrenza e inapplicabilità delle limitazioni - come quella della non compensabilità del credito impignorabile - vigenti per la compensazione in senso tecnico. Può quindi essere previsto in sede di contrattazione collettiva che l'operatività e l'efficacia di tale forma di reciproca estinzione dei crediti contrapposti siano subordinate alla specifica stipula di accordi negoziali. (Nella specie, la S.C., alla luce del riportato principio, ha ritenuto congrua l'interpretazione fornita dal giudice di merito dell'art. 62 del c.c.n.l. 27 luglio 1977 applicabile ai funzionari di banca, secondo cui con la relativa clausola si è inteso apportare una rigorosa limitazione alla regola della cosiddetta compensazione dei crediti, condizionandone l'operatività alla stipula di specifici accordi tra lavoratore e datore di lavoro).

Cassazione civile sez. lav.  04 luglio 1997 n. 6033  

 

La cessione di credito ed il mandato all'incasso, pur potendo essere utilizzati per raggiungere le medesime finalità solutorie o di garanzia, si differenziano sostanzialmente e sono incompatibili, poiché la cessione produce l'immediato trasferimento del credito ad altro soggetto, che diviene titolare della legittimazione esclusiva a pretendere la prestazione del debitore, mentre il mandato in rem propriam conferisce al mandatario solo la legittimazione a riscuotere il credito in nome e per conto del mandante, che ne conserva la titolarità esclusiva. La compensazione volontaria pattuita fra le parti in aggiunta al conferimento di un mandato all'incasso di effetti ad una banca non comporta alcuna rinuncia del mandante ai ricavi degli effetti e al loro trasferimento, ma solo la facoltà del mandatario di operare, successivamente all'incasso, la compensazione volontaria tra i crediti riscossi in nome e per conto del mandante e quelli da lui vantati nei suoi confronti, salvo il diritto per i crediti residuali, che restano esclusi non solo dalla compensazione, ma anche da ogni cessione

Cassazione civile sez. I  28 agosto 1995 n. 9030

 

 

Factoring

Qualora, in esecuzione di un contratto di factoring, il factor corrisponda un anticipo al cedente, gli interessi maturati su detto anticipo sono (potenzialmente) soggetti a compensazione. Tuttavia ciò è possibile, fintanto che il cedente sia "in bonis": di conseguenza, qualora venga proposta al Tribunale domanda di ammissione concordato preventivo, gli interessi sorti a partire da tale data non sono compensabili da parte del factor, così come previsto dall'art. 55, l. fall.

Tribunale Prato  02 gennaio 2012

In esecuzione di un contratto di factoring, è lecita la compensazione compiuta dal factor tra crediti e debiti vantati nei confronti del cedente. Ai fini del giudizio circa l'omogeneità dei soggetti cui ascrivere i rapporti di credito - debito, riferibili da un lato al factor e dall'altro al cedente "in bonis" in seguito sottoposto a procedure concorsuali, è decisiva la circostanza che i rapporti di credito - debito siano frutto di un'attività negoziale il cui momento genetico abbia preceduto la domanda di ammissione a concordato preventivo, essendo invece irrilevante la data di riscossione del credito ceduto da parte del factor.

Tribunale Prato  02 gennaio 2012

 

 

Sanità pubblica

I contributi previdenziali che le Usl devono corrispondere all'Enpam a favore dei medici convenzionati per le prestazioni specialistiche esterne a norma dell'art. 7 del d.P.R. 23 marzo 1988 n. 119 (di esecuzione di accordo collettivo nazionale) devono essere calcolati prendendo in considerazione gli interi compensi previsti dall'art. 6 del medesimo testo normativo - al netto della sola quota parte riferita al costo dei materiali ed alle spese generali - senza esclusione delle somme corrisposte dagli assistiti a titolo di partecipazione alla spesa sanitaria (cosiddetto ticket), secondo quanto previsto dalla normativa in materia e, in particolare, dall'art. 1 del d.l. 25 novembre 1989 n. 382, convertito modificazioni nella l. 25 gennaio 1990 n. 8. Infatti la contribuzione degli assistiti costituisce una partecipazione alla spesa generale del servizio sanitario nazionale e non già al costo della singola prestazione specialistica, e quindi non deroga al divieto per il professionista di percepire direttamente compensi dal prestatore delle prestazioni convenzionate, posto dall'art. 6 del d.P.R. n. 119 del 1988. Correlativamente l'introduzione dei ticket non ha inciso sui rapporti economici tra le Usl ed i medici convenzionati, che riscuotono tali contributi per conto delle Usl, salvo a trattenerli in base ad una compensazione con le stesse concordata ai sensi dell'art. 1252 c.c..

Cassazione civile sez. lav.  25 settembre 1995 n. 10151  

 

 

Fallimento

In presenza di un patto di opzione, finalizzato ad una vendita, il quale risulti associato ad un pactum de compensando tra il prezzo della vendita ed il credito che il titolare del diritto di opzione vanti per altro titolo, il suo esercizio, nel perfezionare il contratto, determina l'effetto traslativo del bene compravenduto, con la conseguenza che ai fini della sussistenza dei presupposti dell'azione revocatoria fallimentare, ed in particolare del periodo sospetto, occorre fare riferimento al momento in cui è stata esercitata l'opzione, e non al precedente negozio con cui sono state regolate le modalità di esercizio della compensazione ed è stata concessa l'opzione. Cassa App. Catania, 23 novembre 2001

Cassazione civile sez. I  26 ottobre 2006 n. 23022  

 

Dopo l'ammissione alla procedura del concordato preventivo non sono consentiti pagamenti lesivi della par condicio creditorum, nemmeno se realizzati attraverso compensazione di debiti sorti anteriormente con crediti realizzati in pendenza della procedura concordataria. (Nella specie, una banca, cui era stato conferito da una società un mandato all'incasso di crediti, con facoltà di compensazione, aveva incassato alcuni effetti, dopo la presentazione della domanda della società di ammissione alla procedura di concordato preventivo, compensandoli con crediti vantati verso la società in dipendenza di alcune anticipazioni).

Cassazione civile sez. I  28 agosto 1995 n. 9030  



 
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