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Art. 1309 codice civile: Riconoscimento del debito

Il riconoscimento del debito fatto da uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo agli altri; se è fatto dal debitore nei confronti di uno dei creditori in solido, giova agli altri.


Commento

Debitore: [v. 1175]; Creditore: [v. 1174]; In solido: [v. 1292].

 

Riconoscimento del debito: dichiarazione con cui un soggetto riconosce di avere un debito verso un altro soggetto.


Giurisprudenza annotata

Fideiussione

Il rapporto di subordinazione e dipendenza dell'obbligazione fideiussoria, rispetto a quella principale, si riflette necessariamente sul problema della prova, onde il giudice chiamato ad accertare, nei confronti del fideiussore, l'esistenza e l'ammontare del debito garantito può utilizzare gli atti giuridici che hanno interessato detto rapporto con il debitore principale, oltre che, in genere, ogni scritto e comportamento proveniente da terzi, nonché dallo stesso fideiussore, per ricavarne la prova anche nei suoi confronti. Rigetta, App. Roma, 31/10/2005

Cassazione civile sez. I  12 luglio 2013 n. 17261  

 

Il rapporto di subordinazione e dipendenza dell'obbligazione fideiussoria rispetto a quella principale si riflette necessariamente sul problema della prova, nel senso che il giudice chiamato ad accertare, nei confronti del fideiussore, l'esistenza e l'ammontare del debito garantito può utilizzare gli atti giuridici posti in essere dal debitore principale e le scritture contabili relative a tale rapporto, oltre che, in genere, ogni scritto proveniente da terzi, per trarne elementi indiziari conducenti, nel loro complesso, ad una valida prova presuntiva contro il fideiussore. (In applicazione di tale principio, la S.C., ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto sufficiente, a prova dell'apertura di credito, una lettera inviata dalla società debitrice principale alla banca creditrice).

Cassazione civile sez. I  18 dicembre 2007 n. 26674

 

 

Assicurazione

Le dichiarazioni contenute nel modulo di constatazione amichevole, firmato da entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro, assumono il valore di una confessione stragiudiziale ex art. 2735 c.c., con efficacia di piena prova a carico del confitente. Tale confessione stragiudiziale, non diversamente da quanto accade per la confessione giudiziale, va liberamente valutata e apprezzata anche nei confronti degli altri coobbligati in solido, individuati nel proprietario del mezzo (ex art. 2054 comma 3) e nell'assicuratore (in forza della l. n. 990 del 1969) potendo produrre effetti anche in capo a questi ultimi laddove sussistano ulteriori elementi indiziari tali da confermare il contenuto delle dichiarazioni di responsabilità e non siano state proposte prove in senso contrario, tese ad infirmare il valore della dichiarazione confessoria.

Tribunale Catania  01 aprile 1998

 

 

Imposta di registro

Ai sensi dell'art. 1309 c.c., gli effetti degli atti e dei comportamenti pregiudizievoli compiuti da uno dei condebitori solidali non si comunicano agli altri, che quindi non subiscono, in dipendenza di questi atti e comportamenti, nessuna limitazione nelle loro possibilità di difesa; pertanto, nel caso di vendita di un appezzamento di terreno destinato alla costruzione di case economiche popolari, qualora il venditore abbia definito la controversia tributaria con la concessione dei benefici previsti dall'art. 32 comma 2 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 601, illegittimamente l'ufficio richiede allo stesso il pagamento della normale imposta di registro ed accessori in conseguenza della definitività dell'accertamento per mancata impugnativa della parte acquirente, richiamando l'art. 55 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 634 che sancisce, per l'imposta di registro ed accessori, l'obbligo solidale delle parti contraenti.

Comm. trib. centr. sez. XXVII  16 dicembre 1991 n. 8809  

 

In tema di imposta di registro, la presunzione che la denuncia del corrispettivo di un contratto, fatta da uno dei contraenti, sia stata eseguita anche in rappresentanza o su mandato dell'altro, ha carattere relativo, nè può tradursi in un riconoscimento vincolante per il condebitore solidale (art. 1309 c.c.), e pertanto, non osta a che il contraente non denunciante possa contestare l'imposizione effettuata sulla base della denuncia stessa, fornendo la prova contraria.

Cassazione civile sez. un.  16 gennaio 1980 n. 375

 

Il venditore che abbia pagato l'imposta integrativa di registro a seguito di concordato fiscale concluso con l'Amministrazione, senza coinvolgere nel procedimento di accertamento con adesione l'acquirente, non ha azione di regresso verso quest'ultimo, il cui diritto postula, ai sensi degli art. 1299 e 1203 n. 3, cod. civ., l'adempimento di un' obbligazione del terzo, la cui esistenza ed entità siano divenute certe per fatti o atti giuridici opponibili a questi. Rigetta, App. Bari, 15/09/2009

Cassazione civile sez. III  07 maggio 2014 n. 9859  

 

 

Prescrizione

L'efficacia dell'atto interruttivo della prescrizione è circoscritta, sia dal lato attivo che da quello passivo, ai soggetti di tale atto (il quale sul piano sostanziale è un negozio unilaterale recettizio), senza alcuna influenza sulle posizioni di terzi, salve le particolari ipotesi di cui agli art. 1309, 1310, comma 1, e 1957, comma 4, c.c.; pertanto, l'atto interruttivo rivolto ad una persona fisica in proprio non estende la sua efficacia, qualunque ne sia il contenuto, nei confronti della società di cui tale persona sia organo, rimanendo pur sempre distinte le due soggettività e, quindi, differenziate le rispettive posizioni sostanziali e processuali.

Cassazione civile sez. lav.  22 marzo 1991 n. 3074  

 

 

Circolazione stradale

Qualora l'unico elemento probatorio sulla dinamica di un sinistro stradale sia rappresentato dalla confessione, redatta per iscritto su di un modulo di constatazione amichevole, della propria responsabilità da parte di uno dei conducenti coinvolti nell'incidente, questa può fare stato solo nei confronti di chi l'ha resa e non nei confronti del coobbligato in solido.

Tribunale Roma  27 maggio 1996



 
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