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Art. 1277 codice civile: Debito di somma di danaro

I debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale (1).

Se la somma dovuta era determinata in una moneta che non ha più corso legale al tempo del pagamento (2), questo deve farsi in moneta legale ragguagliata per valore alla prima.


Commento

Debiti pecuniari: obbligazioni (debiti) aventi ad oggetto una somma di denaro.

 

Moneta avente corso legale: moneta che lo Stato considera mezzo legale di pagamento.

 

Valore nominale: valore economico del denaro, segnato sulla moneta ed indicato in riferimento all’unità di misura monetaria (es.: euro, dollari etc.).

 

(1) È il principio nominalistico delle obbligazioni pecuniarie, che ha due significati:

a) il pagamento deve avvenire con moneta avente corso legale (v. d.lgs. 213/1998 per l’introduzione dell’euro); per cui può essere legittimamente rifiutato un pagamento effettuato ad esempio con moneta straniera.

b) il pagamento dev’essere eseguito con la stessa quantità di denaro prevista nel momento in cui l’obbligazione è sorta. Ad esempio, se il 1° gennaio 1985 Tizio ha comprato un bene e si è obbligato a pagare 100 il 31 dicembre 2000, dovrà adempiere pagando esattamente 100, anche se nel frattempo il denaro abbia subito una forte svalutazione (aumento generalizzato dei prezzi, in virtù del quale con la medesima somma di denaro si acquistano meno beni).

 

(2) Perché, ad esempio, è stata sostituita con un’altra di valore reale più alto; ma tale ipotesi è statisticamente irrilevante. Il creditore può evitare il rischio di ricevere in pagamento una somma svalutata, mediante patti (clausole) con i quali si modifica la somma inizialmente dovuta al variare di parametri (indici) stabiliti, quali il costo della vita (clausola ISTAT), il prezzo dell’oro (clausola oro), il valore di monete forti (dollaro USA) etc.

 

Il principio nominalistico domina le obbligazioni che hanno per oggetto il pagamento di una somma di denaro. La quantità di moneta dovuta si determina in base al valore nominale che lo stato le attribuisce senza riguardo al valore intrinseco.

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Il pagamento con un sistema diverso dalla moneta avente corso legale nello Stato o dall'assegno circolare, ma che assicuri al creditore la disponibilità della somma dovuta, può essere rifiutato dal creditore soltanto per un giustificato motivo, dovendosi altrimenti intendere il rifiuto come contrario al principio di correttezza e buona fede (confermata la decisione dei giudici del merito secondo cui il pagamento mediante assegno bancario, invece che in denaro contante, doveva ritenersi legittimo e tempestivo, provenendo peraltro da una società di assicurazione molto importante, mentre il trattenimento del titolo, da parte del privato, per lungo tempo e senza fornire spiegazioni costituiva una violazione del principio di buona fede, anche se l'assegno non era stato incassato).

Cassazione civile sez. III  17 dicembre 2014 n. 26543  

 

Il creditore può rifiutare il pagamento del prezzo mediante assegni bancari, solo per giustificato motivo; tale giustificazione può risiedere nell'incertezza circa la provenienza dei titoli e nella difficoltà di verificarne la copertura degli stessi.

Cassazione civile sez. II  30 settembre 2014 n. 20643

 

La risoluzione del contratto per inadempimento a seguito della pronuncia costitutiva del giudice priva di causa giustificativa le reciproche obbligazioni dei contraenti. Ne consegue che l'obbligo restitutorio relativo all'originaria prestazione pecuniaria, anche in favore della parte non inadempiente, ha natura di debito di valuta, come tale non soggetto a rivalutazione monetaria, se non nei termini del maggior danno - da provarsi dal creditore - rispetto a quello soddisfatto dagli interessi legali, ai sensi dell'art. 1224 cod. civ. Rigetta, App. Napoli, 21/03/2007

Cassazione civile sez. III  12 marzo 2014 n. 5639  

 

In materia di obbligazioni pecuniarie, l'impossibilità della prestazione deve consistere, ai fini dell'esonero da responsabilità del debitore, non in una mera difficoltà, ma in un impedimento obiettivo ed assoluto che non possa essere rimosso, non potendosi ravvisare nella mera impotenza economica derivante dall'inadempimento di un terzo nell'ambito di un diverso rapporto. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha escluso che configuri l'impossibilità obiettiva ed assoluta di adempiere la maturata prescrizione del diritto della medesima parte ad ottenere, a sua volta, la ripetizione di importi corrisposti a terzi a titolo transattivo). Rigetta, App. Roma, 14/09/2009

Cassazione civile sez. II  15 novembre 2013 n. 25777  

 

Il pagamento del prezzo della compravendita, in quanto oggetto di un'obbligazione pecuniaria, deve effettuarsi, ex art. 1277 cod. civ., in moneta avente corso legale, salvo diversa volontà delle parti, sicché, in assenza di prova di quest'ultima, lo stesso, qualora eseguito mediante cessioni di cambiali, non ha effetto solutorio, avendo la cambiale natura di strumento per la circolazione del credito e non di pagamento, ed avvenendo la cessione o la girata "pro solvendo" e non "pro soluto", ove non differentemente ed espressamente pattuito. Rigetta, App. Brescia, 28/05/2007

Cassazione civile sez. II  31 ottobre 2013 n. 24560  

 

 

Locazione

In tema di locazione di immobili urbani, il debito per il pagamento degli oneri accessori costituisce un debito di valuta poiché ha ad oggetto, fin dall'origine, una somma di denaro, sicché, in difetto della prova del pregiudizio da parte del creditore, la rivalutazione monetaria non spetta automaticamente. Rigetta, App. Torino, 14/07/2010

Cassazione civile sez. III  31 ottobre 2014 n. 23157  

 

Nelle locazioni di immobili urbani adibiti ad attività commerciale, l'obbligazione gravante sul conduttore di rilasciare l'immobile alla scadenza e l'obbligazione gravante sul locatore di corrispondergli l'indennità di avviamento commerciale sono legate da un rapporto di reciproca dipendenza, tanto che ciascuna delle prestazioni non è esigibile in mancanza dell'adempimento, o dell'offerta di adempimento dell'altra. Ne consegue che gli interessi sulla somma dovuta a titolo di indennità di avviamento commerciale non iniziano a decorrere finché non è avvenuto il rilascio dell'immobile. Rigetta, App. Roma, 24/03/2009

Cassazione civile sez. III  25 febbraio 2014 n. 4443  

 

 

Divisione

In tema di divisione ereditaria, la determinazione del conguaglio in denaro, ai sensi dell'art. 728 cod. civ., prescinde dalla domanda di parte, concernendo l'attuazione del progetto divisionale, che appartiene alla competenza del giudice. Ne consegue che il giudice deve procedere d'ufficio alla rivalutazione del conguaglio, qualora vi sia stata un'apprezzabile lievitazione del prezzo di mercato del bene, tale da alterare la funzione di riequilibrio propria del conguaglio, spettando alla parte un mero onere di allegazione, finalizzato a sollecitare l'esercizio del potere officioso del giudice. Cassa con rinvio, App. Roma, 01/03/2011

Cassazione civile sez. VI  03 luglio 2014 n. 15288  

 

 

Lavoro autonomo

Il credito del professionista per il compenso a lui spettante in ragione dell'attività svolta nell'esecuzione di un contratto d'opera ex artt. 2230 e ss. cod. civ. è di valuta, e non si trasforma in credito di valore neppure per effetto dell'inadempimento del cliente, sicché esso dà luogo, in caso di mora, alla corresponsione degli interessi nella misura legale, indipendentemente da ogni prova del pregiudizio subito, salvo che dimostri il maggior danno ai sensi dell'art. 1224, secondo comma, cod. civ. Cassa e decide nel merito, App. L'Aquila, 11/09/2007

Cassazione civile sez. II  24 settembre 2014 n. 20131

 

 

Fideiussione

Il debito da indennizzo, da corrispondere in ragione della polizza fideiussoria stipulata al fine di assicurare l'immobile per i sinistri causati dagli eventi atmosferici, integra un debito di valore e non di valuta in quanto assolve una funzione reintegrativa della perdita subita dal patrimonio dell'assicurato e, quindi, è suscettibile di automatico adeguamento alla stregua della sopravvenuta svalutazione della moneta.

Tribunale Genova sez. II  20 maggio 2014 n. 1806  

 

 

Comunione e condominio

L'indennità prevista dall'art. 1127 cod. civ. è oggetto di un debito di valore, da determinarsi con riferimento al tempo della sopraelevazione, sicché non trova applicazione la regola dettata dall'art. 1224 cod. civ. per i debiti di valuta, secondo cui gli interessi legali sono dovuti dalla costituzione in mora, essi spettando, invece, dal giorno di ultimazione della sopraelevazione. Cassa con rinvio, App. Messina, 22/12/2011

Cassazione civile sez. II  07 aprile 2014 n. 8096  



 
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