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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1310 codice civile: Prescrizione

Gli atti con i quali il creditore interrompe la prescrizione contro uno dei debitori in solido, oppure uno dei creditori in solido interrompe la prescrizione contro il comune debitore, hanno effetto riguardo agli altri debitori o agli altri creditori (1).

La sospensione della prescrizione nei rapporti di uno dei debitori o di uno dei creditori in solido non ha effetto riguardo agli altri. Tuttavia il debitore che sia stato costretto a pagare ha regresso contro i condebitori liberati in conseguenza della prescrizione (2).

La rinunzia alla prescrizione (3) fatta da uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo agli altri; fatta in confronto di uno dei creditori in solido, giova agli altri. Il condebitore che ha rinunziato alla prescrizione non ha regresso verso gli altri debitori liberati in conseguenza della prescrizione medesima.


Commento

Interruzione della prescrizione: [v. 2943]; Debitore: [v. 1175]; Creditore: [v. 1174]; In solido: [v. 1292]; Sospensione della prescrizione: [v. 2941]; Regresso: [v. 1299].

 

Prescrizione: causa di estinzione del diritto, che si determina a seguito dell’inerzia o del non esercizio da parte del titolare di esso, protrattosi per un periodo di tempo determinato dalla legge [v. 2934].

 

(1) Ad esempio, Tizio e Caio sono debitori in solido nei confronti di Sempronio, il quale costitui sce in mora [v. 1219] Tizio, interrompendo così la prescrizione anche nei confronti di Caio (non si estende a Caio, invece, la costituzione in mora [v. 1308]).

 

(2) Per quanto riguarda, invece, la sospensione della prescrizione, gli effetti non si estendono agli altri consorti. Ciò si giustifica in quanto la sospensione, a differenza dell’interruzione, deriva sempre da cause strettamente personali del soggetto per cui si verifica.

 

(3) Con la rinuncia di un condebitore ad avvalersi dell’estinzione dell’obbligazione per prescrizione, si torna al solito criterio delle obbligazioni solidali, valevoli sia nei rapporti esterni che in quelli interni: gli effetti pregiudizievoli di un atto compiuto da alcuno dei condebitori non si estendono agli altri.

 


Giurisprudenza annotata

Sanzioni amministrative

In tema di sanzioni amministrative, ai fini della decorrenza del termine quinquennale di prescrizione previsto dall’art. 28 l. n. 689 del 1981, la notifica del processo verbale di contestazione all’obbligato in solido ex art. 6 comma 3 l. n. 689 cit. effettuata successivamente a quella nei confronti dell’autore dell’illecito comporta, ai sensi dell’art. 1310 comma 1 c.c., la decorrenza di un ulteriore termine di prescrizione quinquennale per quest’ultimo.

Tribunale Roma sez. II  01 ottobre 2014 n. 14085  

 

 

Fallimento

La presentazione dell'istanza di insinuazione al passivo fallimentare, equiparabile all'atto con cui si inizia un giudizio, determina, ai sensi dell'art. 2945 comma 2 c.c., l'interruzione della prescrizione del credito, con effetti permanenti fino alla chiusura della procedura concorsuale, anche nei confronti del condebitore solidale del fallito, ai sensi dell'art. 1310 comma 1 c.c. (In applicazione del principio, la S.C. ha annullato con rinvio la decisione con cui il giudice di merito aveva accolto l'opposizione a precetto proposta da uno dei coobbligati solidali del fallito, sul presupposto dell'intervenuta prescrizione decennale, nei suoi riguardi, del credito oggetto di un provvedimento monitorio dal medesimo condebitore, mentre, per contro, la presentazione dell'istanza di insinuazione del credito nel passivo fallimentare aveva dispiegato efficacia interruttiva anche nei confronti di tale soggetto). Cassa con rinvio, Trib. Benevento, 26/06/2008

Cassazione civile sez. III  17 luglio 2014 n. 16408  

 

La presentazione dell'istanza di insinuazione del credito nel passivo fallimentare, equiparabile all'atto con cui si inizia un giudizio, determina l'interruzione della prescrizione del credito medesimo con effetti permanenti fino alla chiusura della procedura concorsuale, in applicazione del principio generale fissato dall'art. 2945, comma secondo, c.c. e tale interruzione opera ai sensi dell'art. 1310, comma primo, c.c., anche nei confronti del condebitore solidale del fallito, pur se questi non abbia opposto, diversamente dagli altri condebitori solidali, il decreto ingiuntivo, sia pure con riferimento, per il predetto obbligato, al termine di prescrizione dell'actio iudicati.

Cassazione civile sez. III  17 luglio 2014 n. 16408  

 

 

Prescrizione e decadenza in materia civile

In tema di responsabilità per danni da circolazione di veicoli a motore, la natura solidale dell'obbligazione risarcitoria a carico dell'assicuratore, del proprietario del veicolo ed eventualmente del conducente, comporta che, ai fini della prescrizione del diritto risarcitorio, gli atti interruttivi compiuti dal danneggiato nei confronti dell'assicuratore esplichino efficacia anche nei riguardi del proprietario e del conducente del veicolo danneggiante, in applicazione del principio sancito nell'art. 1310 cod. civ., che estende a tutti i debitori solidali dell'obbligazione l'efficacia interruttiva della prescrizione, derivante da qualunque atto compiuto nei confronti di uno di essi. Rigetta, App. Roma, 27/06/2007

Cassazione civile sez. III  27 giugno 2014 n. 14636  

 

L'efficacia interruttiva della prescrizione contro uno dei debitori, da qualunque atto derivi, ha effetto riguardo agli altri debitori, ex art. 1310 c.c. tutte le volte in cui sia configurabile una solidarietà fra i condebitori e la controversia si risolva nel riconoscimento di tale solidarietà, come nel caso dell'imputabilità del fatto dannoso a più persone, ai sensi dell'art. 2055 c.c.

Tribunale Bari sez. III  18 marzo 2013

 

 

Assicurazione

Il giudizio per responsabilità civile automobilistica, in cui si costituisca l'impresa assicuratrice del danneggiante in liquidazione coatta amministrativa ed eccepisca la prescrizione del diritto risarcitorio del danneggiato, mentre resti contumace l'impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, può concludersi con la sola condanna di quest'ultima, non giovando ai coobbligati solidali, in forza dell'art. 1310 cod. civ., l'eccezione di prescrizione sollevata da uno solo di essi. Rigetta, App. Salerno, 25/05/2007

Cassazione civile sez. III  07 maggio 2014 n. 9858  

 

 

Usucapione

Gli atti interruttivi dell'usucapione, posti in essere nei confronti di uno dei compossessori, non hanno effetto interruttivo nei confronti degli altri, in quanto il principio di cui all'art. 1310 c.c. secondo cui gli atti interruttivi contro uno dei debitori in solido interrompono la prescrizione contro il comune creditore con effetto verso gli altri debitori, trova applicazione in materia di diritti di obbligazione e non di diritti reali, per i quali non sussiste vincolo di solidarietà, dovendosi, invece, fare riferimento ai singoli comportamenti dei compossessori, che giovano o pregiudicano solo coloro che li hanno (o nei cui confronti sono stati) posti in essere.

Cassazione civile sez. II  25 ottobre 2013 n. 24165  

 

 

Responsabilità civile

Il diritto al risarcimento dei danni per omessa o tardiva trasposizione da parte del legislatore italiano nel termine prescritto delle direttive comunitarie (nella specie, le direttive n. 75/362/Cee e n. 82/76/Cee, non autoesecutive, in tema di retribuzione della formazione dei medici specializzandi) va ricondotto allo schema della responsabilità contrattuale per inadempimento dell'obbligazione ex lege dello Stato, di natura indennitaria. Ne consegue che, essendo lo Stato italiano l'unico responsabile di detto inadempimento e, dunque, l'esclusivo legittimato passivo in senso sostanziale, non è configurabile una responsabilità, neppure solidale, delle Università presso le quali la specializzazione venne acquisita, con l'ulteriore conseguenza che l'eccezione di prescrizione sollevata dall'Università evocata in giudizio non può giovare all'Amministrazione statale anch'essa convenuta.

Cassazione civile sez. III  11 novembre 2011 n. 23558

 

 



 
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