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Art. 1264 codice civile: Efficacia della cessione riguardo al debitore ceduto

La cessione ha effetto (1) nei confronti del debitore ceduto quando questi l’ha accettata o quando gli è stata notificata (2).

Tuttavia, anche prima della notificazione, il debitore che paga al cedente non è liberato, se il cessionario prova che il debitore medesimo era a conoscenza dell’avvenuta cessione (3) (4).


Commento

Notifica: [v. 2914].

 

Liberazione (del debitore): scioglimento del vincolo obbligatorio, si determina normalmente con l’adempimento di quanto dovuto dal debitore al suo creditore originario.

 

(1) Il credito si trasferisce con il solo accordo tra cedente e cessionario, indipendentemente dalla conoscenza che ne abbia il debitore ceduto [v. 1260].

 

(2) Secondo l’opinione prevalente, la comunicazione può essere fatta in qualsiasi forma, anche verbalmente.

 

(3) La conoscenza (e quindi anche la notificazione e l’accettazione), impedendo al debitore di ritenere che il proprio creditore sia ancora il cedente, non gli permette di liberarsi se non adempiendo al nuovo creditore (cessionario).

 

(4) Nei rapporti bancari, cfr. art. 58, d.lgs. 1-9-1993, n. 385 (T.U. banca).

 

Il debitore ceduto che sia a conoscenza della cessione deve adempiere nei confronti del nuovo creditore (cessionario), ma a questi può opporre tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre al creditore originario. La modifica nel lato attivo del rapporto obbligatorio non deve, infatti, pregiudicare la posizione del debitore ceduto nei confronti del nuovo creditore.


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

In tema di cessione del credito, il cessionario che agisca per ottenere l’adempimento del debitore è tenuto a dare la prova del negozio di cessione, quale atto produttivo di effetti traslativi, indipendentemente dal carattere oneroso o gratuito della cessione stessa ovvero dagli scopi perseguiti, ma non anche a dimostrare la causa della cessione o il corrispettivo per essa pattuito.

Tribunale Roma sez. III  19 settembre 2014 n. 18488

 

L'art. 1264 cod. civ. non individua il soggetto tenuto a notificare la cessione del credito, sicché la notificazione, che ha solo l'effetto di rendere la cessione opponibile al debitore ceduto, può essere effettuata sia dal cedente che dal cessionario. Rigetta, App. Venezia, 06/03/2012

Cassazione civile sez. VI  13 marzo 2014 n. 5869  

 

La notificazione della cessione del credito al debitore ceduto, prevista dall'art. 1264 cod. civ., costituisce atto a forma libera, purché idoneo a porre il debitore nella consapevolezza della mutata titolarità attiva del rapporto obbligatorio, e, pertanto, può essere effettuata sia mediante ricorso per decreto ingiuntivo, sia mediante comunicazione operata nel corso del successivo giudizio di opposizione ex art. 645 cod. proc. civ. Cassa con rinvio, App. Roma, 08/01/2008

Cassazione civile sez. III  28 gennaio 2014 n. 1770

 

Poiché l'art. 69, comma 3, r.d. 18 novembre 1923 n. 2440 (nel testo applicabile ratione temporis), richiede, affinché la cessione di un credito di un privato verso una P.A. sia efficace nei confronti di quest'ultima, che la stessa risulti da atto pubblico o da scrittura privata autenticata da notaio e che il relativo atto sia notificato nei modi di legge, ne deriva che ove una tale cessione sia realizzata in forme diverse da quelle prescritte dalla citata norma, essa, pur valida nei rapporti tra cedente e cessionario, è inefficace nei confronti della P.A. medesima, salva la facoltà di accettazione. (Così statuendo, la S.C. ha ritenuto non adeguatamente dimostrata, per carenza del corrispondente avviso di ricevimento, la notifica al debitore pubblico, avvenuta tramite il servizio postale, dell'atto notarile di cessione di crediti per rimborsi Iva, né surrogabile la relativa prova con altri mezzi).

Cassazione civile sez. trib.  06 marzo 2013 n. 5493  

 

Ai contratti di factoring caratterizzati da una cessione dei crediti di impresa e, pertanto, da una causa prevalente di scambio, trova applicazione l'art. 3 della legge n. 52 del 1991, il quale prevede, tra l'altro, la possibilità di una cessione in massa che si considera ad oggetto determinato, anche se riguarda crediti futuri nascenti non necessariamente da un contratto già stipulato ma anche da un contratto ancora da stipulare, purché in un periodo di tempo non superiore a ventiquattro mesi.

Cassazione civile sez. I  15 febbraio 2013 n. 3829  

 

Con riferimento ai crediti vantati dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni in caso di cessione si applica la disciplina generale di cui agli art. 69 r.d. 2440/23 e 1264 c.c. che prevedono la cedibilità del credito previa osservanza dell'onere della forma scritta, ma non anche dell'accettazione da parte della p.a. quale debitore ceduto, costituendo l'accettazione un ulteriore requisito richiesto in caso di cessione di più crediti vantati per causali diverse nei confronti di più pubbliche amministrazioni.

Tribunale Roma sez. II  16 ottobre 2012 n. 19365

 

Il cessionario che agisca nei confronti del debitore ceduto, è tenuto a dare prova soltanto del negozio di cessione, quale atto produttivo di effetti traslativi e non anche a dimostrare la causa della cessione stessa; né il debitore ceduto può interferire nei rapporti tra cedente e cessionario, in quanto il suo interesse si concreta nel compiere un efficace pagamento liberatorio, sicché egli è soltanto abilitato ad indagare sull'esistenza e sulla validità estrinseca e formale della cessione, specie quando questa gli sia stata notificata dal solo cessionario.

Cassazione civile sez. III  31 luglio 2012 n. 13691  

 

La notificazione della cessione al debitore ceduto, prevista dall'art. 1264 c.c., oltre non dover obbligatoriamente indicare la causa della cessione stessa, costituisce un atto a forma libera che, come tale, non deve necessariamente avvenire a mezzo ufficiale giudiziario, ben potendo invece concretarsi in un qualsivoglia atto idoneo a porre il debitore nella consapevolezza della mutata titolarità attiva del rapporto obbligatorio.

Tribunale Modena sez. II  28 maggio 2012 n. 885  

 

La cessione di credito produce pieni effetti, nei confronti del debitore ceduto, dal momento in cui gli sia stata notificata, a norma dell'art. 1264 c.c., sicché la sopravvenienza del fallimento del cedente, dopo detta notificazione, come non legittima il curatore, ancorché erroneamente autorizzato dal giudice delegato, a riscuotere il credito, salvo il preventivo e vittorioso esperimento dell'azione revocatoria dell'atto di cessione, così non comporta l'efficacia liberatoria del pagamento che il debitore stesso abbia effettuato a detto curatore, restando preclusa ogni possibilità di applicazione delle norme in tema di pagamento al creditore apparente. (Nella specie la S.C. ha escluso l'effetto liberatorio del pagamento al creditore apparente non potendo ipotizzarsi alcun dubbio sulla corretta individuazione del creditore destinatario, posto che la cessione fu notificata al ceduto, che nulla oppose, prima del fallimento del cedente).

Cassazione civile sez. III  25 gennaio 2012 n. 1012  

 

 

Pubblica amministrazione

Con riferimento alla disciplina della cessione dei crediti verso la P.A., il divieto di cessione senza l'adesione della P.A., di cui all'art. 70 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2240, si applica solamente ai rapporti di durata come l'appalto e la somministrazione (o fornitura), rispetto ai quali il legislatore ha ravvisato, in deroga al principio generale della cedibilità dei crediti anche senza il consenso del debitore (art. 1260 cod. civ.), l'esigenza di garantire la regolare esecuzione della prestazione contrattuale, evitando che durante la medesima possano venir meno le risorse finanziarie del soggetto obbligato verso l'amministrazione e possa risultare così compromessa la regolare prosecuzione del rapporto. Ne consegue che la cessione di un credito derivante da altri contratti soggiace in tutto e per tutto all'ordinaria disciplina codicistica. (Nella specie, si trattava di crediti per assistenza a malati vantati da una fondazione nei confronti di una Asl e ceduti ad un terzo). Rigetta, Trib. Agrigento, 08/05/2008

Cassazione civile sez. III  27 agosto 2014 n. 18339  



 
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Commenti
9 Ago 2016 Pietro Aiello

Un soggetto vanta un credito dalla cooperativa in qualita di amministratore non soggetto IVA. Può cedere questo credito a sua figlia assegnataria di alloggio nella stessa cooperativa?