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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1275 codice civile: Estinzione delle garanzie

In tutti i casi nei quali il creditore libera il debitore originario, si estinguono le garanzie annesse al credito, se colui che le ha prestate non consente espressamente a mantenerle.


Commento

Liberazione: [v. 1264]; Garanzia: [v. 1179].

 

La norma si applica alla delegazione, all’espromissione e all’accollo.


Giurisprudenza annotata

Associazioni sindacali

La fattispecie prevista dall'art. 26 della legge n. 300 del 1970 che attribuisce alle associazioni sindacali il diritto a percepire i contributi loro dovuti dai lavoratori mediante ritenuta sui salari effettuata dal datore di lavoro e successivo versamento, da parte del medesimo, alle associazioni predette - è riconducibile allo schema legale della delegazione di pagamento (che presuppone un rapporto trilaterale tra delegante, delegato e delegatario) e non già allo schema della cessione del credito (che si perfeziona, nella estraneità del debitore, per effetto del solo consenso del cedente e del cessionario), atteso che l'acquisizione, da parte dell'associazione sindacale, dei contributi predetti esige il concorso, oltre che della medesima e del lavoratore, anche del datore di lavoro. Pertanto, il privilegio che assiste, ex art. 2751 bis n. 1 c.c., il credito retributivo dei lavoratori, non può considerarsi trasferito, ex art. 1263 comma 1 c.c., al sindacato in relazione ai contributi a questo dovuti, non valendo ad escludere la natura chirografaria del credito dell'associazione sindacale neppure la norma dell'art. 1275 c.c. circa la permanenza, in caso di delegazione novativa, delle garanzie annesse al reddito, atteso che oggetto del credito del sindacato non è una quota della retribuzione ma il contributo, senza che per quest'ultimo sia previsto nè applicabile in via analogica il detto privilegio.

Cassazione civile sez. lav.  07 febbraio 1989 n. 761  

 

La fattispecie prevista dall'art. 26 della legge n. 300 del 1970 - che attribuisce alle associazioni sindacali il diritto a percepire i contributi loro dovuti dai lavoratori mediante ritenuta sui salari effettuata dal datore di lavoro e successivo versamento, da parte del medesimo, alle associazioni predette - è riconducibile allo schema legale della delegazione di pagamento (che presuppone un rapporto trilaterale fra delegante, delegato e delegatario) e non già allo schema della cessione del credito (che si perfeziona, nella estraneità del debitore, per effetto del solo consenso del cedente e del cessionario), atteso che l'acquisizione, da parte della associazione sindacale, dei contributi predetti esige il concorso, oltre che della medesima e del lavoratore, anche del datore di lavoro. Pertanto, il privilegio che assiste, ex art. 2751-bis n. 1 c.c., il credito retributivo dei lavoratori non può considerarsi trasferito, ex art. 1263, comma 1, c.c., al sindacato in relazione ai contributi a questo dovuti, non valendo ad escludere la natura chirografaria del credito dell'associazione sindacale neppure la norma dell'art. 1275 c.c. circa la permanenza, in caso di delegazione non novativa, delle garanzie annesse al credito, atteso che oggetto del credito del sindacato non è una quota della retribuzione ma il contributo senza che per quest'ultimo sia previsto nè applicabile in via analogica il detto privilegio.

Cassazione civile sez. lav.  07 febbraio 1989 n. 761  

 

 

Danni

L'ambito del danno risarcibile è circoscritto dal criterio della c.d. regolarità causale, nel senso che sono risarcibili i danni immediati e diretti ed, inoltre, i danni mediati e indiretti che rientrano nella serie delle conseguenze normali ed ordinarie del fatto. Questo criterio tende a coincidere con quello della prevedibilità del danno, che la legge enuncia distintamente accanto al criterio della conseguenzialità diretta (art. 1225 c.c.) e che, segnando concretamente la normale incidenza dell'inadempimento sulla sfera dell'interesse del creditore, si risolve in un giudizio di probabile accadimento secondo l'apprezzamento dell'uomo di normale diligenza in relazione alle concrete circostanze. (Principio enunciato in tema di danno da omesso versamento di contributi assicurativi all'ENASARCO con conseguente perdita della pensione di vecchiaia relativamente al periodo, anteriore al 1961, nel quale non era normativamente previsto un trattamento pensionistico a favore degli agenti).

Cassazione civile sez. lav.  10 dicembre 1982 n. 6761  



 
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