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Art. 1285 codice civile: Obbligazione alternativa

Il debitore di un’obbligazione alternativa si libera eseguendo una delle due prestazioni dedotte in obbligazione (1), ma non può costringere il creditore a ricevere parte dell’una e parte dell’altra.


Commento

Obbligazione alternativa: obbligazione in cui sono dovute due o più prestazioni, ma il debitore è liberato adempiendo (solitamente a sua scelta [v. 1286]) una sola di esse.

 

(1) Oggetto dell’obbligazione.

 

L’obbligazione alternativa non dev’essere confusa con l’obbligazione facoltativa (o con facoltà alternativa), ove è dovuta solo una prestazione, ma il debitore ha facoltà di adempiere eseguendone un’altra.


Giurisprudenza annotata

Lavoro subordinato

In caso di licenziamento illegittimo, ove il lavoratore, nel regime della cosiddetta tutela reale (nella specie, quello, applicabile "ratione temporis", previsto dall'art. 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, nel testo anteriore alle modifiche introdotte con la legge 28 giugno 2012, n. 92), opti per l'indennità sostitutiva della reintegrazione, avvalendosi della facoltà prevista dall'art. 18, quinto comma, cit., il rapporto di lavoro, con la comunicazione al datore di lavoro di tale scelta, si estingue senza che debba intervenire il pagamento dell'indennità stessa e senza che permanga - per il periodo successivo in cui la prestazione lavorativa non è dovuta dal lavoratore né può essere pretesa dal datore di lavoro - alcun obbligo retributivo. Ne consegue che l'obbligo avente ad oggetto il pagamento della suddetta indennità è soggetto alla disciplina della "mora debendi" in caso di inadempimento, o ritardo nell'adempimento, delle obbligazioni pecuniarie del datore di lavoro, con applicazione dell'art. 429, terzo comma, cod. proc. civ., salva la prova, di cui è onerato il lavoratore, di un danno ulteriore. Rigetta, App. Roma, 14/07/2010

Cassazione civile sez. un.  27 agosto 2014 n. 18353  

 

Le obbligazioni scaturenti dalla domanda del lavoratore illegittimamente licenziato, volta al riconoscimento della indennità sostitutiva della reintegra nel posto di lavoro, con la correlata domanda di risarcimento dei danni, sono compiutamente disciplinate dall'art. 18, comma 5, l. 20 maggio 1970 n. 300, la quale, in ragione della specificità e delle esigenze del rapporto lavorativo, ha carattere di una norma speciale ed osta, oltre che alla qualificazione delle suddette obbligazioni in termini di obbligazioni alternative o facoltative, anche all'applicazione dei generali principi codicistici correlati alla suddetta qualificazione. Ne consegue che, alla stregua di un'interpretazione letterale della disposizione statutaria, per il periodo antecedente all'esercizio del diritto di opzione, il risarcimento dei danni va liquidato in conformità alle regole dettate dall'art. 18, comma 4, citato, e l'esercizio del diritto di opzione comporta la risoluzione del rapporto lavorativo, mentre, per il periodo successivo, il mancato pagamento della indennità sostitutiva non è risarcibile in tali termini, dovendo trovare applicazione, in seguito alla risoluzione definitiva del rapporto lavorativo, i principi codicistici in materia di inadempimento delle obbligazioni pecuniarie, restando perciò indifferenti, per la parametrazione del danno, l'ammontare della retribuzione globale già riconosciuta al lavoratore, ovvero quella determinata in forza della successiva normativa contrattuale intervenuta.

Cassazione civile sez. lav.  20 settembre 2012 n. 15869

 

 

Obbligazioni e contratti

L'obbligazione alternativa postula l'originario concorso di due o più prestazioni, dedotte in modo disgiuntivo e poste su un piano di parità, con scelta rimessa alla volontà di una delle parti, sicché non ne ricorre l'ipotesi allorquando sin dall'inizio si sia previsto il pagamento di una somma di denaro (nella specie, pari al costo di costruzione dei beni) soltanto per il caso di sopravvenuta impossibilità del trasferimento immobiliare, dedotto in via principale. Ne deriva che, nel caso di nullità dell'obbligazione principale, per indeterminabilità dell'oggetto, neppure può ritenersi integrato il presupposto per l'adempimento dell'obbligazione subordinata. Rigetta, App. Venezia, 11/04/2007

Cassazione civile sez. II  02 dicembre 2013 n. 26988  

 

L'obbligazione alternativa - ai sensi dell'art. 1285 c.c. - presuppone l'originario concorso di due o più prestazioni, poste in posizione di reciproca parità e dedotte in modo disgiuntivo, nessuna delle quali può essere adempiuta prima dell'indispensabile scelta di una di essa, rimessa alla volontà di una delle parti e che diviene irrevocabile con la dichiarazione comunicata all'altra parte. Una volta poi operata tale concentrazione, l'obbligazione alternativa - avendo a oggetto esclusivamente la prestazione scelta - diventa semplice, con la conseguenza che se tale ultima prestazione diviene impossibile dopo la scelta per una causa non imputabile al debitore, l'obbligazione stessa si estingue. (Nella specie il testatore aveva onerato il legatario di una obbligazione alternativa a scelta del beneficiario e, in particolare, o consentire la permanenza del beneficiario nella casa già coabitata con il "de cuius", ovvero, in caso di mancato godimento dell'immobile, la dazione di una somma di danaro. Divenuta esigibile l'obbligazione con la morte del testatore il beneficiario aveva scelto la permanenza nell'immobile, ma successivamente, il godimento dell'immobile era divenuto impossibile in conseguenza della emissione di una ordinanza sindacale di sgombero a causa di un pericolo di crollo. In applicazione del principio di cui sopra la Suprema Corte ha confermato la sentenza del giudice del merito che aveva ritenuto, da un lato, che la scelta del beneficiario del legato aveva determinato la concentrazione dell'originaria obbligazione unicamente sul godimento del bene, dall'altro, che essendo divenuta impossibile l'unica prestazione - essendosi resa necessaria la demolizione dell'immobile con conseguente perimento della cosa legata - era estinta l'obbligazione facente capo al legatario).

Cassazione civile sez. II  04 maggio 2012 n. 6772  

 

L'obbligazione alternativa, ai sensi dell'art. 1285 ss. c.c., presuppone l'originario concorso di due o più prestazioni, poste in posizione di reciproca parità e dedotte in modo disgiuntivo, nessuna delle quali può essere adempiuta prima dell'indispensabile scelta di una di esse, scelta rimessa alla volontà di una delle parti e che diventa irrevocabile con la dichiarazione comunicata alla controparte. L'obbligazione cosiddetta facoltativa, invece, postula un'obbligazione semplice, avente ad oggetto una prestazione principale, unica e determinata fin dall'origine, nonché, accanto a questa, una prestazione facoltativa — della cui effettiva ed attuale esigibilità il creditore optante abbia piena consapevolezza — dovuta solo in via subordinata e secondaria, qualora venga preferita dal creditore stesso e costituisca, quindi l'oggetto di una sua specifica ed univoca opzione, esercitabile, peraltro, solo fino al momento in cui non vi sia stato l'adempimento della prestazione principale. (Nella specie, la S.C. ha negato la ravvisabilità di un'obbligazione alternativa in relazione a contratto di deposito irregolare avente ad oggetto la consegna di una determinata quantità di pistacchio, con facoltà del depositario di acquistarne la proprietà pagandone il prezzo, ovvero di riconsegnare la merce entro il termine convenuto, posto che il negozio concluso tra le parti non prevedeva affatto che con l'obbligazione restitutoria a favore del depositante concorresse la previsione disgiuntiva di altra prestazione con effetto solutorio).

Cassazione civile sez. III  23 agosto 2011 n. 17512

 

Nell'obbligazione alternativa le due o più prestazioni debbono essere poste in posizione di reciproca parità e dedotte in modo disgiuntivo. Pertanto non può ritenersi sufficiente a configurare l'ipotesi di cui all'art. 1285 c.c. la circostanza che nella specie le contraenti non avessero espressamente escluso la possibilità per la parte obbligata di adempiere la propria obbligazione in danaro, essendo invece necessario a tal fine che siffatta possibilità fosse inequivocamente e paritariamente prevista in alternativa al suddetto trasferimento.

Cassazione civile sez. II  23 luglio 2009 n. 17346  

 

 

Ferrovie, tramvie, filovie, autobus

L'obbligazione alternativa, con potere di scelta da parte del creditore, postula l'originario concorso di due o più prestazioni, dedotte in modo disgiuntivo, nessuna delle quali può essere adempiuta prima dell'indispensabile scelta; l'obbligazione facoltativa postula invece un'obbligazione semplice, con una prestazione principale, unica e determinata fin dall'origine, ed una prestazione facoltativa, dovuta solo subordinatamente, se eventualmente preferita dal creditore, e relativamente alla quale l'obbligazione perdura fin quando il debitore non abbia eseguito la prestazione principale. Ne consegue che l'art. 2 l. 24 maggio 1970 n. 336, che prevede, anziché l'attribuzione di aumenti periodici di stipendio al dipendente, il conferimento, su sua richiesta, di una qualifica o classe di stipendio, paga o retribuzione, immediatamente superiore a quella posseduta, configura un'obbligazione facoltativa e perciò il datore di lavoro non si libera con l'esecuzione della prestazione principale, se non abbia tenuto conto della facoltà, esercitata dal dipendente creditore, prima dell'adempimento della predetta prestazione, di esprimere la propria preferenza per la prestazione subordinata.

Cassazione civile sez. lav.  08 maggio 2009 n. 10633

 

In tema di benefici combattentistici, l'art. 2 l. 24 maggio 1970 n. 336, che prevede al comma 1 l'attribuzione di aumenti periodici di stipendio, paga o retribuzione ai fini della liquidazione della pensione e dell'indennità di buonuscita, e al comma 2 stabilisce che a richiesta degli stessi destinatari del beneficio o dei loro eredi aventi diritto alla pensione di riversibilità spetta, anziché l'attribuzione dei suddetti aumenti periodici, la qualifica o classe di stipendio, paga o retribuzione immediatamente superiore a quella posseduta, configura un'obbligazione facoltativa, con una prestazione principale, unica e determinata fin dall'origine, ed una prestazione facoltativa, dovuta solo subordinatamente, se eventualmente preferita dal creditore. Tale disciplina non è stata modificata dall'art. 3, comma 3, della successiva l. 9 ottobre 1971 n. 824, che, stabilendo la cumulabilità dei benefici di cui agli art. 1, 2 e 3 della citata legge n. 336 del 1970, non ha sostituito alla previsione di un'obbligazione con facoltà alternativa, il cui oggetto è costituito da una singola prestazione, l'attribuzione di due distinti autonomi benefici cumulabili tra loro.

Cassazione civile sez. lav.  08 maggio 2009 n. 10633  

 



 
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