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Art. 127 codice civile: Intrasmissibilità dell’azione

L’azione per impugnare il matrimonio non si trasmette agli eredi se non quando il giudizio è già pendente alla morte dell’attore.


Commento

Erede: [v. 457].


Giurisprudenza annotata

Matrimonio

Il bilanciamento tra il diritto personalissimo del soggetto di autodeterminarsi in ordine al proprio matrimonio, proponendo l'azione di impugnazione, e l'interesse degli eredi a far valere l'incapacità del medesimo allo scopo di ottenere l'annullamento del matrimonio, con indubbi riflessi nei loro confronti sia sul piano personale che su quello patrimoniale, è rimesso alla valutazione del legislatore, che in modo non irragionevole ha ritenuto preminente l'esigenza di tutela della autodeterminazione e, quindi, della dignità di colui che, non interdetto, ha contratto matrimonio. La questione di legittimità costituzionale degli art. 120 e 127 c.c., per violazione dell'art. 3 Cost., nella interpetazione per cui sarebbe precluso agli eredi l'impugnazione del matrimonio contratto dal loro congiunto in stato di incapacità di intendere e volere, è quindi manifestamente infondata, stante la ragionevolezza della scelta legislativa.

Cassazione civile sez. I  30 giugno 2014 n. 14794

 

Non sono legittimati alla proposizione dell'azione di annullamento del matrimonio gli eredi di chi, al momento delle nozze, versava in stato di incapacità naturale e sia deceduto senza aver proposto tale azione, prima della pronuncia dell'interdizione o della designazione dell'amministratore di sostegno. Conferma App. Roma 30 novembre 2011

Cassazione civile sez. I  30 giugno 2014 n. 14794

 

L'art. 428 cod. civ., che disciplina il regime di impugnazione degli atti negoziali compiuti da persona incapace di intendere e di volere, non si applica in ambito matrimoniale, il cui regime delle invalidità è disciplinato da norme speciali, le quali, nel bilanciamento tra il diritto personalissimo del soggetto di autodeterminarsi in ordine al matrimonio e l'interesse degli eredi a far valere l'incapacità del "de cuius" allo scopo di ottenere l'annullamento del suo matrimonio, assegnano preminenza, in modo non irragionevole, all'esigenza di tutela del primo e, quindi, della dignità di colui che, non interdetto, ha contratto matrimonio. Ne consegue la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 120 e 127 cod. civ., con riferimento all'art. 3 Cost., laddove esclude la legittimazione piena ed autonoma degli eredi ad impugnare direttamente il matrimonio contratto dal loro congiunto in stato di incapacità di intendere e di volere. Rigetta, App. Roma, 30/11/2011

Cassazione civile sez. I  30 giugno 2014 n. 14794

 

La sentenza penale pronunciata in seguito a giudizio per il delitto di circonvenzione di incapace ha efficacia vincolante, rispetto alle stesse persone che abbiano partecipato al giudizio stesso, nel successivo giudizio civile sulla nullità della trascrizione del matrimonio contratto dallo sposo in pretesa situazione di incapacità, siccome contenente l'accertamento dello stato di capacità della parte asseritamente lesa, che rileva in termini di fatto materiale, trattandosi di un dato rilevante e suscettibile di verifica ed accertamento con gli appositi strumenti di indagine, mediante un'operazione logica e mentale in sè non dissimile, anche quando sussistano motivi di particolare complessità e difficoltà, da ogni altra operazione diretta ad acquisire nozione concreta e certa della realtà esterna.

Cassazione civile sez. un.  08 luglio 1993 n. 7482

 

 

 



 
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