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Art. 1294 codice civile: Solidarietà tra condebitori

I condebitori sono tenuti in solido, se dalla legge o dal titolo non risulta diversamente.


Commento

In solido: [v. 1292].

 

Titolo: è il fatto giuridico [v. Libro IV, Titolo II] da cui nasce l’obbligazione (es.: il contratto di vendita) ed è anche il documento che lo comprova.

 

La norma pone una presunzione (relativa) [v. 2727] di solidarietà passiva, nel senso che, nel caso in cui si ha una pluralità di debitori, tenuti alla medesima prestazione, in virtù di un medesimo fatto [v. 1292], allora l’obbligazione è solidale, a meno che la legge o il titolo non dispongano diversamente.


Giurisprudenza annotata

Imposte

Il rapporto che si costituisce tra il sostituto d'imposta e il sostituito è quello dell'obbligazione solidale passiva con il fisco, con conseguente applicabilità della relativa disciplina, ivi compreso l'art. 1306 cod. civ., riguardante l'estensione del giudicato, che non è preclusa né dalla diversità della fonte normativa delle obbligazioni facente capo al sostituto o al sostituito, né dal carattere meramente strumentale di quella del sostituto rispetto all'altra, operando nella specie la presunzione, stabilita dall'art. 1294 cod. civ., secondo la quale i condebitori sono ritenuti obbligati in solido, in ragione dell'unicità della prestazione, se dalla legge o dal titolo non risulta diversamente. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito la quale aveva negato che la definizione agevolata operata dal sostituto d'imposta, con riferimento al mancato versamento della ritenuta d'acconto per compensi da lavoro dipendente, spiegasse i propri effetti anche nei confronti del dipendente sostituito). Cassa e decide nel merito, Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia, 11/12/2008

Cassazione civile sez. trib.  10 settembre 2014 n. 19034  

 

Il rapporto che si costituisce tra il sostituto d'imposta e il sostituito è quello dell'obbligazione solidale passiva con il fisco, operando la presunzione stabilita dall'art. 1294 cod. civ., con conseguente applicabilità della relativa disciplina. Ne deriva che la definizione agevolata della controversia (nella specie ai sensi dell'art. 15, comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289), proposta dal sostituto ha effetto anche nei confronti del sostituito, poiché ciò che rileva è l'unicità dell'obbligazione (e quindi del relativo credito), la cui estinzione, benché intervenuta per effetto dell'attività di uno solo degli obbligati, non può che rilevare anche nei confronti degli altri. Cassa e decide nel merito, Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia, 23/10/2008

Cassazione civile sez. trib.  24 luglio 2014 n. 16819  

 

 

Comunione e condominio

In materia di condominio, posto che l'obbligo del condomino di contribuire alle spese necessarie alla conservazione ed al godimento delle parti comuni dell'edificio, alla prestazione dei servizi nell'interesse comune e alle innovazioni deliberate dalla maggioranza trova la sua fonte nella comproprietà delle parti comuni dell'edificio (art. 1123, comma 1, c.c.), va altresì precisato che al pagamento degli oneri condominiali sono tenuti in solido, nei confronti del condominio, tutti i comproprietari di una unità immobiliare sita in condominio, sia perché detto obbligo di contribuzione grava sui contitolari del piano o della porzione di piano inteso come cosa unica) e i comunisti stessi rappresentano, nei confronti del condominio, un insieme), sia in virtù del principio generale dettato dall'art. 1294 cod. civ.

Tribunale Milano sez. XIII  05 settembre 2014 n. 10801

 

In materia di condominio, posto che l'obbligo del condomino di contribuire alle spese necessarie alla conservazione ed al godimento delle parti comuni dell'edificio, alla prestazione dei servizi nell'interesse comune e alle innovazioni deliberate dalla maggioranza trova la sua fonte nella comproprietà delle parti comuni dell'edificio (art. 1123, comma 1, c.c.), va altresì precisato che al pagamento degli oneri condominiali sono tenuti in solido, nei confronti del condominio, tutti i comproprietari di una unità immobiliare sita in condominio, sia perché detto obbligo di contribuzione grava sui contitolari del piano o della porzione di piano inteso come cosa unica) e i comunisti stessi rappresentano, nei confronti del condominio, un insieme), sia in virtù del principio generale dettato dall'art. 1294 cod. civ.

Tribunale Milano sez. XIII  05 settembre 2014 n. 10801  

 

 

Giustizia amministrativa

In via generale, nel rapporto obbligatorio con pluralità di debitori sussiste una presunzione di solidarietà passiva, ai sensi dell'art. 1294 cod. civ., la cui ratio è quella di tutelare l'interesse del creditore ad attivare una sola esecuzione nei confronti del patrimonio prescelto (art. 1292 cod. civ.). Tuttavia, in tema di condanna alle spese di giudizio, da applicare anche al processo amministrativo, la suddetta presunzione di solidarietà passiva è superata dall'art. 97, comma 2, cod. proc. civ., secondo cui, 'se la sentenza non statuisce sulla ripartizione delle spese e dei danni, questa si fa per quote uguali'; tale ultima disposizione normativa che, in effetti, disciplina l'ipotesi della 'responsabilità di più soccombenti', nulla prevede per il caso in cui la condanna alle spese sia disposta in favore, e non già a carico, di più parti. Soccorrono, in tal caso, proprio le disposizioni generali di cui al codice civile secondo cui, in presenza di un rapporto obbligatorio con pluralità di creditori non sussiste alcuna presunzione di solidarietà, nemmeno quando essi invochino la medesima fonte del loro diritto nei confronti del debitore.

T.A.R. Genova (Liguria) sez. II  08 maggio 2014 n. 715  

 

 

Previdenza ed assistenza

In tema di infortuni sul lavoro, quando un danno di cui si chiede il risarcimento è determinato da più soggetti, ciascuno dei quali con la propria condotta contribuisce alla produzione dell'evento dannoso, si configura una responsabilità solidale ai sensi dell'art. 1294 cod. civ. fra tutti costoro, qualunque sia il titolo per il quale ciascuno di essi è chiamato a rispondere, dal momento che, sia in tema di responsabilità contrattuale che extracontrattuale, se un unico evento dannoso è ricollegabile eziologicamente a più persone, è sufficiente, ai fini della responsabilità solidale, che tutte le singole azioni od omissioni abbiano concorso in modo efficiente a produrlo, alla luce dei principi che regolano il nesso di causalità ed il concorso di più cause efficienti nella produzione dei danni (patrimoniali e non) da risarcire. Dichiara inammissibile, App. Taranto, 06/12/2011

Cassazione civile sez. lav.  09 aprile 2014 n. 8372



 
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