codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 1297 codice civile: Eccezioni personali

Uno dei debitori in solido non può opporre al creditore le eccezioni personali agli altri debitori.

A uno dei creditori in solido il debitore non può opporre le eccezioni personali agli altri creditori (1).


Commento

Debitore: [v. 1175]; Creditore: [v. 1174]; In solido: [v. 1292].

 

Eccezione: deduzione volta a paralizzare o a ritardare le pretese di chi, in forza di un determinato titolo, vanti il diritto ad una data prestazione.

 

Opporre: contestare una situazione, di diritto o di fatto (un contratto, un’eccezione etc.) nei confronti di qualcuno (un terzo, il creditore etc.).

 

(1) Le eccezioni si distinguono in comuni e personali: le prime incidono su tutti i rapporti obbligatori solidali, le seconde attengono esclusivamente a rapporti dei singoli concreditori o condebitori (es.: il vizio di volontà [v. 1427] di una delle parti).

 

Generalmente delle eccezioni comuni possono avvalersi tutti i condebitori nei confronti del creditore e il debitore nei confronti di tutti i concreditori.

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

La solidarietà attiva fra più creditori sussiste solo se espressamente prevista in un titolo negoziale preesistente alla richiesta di adempimento, non essendo sufficiente all'esistenza del vincolo l'identità qualitativa delle prestazioni (eadem res debita) e delle obbligazioni (eadem causa debendi). L'interesse a negare detta solidarietà non è attribuibile esclusivamente a ciascuno dei creditori, ma appartiene anche al debitore ai fini di un corretto e non pregiudizievole assetto dei rapporti obbligatori (come si evince dall'art. 1297, comma 2, c.c. limitativo della proponibilità delle eccezioni personali), giacché nelle ipotesi di solidarietà attiva il comune debitore non potrebbe opporre al creditore che gli abbia chiesto l'intera prestazione le eccezioni personali ad altro creditore e che a questo il debitore medesimo avrebbe potuto, invece, opporre, nel caso di obbligazione parziale, il cui adempimento egli per la sua parte avrebbe richiesto.

Cassazione civile sez. III  11 giugno 2008 n. 15484

 

La solidarietà attiva nelle obbligazioni non si presume, nemmeno in caso di identità della res debita, ma deve risultare espressamente dalla legge o dal titolo, atteso che nella solidarietà attiva non si riscontra un vantaggio dei creditori solidali, essendo sicuramente avvantaggiato solo il debitore, che si libera dalla prestazione rendendola ad uno qualsiasi dei creditori. Ne consegue che gli effetti interruttivi della prescrizione si verificano esclusivamente in favore di quello tra i creditori che compia atti di interruzione. (Nella specie, relativa a credito nascente da richiesta di restituzione di fondi speciali erogati a seguito di operazione truffaldina, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso l'effetto interruttivo, in favore di altro ente pubblico erogante, della costituzione di parte civile della Regione).

Cassazione civile sez. III  16 maggio 2006 n. 11366  

 

La solidarietà attiva fra più creditori sussiste solo se espressamente prevista in un titolo negoziale preesistente alla richiesta di adempimento, non essendo sufficiente all'esistenza del vincolo l'identità qualitativa delle prestazioni (eadem resdebita) e delle obbligazioni (eadem causa debendi). L'interesse a negare detta solidarietà non è attribuibile esclusivamente a ciascuno dei creditori, ma appartiene anche al debitore ai fini di un corretto e non pregiudizievole assetto dei rapporti obbligatori (vedi art. 1297, comma 2, c.c. limitativo della proponibilità delle eccezioni personali), giacché nelle ipotesi di solidarietà attiva il comune debitore non potrebbe opporre al creditore che gli abbia chiesto l'intera prestazione le eccezioni personali ad altro creditore e che a questo il debitore medesimo avrebbe potuto, invece, opporre, nel caso di obbligazione parziale, il cui adempimento egli per la sua parte avrebbe richiesto.

Cassazione civile sez. II  29 maggio 1998 n. 5316  

 

La solidarietà attiva fra più creditori sussiste solo se espressamente prevista in un titolo negoziale preesistente alla richiesta di adempimento, non essendo sufficiente all'esistenza del vincolo l'identità qualitativa delle prestazioni (eadem res debita) e delle obbligazioni (eadem causa debendi). L'interesse a negare detta solidarietà non è attribuibile esclusivamente a ciascuno dei creditori, ma appartiene anche al debitore ai fini di un corretto e non pregiudizievole assetto dei rapporti obbligatori (vedi art. 1297, comma 2, c.c. limitativo della proponibilità delle eccezioni personali), giacché nelle ipotesi di solidarietà attiva il comune debitore non potrebbe opporre al creditore che gli abbia chiesto l'intera prestazione le eccezioni personali ad altro creditore e che a questo il debitore medesimo avrebbe potuto, invece, opporre, nel caso di obbligazione parziale, il cui adempimento egli per la sua parte avrebbe richiesto.

Cassazione civile sez. II  29 maggio 1998 n. 5316  

 

I condebitori nei cui confronti il debitore che ha adempiuto fa valere il suo diritto di regresso, possono opporre i fatti estintivi, impeditivi o eliminativi del debito comune solo se questi fatti, essendo precedenti alla data di adempimento, avrebbero potuto essere opposti al creditore nel momento dell'adempimento, e non anche se si tratta di fatti successivi, dei quali pretendano di avvantaggiarsi ai danni del coobbligato che ha pagato.

Cassazione civile sez. III  01 marzo 1994 n. 2011  

 

I condebitori nei cui confronti il debitore che ha adempiuto fa valere il suo diritto di regresso, possono opporre i fatti estintivi, impeditivi o limitativi del debito comune solo se questi fatti, essendo precedenti alla data dell'adempimento, avrebbero potuto essere opposti al creditore nel momento dell'adempimento, e non anche se si tratta di fatti successivi, dei quali pretendano di avvantaggiarsi ai danni del coobbligato che ha pagato.

Cassazione civile sez. III  01 marzo 1994 n. 2011  

 

 

Società

In presenza di una cessione, da parte di una società di persone, della propria azienda ad altro soggetto, senza che la cedente sia stata liberata dai debiti relativi all'azienda ceduta, la determinazione di una situazione di coobbligazione solidale fra la cedente ed il cessionario verso i creditori per detti debiti, non determina a favore del socio illimitatamente responsabile della società cedente una estensione del beneficio della preventiva escussione ex art. 2268 e 2304 c.c., di modo da abilitarlo ad opporre al creditore che gli richieda il pagamento non solo l'operatività di tale beneficio con riguardo al patrimonio della società cedente, ma anche con riferimento al patrimonio del cessionario, atteso che il suddetto beneficio concerne solo il rapporto fra il socio e la società cui partecipa e tenuto conto, d'altro canto, che la solidarietà non implica che tutti i condebitori siano tenuti nella stessa posizione.

Cassazione civile sez. I  05 novembre 1999 n. 12310

 

 

Guerra

Con riguardo ad imposta straordinaria sugli utili di guerra e di contingenza dovuta da una società di capitali, l'obbligazione posta a carico degli amministratori e liquidatori della società medesima, a norma dell'art. 16 del r.d.l. 27 maggio 1946 n. 436, pur configurando un debito solidale, che insorge per la sola qualità dei predetti soggetti ed indipendentemente da un loro inadempimento colposo non ha natura tributaria in senso proprio. Pertanto, prima della nuova disciplina introdotta dall'art. 36 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, il quale anche per la responsabilità di detti amministratori e liquidatori contempla il ricorso alle commissioni tributarie di cui al d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 636, deve ritenersi che i medesimi amministratori e liquidatori possano direttamente adire il giudice ordinario, per un accertamento negativo dell'indicata obbligazione, senza che si renda necessario il preventivo esperimento di ricorsi amministrativi, ed anche in pendenza di esecuzione esattoriale.

Cassazione civile sez. un.  28 aprile 1986 n. 2955  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti