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Art. 1296 codice civile: Scelta del creditore per il pagamento

Il debitore ha la scelta di pagare all’uno o all’altro dei creditori in solido, quando non è stato prevenuto da uno di essi con domanda giudiziale (1).


Commento

Debitore: [v. 1175]; Creditore: [v. 1174]; In solido: [v. 1292].

 

Domanda giudiziale: atto con cui una parte, affermando l’esistenza di una situazione e di una norma che la tutela, dichiara di volere che tale norma venga attuata con l’intervento dell’organo giurisdizionale.

 

(1) Non è sufficiente una richiesta informale, ma è necessaria una domanda giudiziale.

 

La norma si riferisce alla solidarietà attiva. Se il debitore adempie ad un creditore diverso da quello che, con domanda giudiziale, gli ha chiesto l’adempimento, il creditore richiedente può scegliere tra: a) proseguire la causa nei confronti del debitore, costringendolo ad adempiere nuovamente (e, questa volta, esattamente); b) chiedere la prestazione al creditore che l’ha indebitamente ricevuta.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, mentre nel giudizio sull'an debeatur è sempre necessaria la partecipazione del responsabile del danno, dovendosi in tale giudizio accertare la concreta responsabilità del sinistro, nel giudizio sul quantum che non si svolga contestualmente al primo, ma sia stato instaurato successivamente alla pronuncia di condanna generica dell'assicuratore e del responsabile, detta partecipazione non è, viceversa, necessaria, atteso che ogni questione sulla responsabilità è ormai definitivamente risolta.

Cassazione civile sez. III  24 febbraio 2004 n. 3659

 

 

Titoli di credito.

La cointestazione congiunta di un assegno bancario non trasferibile non ingenera presunzione di solidarietà "ex parte creditoris" in ordine alla prestazione dedotta nell'obbligazione cartolare. Incorre in responsabilità contrattuale verso il traente la banca girataria per l'incasso di un assegno bancario non trasferibile che non proceda all'esatta individuazione di tutti i prenditori cointestatari secondo le regole della comune diligenza bancaria. Va, altresì, ritenuto responsabile in solido il prenditore-girante che abbia volontariamente, anche se a diverso titolo, concorso nella produzione del danno al traente, beneficiando indebitamente della somma portata dal titolo negoziato. Devesi ritenere ammissibile l'esperibilità dell'"actio mandati contraria" ex art. 1720, comma 2, c.c. da parte del giratario per l'incasso verso il prenditore girante.

Tribunale Brindisi  22 aprile 1991

 

 

Lavoro subordinato

Gli enti con finalità di natura sociale ed educativa, finanziati originariamente dalla Cassa per il Mezzogiorno, ai sensi dell'art. 20 della l. 26 giugno 1965 n. 717, e poi dalle regioni meridionali, subentrate in forza della l. 6 ottobre 1971 n. 853, sono i soli tenuti all'adempimento della obbligazione retributiva nei confronti dei propri dipendenti, senza che tale diretta responsabilità possa estendersi all'ente finanziatore, che in conseguenza non può essere chiamato in garanzia (impropria) per l'assoluta eterogeneità della indicata obbligazione (avente natura contrattuale) rispetto a quella di finanziamento (nascente ex lege) e per l'assenza di qualsiasi collegamento, sia pure indiretto, tra dette obbligazioni, nonché per la non configurabilità al riguardo di una responsabilità solidale dei soggetti delle menzionate obbligazioni, postulando questa, ai sensi dell'art. 1294 c.c., l'unicità del vincolo.

Cassazione civile sez. lav.  01 febbraio 1988 n. 867

 

Gli enti con finalità di natura sociale ed educativa, finanziati originariamente dalla cassa per il mezzogiorno, ai sensi dell'art. 20 della l. 26 giugno 1965 n. 717, e poi dalle regioni meridionali, subentrate in forza della l. 6 ottobre 1971 n. 853, sono i soli tenuti all'adempimento dell'obbligazione retributiva nei confronti dei propri dipendenti, senza che tale diretta responsabilità possa estendersi all'ente finanziatore, che in conseguenza non può essere chiamato in garanzia (impropria) per l'assoluta eterogeneità della indicata obbligazione (avente natura contrattuale) rispetto a quella di finanziamento (nascente "ex lege") e per l'assenza di qualsiasi collegamento, sia pure indiretto, tra dette obbligazioni, nonché per la non configurabilità al riguardo di una responsabilità solidale dei soggetti delle menzionate obbligazioni, postulando questa, ai sensi dell'art. 1294 c.c., l'unicità del vincolo.

Cassazione civile sez. lav.  16 dicembre 1982 n. 6960  

 

 

Assicurazione

In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, mentre nel giudizio sull'an debeatur è sempre necessaria la partecipazione del responsabile del danno, dovendosi in tale giudizio accertare la concreta responsabilità del sinistro, nel giudizio sul quantum che non si svolga contestualmente al primo, ma sia stato instaurato successivamente alla pronuncia di condanna generica dell'assicuratore e del responsabile, detta partecipazione non è, viceversa, necessaria, atteso che ogni questione sulla responsabilità è ormai definitivamente risolta.

Cassazione civile sez. III  24 febbraio 2004 n. 3659  

 

 

Mediazione

In materia di mediazione, l'art. 1758 c.c. non ha carattere di disposizione speciale rispetto al precedente art. 1755, per cui, anche quando la conclusione dell'affare sia stata determinata dalla attività intermediatrice di più persone, soggetto obbligato al pagamento della provvigione è sempre e soltanto ciascuna delle parti che hanno concluso l'affare, mentre la pluralità dei mediatori comporta, data la divisibilità dell'obbligazione, l'applicazione della regola di cui all'art. 1314 c.c. Pertanto, poiché ciascuno dei mediatori, ai sensi del citato art. 1758, ha diritto ad una quota della provvigione, l'obbligato può considerarsi liberato solo quando abbia corrisposto a ciascuno la quota spettantegli, salvo che sia stata espressamente pattuita la solidarietà della obbligazione dal lato attivo, nel qual caso è liberatorio il pagamento dell'intera provvigione ad uno solo dei mediatori e gli altri fanno azione esclusivamente contro quest'ultimo per ottenere la propria parte.

Cassazione civile sez. II  25 marzo 1987 n. 2898  

 

 

Locazione

Il debitore può essere considerato in mora se ha tempestivamente inviato un assegno bancario al creditore e questi l'abbia rifiutato, ritenendolo erroneamente non corrispondente all'importo del proprio credito. Nè il rifiuto di tale assegno, qualora esso sia stato inviato a titolo di corrispettivo della locazione, è giustificato dalla circostanza che l'assegno medesimo sia stato dal conduttore emesso a favore di uno solo dei comproprietari locatori, essendo la scelta del conduttore giustificata, a norma dell'art. 1296 c.c., dal rapporto di solidarietà attiva.

Cassazione civile sez. III  13 giugno 1980 n. 3771  

 



 
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