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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1299 codice civile: Regresso tra condebitori

Il debitore in solido che ha pagato l’intero debito può ripetere dai condebitori soltanto la parte di ciascuno di essi (1).

Se uno di questi è insolvente, la perdita si ripartisce per contributo tra gli altri condebitori, compreso quello che ha fatto il pagamento (2).

La stessa norma si applica qualora sia insolvente il condebitore nel cui esclusivo interesse l’obbligazione era stata assunta (3).


Commento

(1) V. nota (1) sub art. 1298.

 

(2) Ad esempio, Tizio, Caio e Sempronio sono tenuti in solido al pagamento di 90. Tizio paga l’intero debito e ha diritto al rimborso di 60 (30 nei confronti di Caio e 30 nei confronti di Sempronio). Ma se Caio è inadempiente, la perdita della sua prestazione (30) si ripartisce tra Tizio e Sempronio, che dovranno sopportare da soli l’intero debito (90), nella misura di 45 a testa. Ecco che Tizio potrà pretendere da Caio non 30, bensì 45.

 

(3) Si supponga, nell’esempio della nota precedente, che Caio sia debitore principale, garantito e Tizio e Sempronio fideiussori.

 

Il condebitore che esegue la prestazione può ottenere il rimborso nei confronti degli altri condebitori mediante due azioni: l’azione di regresso e di surrogazione (legale [v. 1203 n. 3]).

Con la prima il condebitore esercita un diritto nuovo ed autonomo, sorto a seguito del pagamento, mentre con la seconda il condebitore acquista il diritto che già spettava al creditore nei confronti dei condebitori.

 


Giurisprudenza annotata

Matrimonio

In materia di mantenimento dei figli, è noto che il rimborso delle spese spettanti al genitore che ha provveduto al mantenimento del figlio in via esclusiva, ancorché trovi titolo nell'obbligazione legale di mantenimento imputabile anche all'altro genitore, ha natura in senso lato indennitaria, essendo diretto ad indennizzare il genitore che ha riconosciuto il figlio per gli esborsi sostenuti da solo per il mantenimento della prole; il giudice di merito può, allora, utilizzare il criterio equitativo per determinare le somme dovute a titolo di rimborso, dal momento che è principio generale che l'equità costituisca criterio di valutazione del pregiudizio, non solo in ipotesi di responsabilità extracontrattuale, ma anche con riguardo ad indennizzi o indennità.

Tribunale Milano sez. IX  05 settembre 2014 n. 10790  

 

In materia di mantenimento dei figli, è noto che il rimborso delle spese spettanti al genitore che ha provveduto al mantenimento del figlio in via esclusiva, ancorché trovi titolo nell'obbligazione legale di mantenimento imputabile anche all'altro genitore, ha natura in senso lato indennitaria, essendo diretto ad indennizzare il genitore che ha riconosciuto il figlio per gli esborsi sostenuti da solo per il mantenimento della prole; il giudice di merito può, allora, utilizzare il criterio equitativo per determinare le somme dovute a titolo di rimborso, dal momento che è principio generale che l'equità costituisca criterio di valutazione del pregiudizio, non solo in ipotesi di responsabilità extracontrattuale, ma anche con riguardo ad indennizzi o indennità.

Tribunale Milano sez. IX  05 settembre 2014 n. 10790  

 

 

Imposta di registro

Il venditore che abbia pagato l'imposta integrativa di registro a seguito di concordato fiscale concluso con l'Amministrazione, senza coinvolgere nel procedimento di accertamento con adesione l'acquirente, non ha azione di regresso verso quest'ultimo, il cui diritto postula, ai sensi degli art. 1299 e 1203 n. 3, cod. civ., l'adempimento di un' obbligazione del terzo, la cui esistenza ed entità siano divenute certe per fatti o atti giuridici opponibili a questi. Rigetta, App. Bari, 15/09/2009

Cassazione civile sez. III  07 maggio 2014 n. 9859  

 

Qualora lo scioglimento della comunione ereditaria avvenga per sentenza, e non per negozio, l'imposta di registro, quale costo per la fruizione del servizio pubblico dell'amministrazione della giustizia, è a carico di tutte le parti del giudizio di divisione, sicché il condividente, assegnatario del compendio, che abbia pagato l'intera imposta ha diritto di regresso nei confronti degli altri condividenti, debitori solidali verso il fisco. Rigetta, Trib. Venezia sez. dist. Dolo, 13/10/2011

Cassazione civile sez. VI  14 febbraio 2014 n. 3532

 

 

Impugnazioni civili

L'appello incidentale tardivo proposto da un coobbligato solidale al risarcimento del danno avverso la sentenza che ne afferma la responsabilità, con altri convenuti, nei confronti dell'attore e ne accerta anche la percentuale ascrivibile a ciascuno di loro, è inammissibile qualora il gravame principale sia stato instaurato da altri coobbligati al solo fine della rideterminazione delle colpe di ciascuno, sorgendo, in tal caso, l'interesse del primo ad impugnare direttamente per effetto di una tale pronuncia, e non come conseguenza del descritto gravame, in quanto il diverso contenuto economico da esso eventualmente derivante per la suddetta declaratoria di responsabilità costituisce una conseguenza di mero fatto, irrilevante, peraltro, nei confronti dell'attore, rispetto al quale, in ipotesi di pluralità di responsabili, rimane è del tutto indifferente la graduazione delle rispettive colpe. Rigetta, App. Milano, 20/02/2007

Cassazione civile sez. I  27 agosto 2013 n. 19584  

 

L'esistenza di un vincolo di solidarietà passiva tra più convenuti in distinti e riuniti giudizi di risarcimento dei danni genera un litisconsorzio processuale, per dipendenza della causa da quella intrapresa dall'attore, solo quando almeno uno dei primi chieda accertarsi la responsabilità esclusiva di altro tra loro, ovvero rideterminarsi, nell'ambito di un'azione di regresso anticipato, la percentuale di responsabilità ad essi ascrivibile "pro quota", in tal modo presupponendo, sia pure in via eventuale e subordinata, la corresponsabilità affermata dall'attore. Rigetta, App. Milano, 20/02/2007

 Cassazione civile sez. I  27 agosto 2013 n. 19584

 

 

Edilizia ed urbanistica

L'assunzione, da parte del proprietario del fondo, degli oneri relativi alle opere di urbanizzazione primaria e di una quota degli oneri delle opere di urbanizzazione secondaria (cui è subordinata l'autorizzazione per la lottizzazione) costituisce un'obbligazione "propter rem", dovendo dette opere essere eseguite da coloro che sono proprietari al momento del rilascio della concessione edilizia, i quali ben possono essere soggetti diversi da quelli che stipularono la convenzione, per avere da questi acquistato una parte del suolo su cui far sorgere singoli (o gruppi di) lotti. Tuttavia, la natura reale dell'obbligazione non riguarda le persone che utilizzano le opere di urbanizzazione da altri realizzate per una loro diversa edificazione, senza avere con questi ultimi alcun rapporto, e che, per ottenere la loro diversa concessione edilizia, sono tenute a pagare al Comune concedente, per loro conto, i relativi oneri di urbanizzazione. Conseguentemente, se la qualificazione di obbligazione "propter rem" ha rilievo nel rapporto tra Comune e soggetto proprietario dell'area fabbricabile (cui viene rilasciato il provvedimento permissivo della costruzione), al di fuori di tale rapporto, qualora il soggetto titolare del provvedimento concessorio, avendo eseguito le opere di urbanizzazione, intenda rivalersi della spesa già sostenuta presso i diversi soggetti successivamente divenuti proprietari della medesima area fabbricabile, tale prestazione è ottenibile soltanto in virtù di un'espressa pattuizione negoziale, nella quale non rileva più il carattere reale dell'obbligazione. | Rigetta, App. Brescia, 23/05/2006

Cassazione civile sez. II  28 giugno 2013 n. 16401  



 
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