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Art. 1260 codice civile: Cedibilità dei crediti

Il creditore (1) può trasferire a titolo oneroso o gratuito (2) il suo credito, anche senza il consenso del debitore (3), purché il credito non abbia carattere strettamente personale (4) o il trasferimento non sia vietato dalla legge (5) (6).

Le parti possono escludere la cedibilità del credito, ma il patto non è opponibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione (7).


Commento

Cessione del credito: contratto tra un creditore (cedente) ed un soggetto (cessionario), mediante il quale il primo trasferisce al secondo il diritto di credito che vanta nei confronti del proprio debitore (ceduto).

 

Titolo oneroso o gratuito: dietro compenso o senza alcun corrispettivo [v. 657].

 

Credito personale: credito normalmente desumibile dalla natura personale del rapporto obbligatorio, determinata dalla rilevanza che assume in esso la persona del creditore (cd. crediti intuitu personae quali ad es.: i crediti aventi ad oggetto prestazioni alimentari). V. anche nota (4).

 

Opponibilità ai terzi: attitudine di un atto, valido ed efficace tra la parti, a essere efficace anche nei confronti dei terzi. L’atto inopponibile ai terzi è efficace tra le parti, ma, per i terzi, è come se non fosse stato mai concluso.

 

(1) Con la cessione del credito opera una modificazione di tipo successorio nel lato attivo dell’obbligazione: si determina, infatti, in seguito ad essa una successione a titolo particolare nella persona del creditore con la caratteristica che il diritto di credito che spetta al creditore cessionario è lo stesso esistente in capo al creditore cedente e ciò giustifica anche il permanere degli elementi accessori del credito originario, quindi le garanzie [v. 1263].

Per la successione a titolo particolare nel lato passivo del rapporto obbligatorio con conseguente modifica della persona del debitore [v. Libro IV, Titolo I, Capo VI].

 

(2) Quello di cessione del credito è un contratto che si caratterizza per un oggetto particolare (un diritto di credito) ma la causa [v. 1325] può essere variabile: il cedente può vendere [v. 1470] il credito, può donarlo [v. 769] etc.

 

(3) Il consenso del debitore (ceduto) non è necessario, perché per questi è normalmente indifferente eseguire la prestazione al vecchio (cedente) o al nuovo creditore (cessionario).

 

(4) Ad esempio, per lo scrittore è rilevante chi sia l’editore nei cui confronti si è impegnato a scrivere un libro; per cui il creditore-editore non può cedere tale diritto all’esecuzione dell’opera senza il consenso del debitore-scrittore.

 

(5) Come nelle ipotesi di cui al successivo articolo o in tema di compravendita, ove il 1471 disciplina fattispecie di divieti speciali di comprare per determinate categorie di soggetti.

 

(6) Per la cessione dei crediti d’imposta, cfr. artt. 43bis e 43ter, d.P.R. 29-9-1973, n. 602 e d.m. 30-9-1997, n. 384 (G.U. 5-11-1997, n. 258); per la cessione dei crediti tributari da parte degli enti locali e Camere di commercio; cfr. art. 76, l. 21-11-2000, n. 342.

 

(7) Il creditore originario ed il debitore possono accordarsi, cioè, nel senso che il primo non possa cedere ad altri il diritto di credito vantato nei confronti del secondo.

 

Lo strumento della cessione del credito consente la circolabilità dei crediti sebbene, non essendo beni mobili, non ne sia possibile il trasferimento materiale.

 


Giurisprudenza annotata

Procedimento civile

Il diritto al risarcimento dei danni cagionati ad un immobile non costituisce un accessorio del diritto di proprietà sull'immobile stesso, trasmissibile automaticamente con la sua alienazione, ma ha natura personale, in quanto compete esclusivamente a chi, essendo proprietario del bene all'epoca dell'evento dannoso, ha subito la relativa diminuzione patrimoniale. Ne consegue che il relativo credito, che sorge al momento in cui si verificano i danni, non ha carattere ambulatorio, ma è suscettibile soltanto di apposito e specifico atto di cessione ai sensi dell'art. 1260 cod. civ. Cassa con rinvio, App. Napoli, 18/12/2012

Cassazione civile sez. VI  12 novembre 2014 n. 24146  

 

 

Proprietà

Il diritto al risarcimento dei danni cagionati ad un immobile non costituisce un accessorio del diritto di proprietà sull'immobile stesso, trasmissibile automaticamente con la sua alienazione, ma ha natura personale, in quanto compete esclusivamente a chi, essendo proprietario del bene all'epoca dell'evento dannoso, ha subito la relativa diminuzione patrimoniale; ne deriva che il relativo credito risarcitorio, che sorge al momento in cui si verificano i danni (indipendentemente dall'epoca in cui è stata posta in essere la condotta da parte del soggetto agente), non ha carattere ambulatorio in quanto non circola in virtù del trasferimento dell'immobile danneggiato, ma è suscettibile soltanto di apposito e specifico atto di cessione ai sensi dell'art. 1260 c.c. (nella specie, le comproprietarie di un fabbricato avevano chiamato in giudizio due donne, di venute comproprietarie di un terreno confinante a seguito di donazione, per la condanna di queste alla demolizione di opere edilizie realizzate in violazione delle norme sulle distanze, all'esecuzione di lavori di ripristino della stabilità di un muro e al risarcimento dei danni).

Cassazione civile sez. VI  12 novembre 2014 n. 24146  

 

 

Obbligazioni e contratti

Alla cessione dei crediti da corrispettivo di appalto vantati nei confronti degli enti locali, effettuata prima dell'entrata in vigore del d.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, - che, all'art. 115, prevede espressamente la forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata e la notifica alle P.A. debitrici ai fini dell'efficacia ed opponibilità alle stesse - non si applica l'art. 69, terzo comma, del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440, che pure richiede la forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata e la notificazione alla P.A. della cessione del credito, in quanto tale norma riguarda la sola Amministrazione statale, stante il mancato esplicito richiamo nell'ordinamento degli enti locali, e non può essere applicata in via analogica, in ragione del carattere eccezionale rispetto al regime generale della cessione dei crediti (artt. 1260 e segg. cod. civ.). Rigetta, App. Brescia, 07/05/2007

Cassazione civile sez. I  31 ottobre 2014 n. 23273  

 

 

Previdenza ed assistenza

La validità e l'efficacia della cessione, da parte dei datori di lavoro, dei crediti maturati nei confronti dello Stato, di altre p.a. o di enti pubblici economici, al fine del pagamento dei contributi previdenziali, oltre l'osservanza di specifici requisiti formali (atto pubblico o scrittura privata autenticata, in base all'art. 69 r.d. 18 novembre 1923 n. 2440 sull'amministrazione e sulla contabilità generale dello Stato) presuppongono che il credito ceduto sia certo, liquido ed esigibile, che il creditore cedente notifichi l'atto di cessione all'istituto previdenziale e all'amministrazione debitrice e che quest'ultima, entro 90 giorni dalla notifica, comunichi il riconoscimento della propria posizione debitoria, con la conseguenza che, ove risulti carente taluna delle indicate fasi o condizioni, non si verifica il perfezionamento della cessione e non può conseguirsi l'estinzione dell'obbligazione contributiva.

Cassazione civile sez. lav.  03 ottobre 2014 n. 20955  

 

 

IVA

In tema di IVA, la disciplina di cui all'art. 73, terzo comma, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, ed al successivo d.m. attuativo del 13 dicembre 1979 (come modificato dal d.m. 18 dicembre 1989), dettata per la liquidazione dell'imposta da parte di gruppi di società, non costituisce una trasposizione dell'art. 4, primo comma, n. 4 della sesta direttiva n. 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977, ma rappresenta una mera agevolazione rispetto all'esercizio degli obblighi di dichiarazione e dei diritti conseguenti delle società controllate, attraverso una procedura di liquidazione e di versamento del tributo da parte della società controllante, nella quale i soggetti del gruppo rimangono distinti e sottoposti agli altri obblighi tributari su di essi gravanti, senza divenire un unico soggetto d'imposta o sia configurabile alcuna cessione dei crediti d'imposta dalle controllate alla controllante. Rigetta, Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna, 26/01/2010

Cassazione civile sez. trib.  01 ottobre 2014 n. 20708  

 

 

Pubblica amministrazione

Con riferimento alla disciplina della cessione dei crediti verso la P.A., il divieto di cessione senza l'adesione della P.A., di cui all'art. 70 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2240, si applica solamente ai rapporti di durata come l'appalto e la somministrazione (o fornitura), rispetto ai quali il legislatore ha ravvisato, in deroga al principio generale della cedibilità dei crediti anche senza il consenso del debitore (art. 1260 cod. civ.), l'esigenza di garantire la regolare esecuzione della prestazione contrattuale, evitando che durante la medesima possano venir meno le risorse finanziarie del soggetto obbligato verso l'amministrazione e possa risultare così compromessa la regolare prosecuzione del rapporto. Ne consegue che la cessione di un credito derivante da altri contratti soggiace in tutto e per tutto all'ordinaria disciplina codicistica. (Nella specie, si trattava di crediti per assistenza a malati vantati da una fondazione nei confronti di una Asl e ceduti ad un terzo). Rigetta, Trib. Agrigento, 08/05/2008

Cassazione civile sez. III  27 agosto 2014 n. 18339  

 

 

Danni

Il credito di risarcimento del danno da c.d. fermo tecnico, consistente nel costo del noleggio di auto sostitutiva per il tempo occorrente ai fini della riparazione dell'autovettura incidentata, è suscettibile di cessione ai sensi dell'art. 1260 ss. c.c., e il cessionario può, in base a tale titolo, domandarne anche giudizialmente il pagamento al debitore ceduto, pur se assicuratore per la r.c.a., non sussistendo alcun divieto normativo in ordine alla cedibilità del credito risarcitorio.

Tribunale Milano sez. XII  14 febbraio 2014 n. 2258  



 
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