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Art. 1281 codice civile: Leggi speciali

Le norme che precedono si osservano in quanto non siano in contrasto con i principi derivanti da leggi speciali (1).

Sono salve le disposizioni particolari concernenti i pagamenti da farsi fuori del territorio dello Stato.


Commento

(1) In tema di pagamenti informatici, cfr. artt. 5, 38 e 66, c. 2, lett. e), d.lgs. 7-3-2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale).

 

Le leggi valutarie italiane, in passato, hanno vietato i pagamenti in valuta estera. La giurisprudenza ritenne che tali divieti non rendessero invalido il contratto, limitandosi ad incidere soltanto sulla possibilità di esecuzione di esso.

 


Giurisprudenza annotata

Lavoro subordinato

La decadenza dall'impugnativa di licenziamento preclude l'accertamento giudiziale dell'illegittimità del recesso e la tutela risarcitoria di diritto comune, venendo a mancare il necessario presupposto, sia sul piano contrattuale (in quanto l'inadempimento del datore di lavoro consista nel recesso illegittimo in base alla disciplina speciale), sia sul piano extracontrattuale (ove il comportamento illecito dello stesso datore consista, in sostanza, proprio e soltanto della illegittimità del recesso).

Cassazione civile sez. lav.  11 giugno 2009 n. 13580  

 

In presenza di una fattispecie contrattuale che, come nell'ipotesi del contratto di lavoro, obblighi uno dei contraenti (il datore di lavoro) a prestare una particolare protezione rivolta ad assicurare l'integrità fisica e psichica dell'altro (ai sensi dell'art. 2087 c.c.), non può sussistere alcuna incompatibilità tra responsabilità contrattuale e risarcimento del danno morale, siccome la fattispecie astratta di reato è configurabile anche nei casi in cui la colpa sia addebitata al datore di lavoro per non avere fornito la prova liberatoria richiesta dall'art. 1281 c.c.

Cassazione civile sez. lav.  26 marzo 2008 n. 7872

 

L'applicabilità del principio nominalistico stabilito dall'art. 1277, comma 1, c.c. (secondo cui i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale) ad una componente (espressa in moneta estera) della base di calcolo dell'indennità di anzianità e del trattamento di fine rapporto non può ritenersi esclusa dal disposto del comma 1 dell'art. 1281 dello stesso codice (il quale stabilisce che le norme precedenti - compresa, quindi, quella di cui al citato art. 1277, comma 1, - si osservano in quanto non contrastano con i principi derivanti da leggi speciali), non avendo la disciplina di detti istituti (art. 2120 e 2121 c.c. e legge n. 297 del 1982) carattere speciale.

Cassazione civile sez. lav.  19 marzo 1991 n. 2893  

 

 

Borsa

L'azione esperibile dal cliente nei confronti di una banca che, ricevuto un mandato avente ad oggetto la prestazione di servizi di investimento, abbia dato esecuzione al contratto senza ottemperare agli specifici obblighi di comportamento imposti all’intermediario, non è quella di nullità del contratto bensì quella di risoluzione per inadempimento e/o di risarcimento danni (nella specie, si contestava alla banca di aver proceduto all'acquisto di titoli Parmalat per conto del cliente, senza aver preventivamente assunto le informazioni relative alle caratteristiche, alle conoscenze, alla propensione al rischio dell'investitore, nonché alle caratteristiche dei titoli medesimi, e senza aver valutato l’adeguatezza del prodotto scelto in relazione alla tipologia di investitore).

Tribunale Catania  22 novembre 2005

 

 

Impiegati dello Stato

L'indennità di buonuscita corrisposta dall'ENPAS ai suoi dipendenti, all'atto del collocamento a riposo, integra un'erogazione retributiva, non previdenziale, e, come tale, trova titolo immediato e diretto nel rapporto di pubblico impiego. Ne discende la giurisprudenza esclusiva del giudice amministrativo sulle controversie attinenti al riconoscimento od alla quantificazione di detta indennità, ovvero di elementi ad essa accessori, quali gli interessi corrispettivi per il ritardato pagamento.

Cassazione civile sez. un.  24 febbraio 1987 n. 1954  

 

L'indennità di buonuscita spettante al dipendente dell'ENPAS, all'atto del collocamento a riposo, integra una erogazione di tipo retributivo, non previdenziale, assimilabile all'indennità di anzianità per gli impiegati privati, la quale trova titolo immediato e diretto nel pregresso rapporto di pubblico impiego e negli obblighi da esso derivanti a carico del datore di lavoro; pertanto, deve affermarsi la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo non soltanto riguardo alla controversia che investa il diritto a quella indennità, ovvero il suo ammontare, ma anche con riguardo alla controversia con la quale il suddetto dipendente si dolga del ritardo del datore di lavoro nel pagamento di essa chiedendo la corresponsione degli interessi corrispettivi.

Cassazione civile sez. un.  24 febbraio 1987 n. 1953  

 

 

Obbligazioni e contratti

Qualora una società abbia assunto l’impegno di far trasferire in favore di una parte un immobile, si integra la fattispecie della promessa di fatto del terzo ai sensi dell’art. 1381 c.c. che ha natura di obbligazione alternativa ai sensi dell’art. 1285 c.c.

Tribunale Salerno sez. I  07 febbraio 2013 n. 359

 

La rilevabilità o deducibilità della nullità del contratto, per la prima volta in sede di legittimità, postula che i presupposti su cui si fonda la nullità medesima siano acquisiti agli atti, senza che si richiedano quindi indagini di fatto. Pertanto, con riguardo al contratto costitutivo di un'obbligazione in moneta straniera, da ritenersi valido se intervenuto fra residenti nello Stato (salva restando la facoltà del debitore di adempiere in moneta a corso legale nello Stato, ai sensi dell'art. 1278 c.c., nonché la necessità dell'intervento di una banca agente in caso di pagamento in moneta estera), non può farsi valere, per la prima volta, in sede di cassazione, la nullità derivante dalla mancanza di preventiva autorizzazione ministeriale, a norma dell'art. 2 del d.l. 6 giugno 1956 n. 476 (convertito in l. 25 luglio 1956 n. 786), che si assuma necessaria alla stregua della residenza all'estero del creditore al momento della stipulazione, ove tale circostanza non emerga inequivocabilmente dagli atti di causa.

Cassazione civile sez. I  17 giugno 1985 n. 3633  



 
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