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Art. 1283 codice civile: Anatocismo

In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale (1) o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi (2) (3).


Commento

Usi: [v. d. gen. 8]; Interessi: [v. 1282].

 

Anatocismo: produzione di interessi da parte di interessi già scaduti.

 

Domanda giudiziale: atto con cui inizia il processo; con esso la parte, affermando l’esistenza di una situazione e di una norma che la tutela, dichiara di volere che tale norma venga attuata con l’intervento del-l’organo giurisdizionale.

 

Convenzione: patto, accordo.

 

(1) La domanda giudiziale dev’essere appositamente diretta ad ottenere gli interessi anatocistici.

 

(2) Ciò significa che non è possibile che gli interessi producano a loro volta interessi se non è trascorso almeno un semestre dalla nascita dell’obbligazione.

 

(3) Dispone l’art. 37, c. 50, d.l. 4-7-2006, n. 223, conv. in l. 4-8-2006, n. 248: «Gli interessi previsti per il rimborso di tributi non producono in nessun caso interessi ai sensi dell’articolo 1283 del codice civile».

 


Giurisprudenza annotata

Interessi

Il correntista può chiedere di accertarsi la nullità degli interessi ultralegali, anatocistici e usurari, nonché della commissione di massimo scoperto, senza che assumono rilevanza, come fatti costitutivi della pretesa, le seguenti circostanze: che il conto sia affidato o scoperto, la somma utilizzata sia rimasta contenuta o abbia ecceduto i limiti del fido e che il cliente abbia provveduto a versamenti solutori (sul conto corrente scoperto o in fido).

Tribunale Torino sez. VI  13 novembre 2014 n. 7212  

 

La corresponsione degli interessi anatocistici presuppone che si tratti di interessi accumulatisi per almeno 6 mesi alla data di proposizione della domanda e che la parte ne faccia richiesta in giudizio con una specifica domanda, autonoma e distinta da quella rivolta al riconoscimento degli interessi principali (disattesa la tesi della ricorrente, secondo cui la volontà di ottenere il riconoscimento dell'anatocismo avrebbe potuto essere desunta, nella specie, dall'avvenuta indicazione, nell'atto di citazione, dell'importo complessivamente dovuto per interessi maturati fino alla data d'instaurazione del giudizio, sul quale era stata richiesta l'applicazione degli ulteriori interessi).

Cassazione civile sez. I  12 novembre 2014 n. 24160  

 

L'accertamento dell'indebito derivante dalla nullità delle clausole relative alla capitalizzazione trimestrale degli interessi, applicata fin dall'insorgere del rapporto di conto corrente, richiede, indefettibilmente, la ricostruzione dei movimenti del conto fin dalla nascita. L'eventuale impossibilità di reperire la documentazione relativa al segmento temporale sopraindicato da parte del creditore onerato, non può riverberare sull'accertamento dell'indebito opposto dal debitore, ma esclusivamente sul residuo credito ove accertabile.

Cassazione civile sez. I  18 settembre 2014 n. 19696  

 

L’assenza dell’adeguamento dell’Istituto di credito alla delibera CICR del 9/2/2000 comporta l’illegittimità della capitalizzazione per l’intero periodo di durata del rapporto di conto corrente con la conseguenza che va esclusa qualsiasi capitalizzazione anche con diversa periodicità.

Tribunale Roma sez. IX  25 giugno 2014 n. 13776  

 

Gli interessi moratori sul pagamento dell’importo dovuto a titolo di interessi convenzionali hanno natura di interessi anatocistici e sono quindi dovuti alle condizioni e nei limiti di cui all’art. 1283 c.c.: al tasso legale corrente (non essendo applicabili né l’ultimo periodo del comma 1 dell’art. 1224 c.c. all’ipotesi di interessi convenzionali di mora, né il d.lg. n. 231 del 2002 ad interessi anatocistici) ed a far data dalla domanda giudiziale.

Tribunale Roma sez. XI  05 maggio 2014 n. 9716  

 

 

Lavoro subordinato

Agli interessi sui crediti previdenziali ed assistenziali divenuti esigibili prima dell'entrata in vigore dell'art. 16, comma 6, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, non si applica il regime giuridico proprio delle obbligazioni pecuniarie, non avendo essi la natura di veri e propri "accessori" del credito "principale", bensì di componenti essenziali di una prestazione unitaria, sicché il pagamento del solo credito originario si configura come adempimento soltanto parziale della prestazione, alla cui determinazione il giudice deve provvedere anche in assenza di domanda giudiziale. Ne consegue che la domanda di pagamento del residuo credito per rivalutazione monetaria ed interessi legali va maggiorata di rivalutazione monetaria ed interessi legali, in cumulo tra loro, non potendo operare in relazione agli interessi legali la disciplina generale in materia di anatocismo recata dall'art. 1283 cod. civ. Cassa con rinvio, App. Roma, 03/12/2007

Cassazione civile sez. lav.  03 settembre 2014 n. 18558  

 

 

Conto corrente

In tema di capitalizzazione degli interessi, il rapporto di conto corrente bancario è soggetto ai principi generali di cui all'art. 1283 cod. civ. e ad esso non è applicabile l'art. 1831 cod. civ., che disciplina la chiusura del conto corrente ordinario. Il contratto di conto corrente bancario è, infatti, diverso per struttura e funzione dal contratto di conto corrente ordinario, e l'art. 1857 cod. civ. non richiama l'art. 1831 cod. civ. tra le norme applicabili alle operazioni bancarie regolate in conto corrente. Cassa con rinvio, App. Milano, 23/02/2007

Cassazione civile sez. I  02 luglio 2014 n. 15135  

 

 

Mutuo

Nei mutui ad ammortamento, la formazione delle rate di rimborso, nella misura composita predeterminata di capitale ed interessi, attiene alle mere modalità di adempimento di due obbligazioni poste a carico del mutuatario, aventi ad oggetto l'una la restituzione della somma ricevuta in prestito e l'altra la corresponsione degli interessi per il suo godimento, che sono ontologicamente distinte e rispondono a diverse finalità; di conseguenza, il fatto che nella rata esse concorrano, allo scopo di consentire all'obbligato di adempiervi in via differita nel tempo, non è dunque sufficiente a mutare la natura né ad eliminarne l'autonomia. In forza delle limitazioni previste, quindi, dall'art. 1283 c.c., la banca mutuataria non può pretendere il pagamento degli interessi moratori sul credito scaduto per interessi corrispettivi.

Cassazione civile sez. I  22 maggio 2014 n. 11400  

 



 
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