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Art. 1304 codice civile: Transazione

La transazione fatta dal creditore con uno dei debitori in solido non produce effetto nei confronti degli altri, se questi non dichiarano di volerne profittare (1).

Parimenti, se è intervenuta tra uno dei creditori in solido e il debitore, la transazione non ha effetto nei confronti degli altri creditori, se questi non dichiarano di volerne profittare.


Commento

Creditore: [v. 1174]; Debitore: [v. 1175]; In solido: [v. 1292].

 

Transazione: strumento di agile e sollecita composizione informale e stragiudiziale di liti attuali e future: l’una parte modifica, in tutto o in parte, le sue pretese in cambio di una concessione da parte dell’altra.

 

(1) La norma si riferisce solo alla transazione stipulata per l’intero debito solidale.


Giurisprudenza annotata

Transazione

In caso di accordo tra debitore, garante del proprio concordato fallimentare, e creditore, di cui il fideiussore del primo abbia dichiarato di voler profittare, eccependo, in sede di opposizione al piano di riparto, la conseguente estinzione di ogni pretesa da parte dell'assegnatario, occorre valutare se si tratti di mera remissione parziale o di effettiva transazione ed, in quest'ultimo caso, se essa verta sulle obbligazioni originarie oppure sugli obblighi nascenti dalla sentenza di omologazione del concordato, ed, infine, se il coobbligato in solido abbia tempestivamente e correttamente esercitato la facoltà di cui all'art. 1304 cod. civ. Cassa con rinvio, App. Trieste, 06/04/2007

Cassazione civile sez. I  31 ottobre 2014 n. 23262  

 

 

Obbligazioni e contratti

In ipotesi di transazione fatta dal creditore con taluno dei debitori in solido, il residuo debito gravante sugli altri debitori in solido è destinato a ridursi in misura corrispondente all'ammontare di quanto pagato dal condebitore che ha transatto, solo se costui ha versato una somma pari o superiore alla sua quota ideale di debito; se invece il pagamento è stato inferiore alla quota che faceva idealmente capo al condebitore che ha raggiunto l'accordo transattivo, il debito residuo gravante sugli altri coobbligati deve essere ridotto in misura proporzionale alla quota di chi ha transatto, giacché la transazione parziaria non può né condurre ad un incasso superiore all'ammontare complessivo del credito originario, né determinare un aggravamento della posizione dei condebitori rimasti estranei all'accordo.

Cassazione civile sez. III  20 ottobre 2014 n. 22231  

 

La dichiarazione del condebitore di voler profittare della transazione stipulata con il creditore dal condebitore in solido ai sensi dell'art. 1304, primo comma, cod. civ. non costituisce un'eccezione da far valere nei tempi e nei modi processuali ad essa pertinenti, bensì un diritto potestativo esercitabile anche nel corso del processo, senza requisiti di forma né limiti di decadenza. Rigetta, App. Milano, 19/06/2007

Cassazione civile sez. II  25 settembre 2014 n. 20250  

 

La disposizione di cui all'art. 1304, primo comma, cod. civ., secondo cui la transazione fatta dal creditore con uno dei debitori solidali giova agli altri che dichiarino di volerne profittare, si riferisce soltanto alla transazione stipulata per l'intero debito solidale e non è quindi applicabile quando la transazione è limitata al solo rapporto interno del debitore che la stipula. Cassa e decide nel merito, Trib. Roma, 13/05/2008

Cassazione civile sez. III  11 luglio 2014 n. 15895  

 

Il diritto potestativo di aderire, nel caso di obbligazione solidale, alla transazione stipulata da altri - ai sensi dell'art. 1304 c.c.- deve ritenersi tacitamente rinunciato ove l'interessato opti per la instaurazione o la prosecuzione della lite, invece che per la chiusura transattiva della stessa. L'instaurazione o la prosecuzione della lite - infatti - sono logicamente antitetiche rispetto alla volontà di transigere, né potrebbe ammettersi che chi sia ormai parte in giudizio si riservi di manifestare in seguito quella volontà, perché ne deriverebbe uno squilibrio inammissibile del processo, il destino del quale sarebbe condizionato dalla volontà unilaterale di una parte, investita del potere di farlo cessare o porne nel nulla gli effetti in ogni momento "secundum eventum litis", in contrasto con il principio di parità delle parti processuali.

Cassazione civile sez. I  11 luglio 2013 n. 17198

 

In tema di obbligazioni solidali, il diritto potestativo di aderire alla transazione stipulata da altri, alla stregua dell'art. 1304 cod. civ., deve considerarsi tacitamente rinunciato laddove l'interessato opti per la instaurazione o la prosecuzione della lite, invece che per la sua chiusura transattiva, essendo le prime due descritte condotte logicamente antitetiche rispetto all'intenzione di transigere, né potendosi condizionare il destino del processo alla volontà unilaterale di una parte, investita del potere di farlo cessare o di vanificarne gli effetti "secundum eventum litis", in violazione del principio di parità dei contendenti. Cassa con rinvio, App. Venezia, 18/08/2005

Cassazione civile sez. I  11 luglio 2013 n. 17198  

 

Ove la transazione intercorsa tra i parenti della vittima di un sinistro stradale ed una delle compagnie coobbligate in solido si riferisca alla sola quota interna del condebitore che la stipula, la transazione non interferisce sulla quota interna degli altri condebitori. Ne deriva l'automatico scioglimento del vincolo solidaristico tra condebitori che, pertanto, restano obbligati nei limiti della propria quota senza poter invocare l'operatività dell'art. 1304 c.c.

Cassazione civile sez. III  17 gennaio 2013 n. 1025

 

In tema di transazione, la disposizione di cui all'art. 1304 comma 1 c.c., secondo cui la transazione fatta dal creditore con uno dei debitori solidali giova agli altri che dichiarino di volerne profittare, si riferisce soltanto alla transazione avente ad oggetto l'intera obbligazione solidale, mentre quando essa è limitata alla sola quota interna del debitore che la stipula, la transazione non interferisce sulla quota interna degli altri condebitori; in questo caso, infatti, si riduce l'intero debito dell'importo corrispondente alla quota transatta, con il conseguente automatico scioglimento del vincolo solidale fra lo stipulante e gli altri condebitori, i quali pertanto rimangono obbligati nei limiti della loro quota. (Fattispecie in tema di sinistro stradale a seguito del quale il danneggiato aveva transatto il risarcimento con alcuni condebitori, dichiarando espressamente di voler liberare soltanto costoro dalla relativa obbligazione).

Cassazione civile sez. III  24 gennaio 2012 n. 947  

 

 

Ingiunzione in materia civile

Promossa una procedura esecutiva sulla base di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, in pendenza del giudizio di opposizione ex art. 645 c.p.c. il titolo esecutivo resta - fino al momento del passaggio in giudicato della sentenza che rigetti la proposta opposizione - il provvedimento monitorio, sicché è in relazione ad esso che deve individuarsi l'eventuale sopravvenienza di un fatto estintivo dell'obbligazione. (Nel caso di specie, intervenuta successivamente al provvedimento di esecutorietà del decreto ingiuntivo, e prima del passaggio in giudicato della sentenza relativa all'opposizione ex art. 645 c.p.c., sia la transazione tra uno degli obbligati in solido ed il creditore, che la dichiarazione degli altri condebitori solidali di volerne profittare ai sensi dell'art. 1304 c.c., sono state ritenute ammissibili le opposizioni all'esecuzione proposte da questi ultimi sul presupposto della sopravvenuta estinzione dell'obbligazione).

Cassazione civile sez. III  05 marzo 2013 n. 5381  



 
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