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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1274 codice civile: Insolvenza del nuovo debitore

Il creditore che, in seguito a delegazione, ha liberato il debitore originario, non ha azione contro di lui se il delegato diviene insolvente, salvo che ne abbia fatto espressa riserva (1).

Tuttavia, se il delegato era insolvente al tempo in cui assunse il debito in confronto del creditore, il debitore originario non è liberato (2).

Le medesime disposizioni si osservano quando il creditore ha aderito (3) all’accollo stipulato a suo favore e la liberazione del debitore originario era condizione espressa della stipulazione (4).


Commento

Delegazione: [v. 1268]; Accollo: [v. 1273]; Liberazione: [v. 1264].

 

Insolvenza: situazione che non consente al debitore, per le sue condizioni patrimoniali, di soddisfare regolarmente le obbligazioni assunte [v. 1186].

 

Azione contro il debitore: potere di rivolgersi al debitore per ottenere l’adempimento della prestazione.

 

(1) Se il creditore libera il debitore originario, si assume il rischio che il nuovo debitore non paghi; tuttavia, è possibile che il debitore originario, anche se liberato, presti garanzia per l’adempimento del nuovo debitore.

 

(2) È questa una regola di favore per il creditore: nella delegazione l’iniziativa della sostituzione del debitore parte dal debitore originario, ed è quindi giustificato che questi sia responsabile se abbia offerto in sostituzione un soggetto già insolvente.

 

(3) Quando cioè l’accollo ha efficacia anche nei suoi confronti (accollo esterno [v. 1273 nota (1)]).

 

(4) Il presente comma estende le regole relative all’insolvenza del nuovo debitore anche all’accollo liberatorio, ma solo quando la liberazione derivi dalla condizione espressa della stipulazione [v. 1273].

 


Giurisprudenza annotata

Previdenza ed assistenza

L'Inps - a cui carico, in sede di istituzione del servizio sanitario nazionale, è stata posta la corresponsione delle prestazioni economiche di malattia e maternità - resta obbligato nei confronti della lavoratrice al pagamento dell'indennità di maternità nel caso di mancata corresponsione alla medesima del relativo importo da parte del datore di lavoro a cui esso sia stato versato dall'Inps mediante il sistema del conguaglio di cui all'art. 1 d.l. 30 dicembre 1979 n. 663, convertito con l. 29 febbraio 1980 n. 33, in quanto le disposizioni volte a semplificare ed accelerare l'erogazione delle indennità di malattia e maternità non hanno alterato la titolarità delle obbligazioni attive e passive costituite dall'art. 74 l. 23 dicembre 1978 n. 833 e, d'altra parte, in caso d'inadempimento del delegato al pagamento, il combinato disposto degli art. 1269 e 1274 c.c. impone al debitore principale di adempiere comunque.

Cassazione civile sez. lav.  19 agosto 1996 n. 7649  



 
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