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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1279 codice civile: Clausola di pagamento effettivo in monete non aventi corso legale

La disposizione dell’articolo precedente non si applica, se la moneta non avente corso legale nello Stato è indicata con la clausola «effettivo» o altra equivalente, salvo che alla scadenza dell’obbligazione non sia possibile procurarsi tale moneta.


Commento

Corso legale: [v. 1277]; Scadenza: [v. 1182].

 

Clausola «effettivo»: clausola con la quale le parti, derogando a quanto previsto nell’articolo precedente, stabiliscono che l’obbligazione in valuta estera deve essere pagata esclusivamente nella moneta indicata, senza facoltà di adempiere con moneta legale [v. 1277].


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Qualora la sentenza del giudice di merito stabilisca, con efficacia di giudicato implicito, che il conguaglio dovuto al coerede (per effetto di assegnazione ad altro coerede dell'immobile ereditario indivisibile) integri gli estremi dell'obbligazione di valore (come tale, sempre astrattamente soggetta a rivalutazione), e l'entità di tale conguaglio risulti determinata in relazione al valore dell'immobile in un ben preciso momento temporale, va, in concreto, ipotizzata la possibile verificazione, in via alternativa, di tre diverse ipotesi: 1) che il valore reale del bene risulti immutato mentre il valore della moneta diminuisce con il trascorrere del tempo, con conseguente necessità di procedere a rivalutazione del valore reale dell'immobile in termini monetari, onde far sì che l'espressione monetaria corrisponda al valore reale rimasto invariato; 2) Che il valore reale del bene, con il trascorrere del tempo, diminuisca (per vetustà, fatiscenza, difetto di manutenzione e quant'altro), mentre il valore della moneta non si modifichi in modo significativo, nel qual caso la espressione del valore reale in termini monetari esigerà una nuova determinazione che, di fatto, risulterà inferiore a quella precedente; 3) Che alla diminuzione del valore reale del bene si accompagni, contemporaneamente, una non poco significativa svalutazione della moneta, nel qual caso si renderanno astrattamente necessarie due operazioni, consistenti, la prima, nella nuova stima del valore reale del bene, la seconda, nella corrispondente traduzione di questo in termini monetari (ovverosia nella sua rivalutazione). In questa terza ipotesi, peraltro, nessuna ragione logica o giuridica osta a che tali operazioni vengano semplificate, tenendo fermo il valore reale e calcolando, sia pur in via presuntiva, che la sua diminuzione effettiva sia compensata dalla svalutazione della moneta, lasciando conseguentemente immutato l'importo originariamente determinato.

Cassazione civile sez. II  14 novembre 1997 n. 11255  

 

Per aversi contratto aleatorio è necessario che l'alea intesa quale rischio, a cui uno o più contraenti ovvero tutti i contraenti si espongono, investa e caratterizzi il negozio nella sua interezza e nella sua formazione sicché per la natura stessa del negozio o per le specifiche pattuizioni stabilite dai contraenti divenga radicalmente incerto per una o per tutte le parti il vantaggio economico in relazione al quale esse parti si espongono. (Nella specie, la C.S. ha confermato la decisione dei giudici del merito che avevano qualificato contratto aleatorio, escludendone la risolubilità a norma dell'art. 1469 c.c., un contratto di compravendita in cui con apposita clausola le parti avevano stabilito la rivalutazione automatica del prezzo ancora dovuto con riguardo al cambio della lira italiana con il franco svizzero.

Cassazione civile sez. II  07 giugno 1991 n. 6452  

 

La disposizione dell'art. 1278 c.c., il quale dà facoltà al debitore di una obbligazione pecuniaria in valuta estera di effettuare il pagamento in moneta legale al corso del cambio al momento della scadenza, è applicabile anche a forme diverse di estinzione del debito, come la compensazione ex art. 1241 ss. c.c., considerando rilevante a tali effetti il corso del cambio al momento in cui i debiti sono venuti a coesistenza (art. 1242 c.c.), sempreché non risulti una contraria volontà delle parti.

Cassazione civile sez. II  26 aprile 1991 n. 4562  

 

Allorquando venga dedotta in contratto, come modalità e mezzo di pagamento del corrispettivo di un appalto, una moneta non avente corso legale nello Stato ed essa non sia indicata con la clausola "effettiva" o altra equipollente, nè risulti che le parti abbiano avuto riguardo ad una specie monetaria avente valore intrinseco, la norma da applicare alla fattispecie è quella di cui all'art. 1278 c.c., secondo la quale il debitore ha facoltà di pagare in moneta legale al corso del cambio nel giorno della scadenza e nel luogo stabilito per il pagamento, con conseguente impossibilità per il creditore di ottenere la rivalutazione del credito per la differenza tra il cambio all'epoca della stipulazione e quello all'epoca della soluzione.

Cassazione civile sez. II  22 novembre 1986 n. 6887  

 

 

Fallimento

Non può essere considerata insolvente la società debitrice straniera a cui un provvedimento governativo impedisce di restituire la somma depositata nella valuta effettivamente convenuta per il pagamento.

Tribunale Milano  22 gennaio 1998



 
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