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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 129-bis codice civile: Responsabilità del coniuge in mala fede e del terzo.

Il coniuge al quale sia imputabile la nullità del matrimonio è tenuto a corrispondere all’altro coniuge in buona fede, qualora il matrimonio sia annullato, una congrua indennità, anche in mancanza di prova del danno sofferto. L’indennità deve comunque comprendere una somma corrispondente al mantenimento per tre anni. È tenuto altresì a prestare gli alimenti al coniuge in buona fede, sempre che non vi siano altri obbligati.

Il terzo al quale sia imputabile la nullità del matrimonio è tenuto a corrispondere al coniuge in buona fede, se il matrimonio è annullato, l’indennità prevista nel comma precedente.

In ogni caso il terzo che abbia concorso con uno dei coniugi nel determinare la nullità del matrimonio è solidalmente responsabile con lo stesso per il pagamento dell’indennità.


Commento

Alimenti: [v. 433]; Responsabilità solidale: [v. 1292].

Congrua indennità: somma dovuta al fine di garantire il mantenimento dell’altro coniuge, tenendo conto del tenore di vita di cui questi godeva durante il matrimonio.

 

 

(1) La nullità del matrimonio è imputabile al coniuge il cui comportamento abbia costituito la causa ultima del vizio dell’atto. Occorre, inoltre, che il coniuge abbia volontariamente omesso di comunicare all’altro il motivo di invalidità di cui era a conoscenza. Nel caso di nullità per errore, la responsabilità è posta a carico del coniuge che, con il suo comportamento, abbia indotto l’altro in errore circa elementi essenziali della fattispecie (es.: nascondendo la propria reale identità o gravi precedenti penali).

(2) La norma opera quando il coniuge, cui sia imputabile la nullità del matrimonio, era in mala fede al momento della celebrazione (cioè conosceva già i motivi di nullità dell’atto).

Il coniuge deve essere ritenuto in buona fede anche quando avrebbe potuto conoscere l’esistenza del motivo di invalidità del matrimonio, comportandosi secondo le regole di ordinaria diligenza. Questo perché non è ravvisabile a carico degli sposi un onere di attivarsi per individuare gli eventuali motivi di nullità dell’atto matrimoniale.

(3) Quando il consenso di un coniuge è estorto con la violenza oppure viene prestato per effetto di un timore di eccezionale gravità, si verifica una situazione equiparabile, quanto agli effetti, allo stato di buona fede.

(4) In relazione alla responsabilità dei terzi valgono gli stessi principi applicabili alla responsabilità del coniuge.

 

 

L’indennità, che deve essere corrisposta ai sensi dell’articolo, ha una funzione prevalentemente sanzionatoria. Essa, infatti, è dovuta per il fatto di avere tenuto un comportamento che sia stato causa di invalidità del matrimonio (e, quindi, un comportamento colpevole). Va esclusa, invece, l’esistenza di una funzione risarcitoria, come dimostra il fatto che la somma è dovuta indipendentemente dalla prova del danno subito.

L’indennità, che deve essere corrisposta ai sensi dell’articolo, ha una funzione prevalentemente sanzionatoria. Essa, infatti, è dovuta per il fatto di avere tenuto un comportamento che sia stato causa di invalidità del matrimonio (e, quindi, un comportamento colpevole). Va esclusa, invece, l’esistenza di una funzione risarcitoria, come dimostra il fatto che la somma è dovuta indipendentemente dalla prova del danno subito.



 
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