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Art. 1263 codice civile: Accessori del credito

Per effetto della cessione, il credito è trasferito al cessionario con i privilegi, con le garanzie personali e reali e con gli altri accessori (1).

Il cedente non può trasferire al cessionario, senza il consenso del costituente, il possesso della cosa ricevuta in pegno; in caso di dissenso, il cedente rimane custode del pegno (2).

Salvo patto contrario, la cessione non comprende i frutti scaduti (3).


Commento

Privilegio: [v. 2745]; Garanzia personale: [v. 1179]; Garanzia reale: [v. 1179]; Pegno: [v. 2784]; Frutti: [v. 820].

 

Accessori del credito: prestazioni che si accompagnano alla prestazione principale (es.: interessi).

 

Custode del pegno: colui al quale la cosa mobile data in pegno può essere consegnata: oltre che il creditore, il (—) può essere anche un terzo designato dalle parti [v. 2786], che funge da depositario [v. 1768].

 

(1) Ad esempio, la facoltà di scelta nelle obbligazioni alternative [v. 1285], gli interessi, cauzioni, anticresi etc.

 

(2) Ad esempio, Tizio (cedente) cede a Caio (cessionario) il proprio credito nei confronti di Sempronio (ceduto), che questi aveva garantito consegnando a Tizio un anello d’oro. Caio acquisterà senz’altro il diritto di credito, nonché il diritto di pegno, ma potrà ottenere la consegna dell’anello solo se il debitore Sempronio (il proprietario dell’anello) dà il consenso; in caso contrario l’anello rimarrà nelle mani di Tizio (pur non essendo più creditore) che lo custodirà nell’interesse di Caio e Sempronio.

 

(3) Gli interessi e i frutti scaduti (maturati, quindi esigibili) fino alla data della cessione spettano al cedente; al ceduto spettano quelli che scadranno dopo tale data.

 

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Poiché l'art. 69, comma 3, r.d. 18 novembre 1923 n. 2440 (nel testo applicabile ratione temporis), richiede, affinché la cessione di un credito di un privato verso una P.A. sia efficace nei confronti di quest'ultima, che la stessa risulti da atto pubblico o da scrittura privata autenticata da notaio e che il relativo atto sia notificato nei modi di legge, ne deriva che ove una tale cessione sia realizzata in forme diverse da quelle prescritte dalla citata norma, essa, pur valida nei rapporti tra cedente e cessionario, è inefficace nei confronti della P.A. medesima, salva la facoltà di accettazione. (Così statuendo, la S.C. ha ritenuto non adeguatamente dimostrata, per carenza del corrispondente avviso di ricevimento, la notifica al debitore pubblico, avvenuta tramite il servizio postale, dell'atto notarile di cessione di crediti per rimborsi Iva, né surrogabile la relativa prova con altri mezzi).

Cassazione civile sez. trib.  06 marzo 2013 n. 5493  

 

Il cessionario di un credito derivante da un contratto non è legittimato ad agire per il risarcimento del danno da responsabilità precontrattuale contro il soggetto che abbia concluso il contratto originario con il cedente (nella specie, l'azione era stata proposta contro il soggetto che aveva contrattato come rappresentante senza averne i poteri). Conferma App. Brescia 7 marzo 2007

Cassazione civile sez. III  13 febbraio 2013 n. 3579

 

Il contratto di garanzia autonoma è “un accessorio” del rapporto giuridico garantito, destinato a circolare automaticamente (salvo diversa previsione) in caso di trasferimento del rapporto garantito, secondo il principio generale ricavabile dall’art. 1263 c.c.

Tribunale Verona sez. IV  14 novembre 2012

Il credito risarcitorio da sinistro stradale è cedibile e il cessionario ha interesse ad agire ex art. 100 c.p.c., tenuto conto della libera cedibilità dei crediti e del fatto che, nel momento in cui viene sottoscritta la cessione, il cessionario viene a trovarsi legato da un nesso di causalità con il sinistro assumendosi l'onere di effettuare le riparazioni del mezzo danneggiato e di ricevere il ristoro delle spese dal danneggiante e dalla di lui compagnia di assicurazioni.

Cassazione civile sez. III  13 marzo 2012 n. 3965  

 

La cessione "pro soluto" dei crediti vantati da imprese nei confronti degli enti territoriali in favore di istituti bancari è ammissibile solo nell'ipotesi in cui sussista la volontà espressa del creditore di procedere alla cessione del proprio credito ed a seguito di apposita certificazione dell'ente territoriale, la quale attesti, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in tema di patto di stabilità, che il credito è certo, liquido ed esigibile (nella specie, la sezione ha ritenuto non ammissibile, in quanto potenzialmente elusivo delle regole del patto di stabilità interno, un accordo generalizzato tra ente locale ed istituti bancari che prevedeva la cessione "pro soluto" dei crediti vantati, nei confronti dell'ente locale, da soggetti esercenti attività di impresa).

Corte Conti reg. (Toscana) sez. contr.  17 gennaio 2012 n. 5  

 

Il credito di risarcimento del danno da c.d. fermo tecnico, consistente nel costo del noleggio di auto sostitutiva per il tempo occorrente ai fini della riparazione dell'autovettura incidentata, è suscettibile di cessione, ai sensi dell'art. 1260 ss. c.c., e il cessionario può, in base a tale titolo, domandarne anche giudizialmente il pagamento al debitore ceduto, pur se assicuratore per la r.c.a., non sussistendo alcun divieto normativo in ordine alla cedibilità del credito risarcitorio.

Cassazione civile sez. III  10 gennaio 2012 n. 51  

 

In tema di cessione del credito, la previsione del comma 1 dell'art. 1263 c.c., in base alla quale il credito è trasferito al cessionario, oltre che con i privilegi e le garanzie reali e personali, anche con gli «altri accessori», dev'essere intesa nel senso che nell'oggetto della cessione rientri la somma delle utilità che il creditore può trarre dall'esercizio del diritto ceduto, cioè ogni situazione giuridica direttamente collegata con il diritto stesso, la quale, in quanto priva di profili di autonomia, integri il suo contenuto economico o ne specifichi la funzione, ivi compresi tutti i poteri del creditore relativi alla determinazione, variazione e modalità della prestazione. Ne consegue che con la cessione il credito di lavoro non muta la sua natura, e i correlativi accertamento e liquidazione giudiziali vanno effettuati al lordo delle ritenute fiscali e contributive, poiché le prime attengono al distinto rapporto d'imposta e vanno eseguite in un momento successivo, e anche le seconde non possono essere considerate nell'ambito del giudizio di cognizione, poiché il datore di lavoro può provvedervi in relazione alla sola retribuzione corrisposta alla scadenza.

Cassazione civile sez. lav.  05 gennaio 2012 n. 13  

 

 

Fallimento

In tema di formazione dello stato passivo, l'insinuazione di un'associazione sindacale per i contributi dovuti dai lavoratori, propri iscritti, dipendenti dell'imprenditore fallito, gode di collocazione privilegiata, poiché il relativo credito sorge a seguito di cessione della retribuzione da parte del lavoratore. Rigetta, App. Cagliari, 07/09/2006

Cassazione civile sez. I  17 aprile 2013 n. 9325  

 

In tema di formazione dello stato passivo, il trasferimento di ipoteca è opponibile al fallimento solo ove sia annotato a margine dell'iscrizione ipotecaria, prima o dopo la relativa dichiarazione, sicché il cessionario del credito, cui tale garanzia accede, può ottenerne la ammissione privilegiata al passivo, nel momento in cui una siffatta annotazione intervenga durante la fase di insinuazione od in quella successiva di opposizione, costituendo essa una condizione dell'azione, dovendosi precisare che, in caso di jus superveniens che escluda la necessità dell'annotazione (nella specie, per la società di intermediazione finanziaria, ai sensi dell'art. 12 del d.lg. n. 342 del 1999, che ha modificato l'art. 58 del d.lg. n. 385 del 1993), va equiparata, quanto ai suoi effetti, ad una annotazione avvenuta dopo la dichiarazione di fallimento (eventualmente anche in sede di giudizio di opposizione allo stato passivo).

Cassazione civile sez. I  12 febbraio 2013 n. 3402  

 



 
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