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Art. 1311 codice civile: Rinunzia alla solidarietà

Il creditore che rinunzia alla solidarietà a favore di uno dei debitori conserva l’azione in solido contro gli altri (1).

Rinunzia alla solidarietà:

1) il creditore che rilascia a uno dei debitori quietanza per la parte di lui senza alcuna riserva (2);

2) il creditore che ha agito giudizialmente contro uno dei debitori per la parte di lui, se questi ha aderito alla domanda (4), o se è stata pronunciata una sentenza di condanna.


Commento

Creditore: [v. 1174]; Solidarietà: [v. 1292]; Quietanza: [v. 1199]; Domanda (giudiziale): [v. 1296].

 

Azione in solido: potere di chiedere l’adempimento a una pluralità di debitori solidali [v. 1292].

 

Sentenza di condanna: atto con il quale il giudice, decidendo una causa, condanna una o più parti a dare, fare o non fare qualcosa nei confronti di qualcuno.

 

(1) Normalmente, quindi, il creditore conserva il potere di chiedere l’adempimento agli altri debitori solidali secondo le normali regole della solidarietà (il beneficio, dunque, rimane limitato al debitore cui è stato concesso).

 

(2) Senza riserva di richiedere il restante credito.

 

(3) Se cioè il debitore chiamato in giudizio per il pagamento della sola sua quota ha consentito ad esso (o se il giudice lo ha condannato in tale senso).

 

(4) Tradizionalmente si considerano queste due fattispecie quali ipotesi di presunzioni di rinuncia alla solidarietà ed è controverso se sia ammissibile la prova contraria [v. 1312].


Giurisprudenza annotata

Circolazione stradale

La domanda di risarcimento dei danni proposta dal terzo trasportato di uno dei mezzi nei confronti del solo conducente dell'altro non implica rinuncia tacita alla solidarietà, gravante su entrambi i conducenti riconosciuti corresponsabili del sinistro, non ricorrendo nessuna delle ipotesi previste dall'art. 1311 cc. secondo le quali la presunzione di rinuncia alla solidarietà si verifica soltanto se il creditore rilasci quietanza "per la parte di lui", senza riserve per il credito residuo, ovvero se abbia agito giudizialmente "pro quota", con l'adesione del debitore convenuto. Nell'ipotesi in cui il convenuto in giudizio chiami in causa un terzo, indicandolo come il soggetto tenuto a rispondere della pretesa dell'attore, la domanda attorea si estende automaticamente al terzo, pur in mancanza di apposita istanza, dovendosi individuare il vero responsabile nel quadro di un rapporto oggettivamente unitario.

Tribunale Bari sez. III  12 marzo 2014 n. 1311  

 

Nel caso di scontro tra veicoli, la proposizione dell'azione giudiziaria per il conseguimento dell'intero risarcimento, da parte del terzo trasportato di uno dei mezzi, soltanto nei confronti del conducente dell'altro mezzo, non implica rinuncia tacita alla solidarietà, gravante su entrambi i conducenti riconosciuti corresponsabili dello scontro, non ricorrendo nessuna delle ipotesi previste dall'art. 1311 c.c., con la conseguenza che il conducente che ha risarcito il danneggiato ha regresso nei riguardi dell'altro conducente nella misura del corrispondente grado di colpa.

Cassazione civile sez. III  08 novembre 2012 n. 19298

 

 

Obbligazioni e contratti

In tema di obbligazioni solidali, il diritto potestativo di aderire alla transazione stipulata da altri, alla stregua dell'art. 1304 cod. civ., deve considerarsi tacitamente rinunciato laddove l'interessato opti per la instaurazione o la prosecuzione della lite, invece che per la sua chiusura transattiva, essendo le prime due descritte condotte logicamente antitetiche rispetto all'intenzione di transigere, né potendosi condizionare il destino del processo alla volontà unilaterale di una parte, investita del potere di farlo cessare o di vanificarne gli effetti "secundum eventum litis", in violazione del principio di parità dei contendenti. Cassa con rinvio, App. Venezia, 18/08/2005

Cassazione civile sez. I  11 luglio 2013 n. 17198

 

La transazione stipulata da uno dei condebitori solidali non consente agli altri di profittarne e non comporta l'estinzione integrale dell'obbligazione se non nei casi in cui il creditore abbia rinunciato all'intera pretesa. Il criterio per distinguere il tipo di transazione che consente ai condebitori estranei di profittarne rispetto a quello che non lo consente è ravvisabile nell'oggetto della transazione (l'intera obbligazione solidale ovvero la quota interna del condebitore stipulante).

Cassazione civile sez. III  24 gennaio 2012 n. 947  

 

La transazione tra uno dei condebitori solidali e il creditore produce effetto nei confronti degli altri, se questi dichiarano di volerne profittare, soltanto qualora l'accordo transattivo riguardi l'intero debito solidale, mentre ove tale negozio sia limitato alla quota interna del debitore solidale stipulante, si riduce l'intero debito dell'importo corrispondente alla quota oggetto di transazione, con il conseguente scioglimento del vincolo solidale fra lo stipulante e gli altri condebitori, i quali pertanto rimangono obbligati nei limiti della loro quota.

Cassazione civile sez. III  24 gennaio 2012 n. 947  

 

In tema di transazione, la disposizione di cui all'art. 1304 comma 1 c.c., secondo cui la transazione fatta dal creditore con uno dei debitori solidali giova agli altri che dichiarino di volerne profittare, si riferisce soltanto alla transazione avente ad oggetto l'intera obbligazione solidale, mentre quando essa è limitata alla sola quota interna del debitore che la stipula, la transazione non interferisce sulla quota interna degli altri condebitori; in questo caso, infatti, si riduce l'intero debito dell'importo corrispondente alla quota transatta, con il conseguente automatico scioglimento del vincolo solidale fra lo stipulante e gli altri condebitori, i quali pertanto rimangono obbligati nei limiti della loro quota. (Fattispecie in tema di sinistro stradale a seguito del quale il danneggiato aveva transatto il risarcimento con alcuni condebitori, dichiarando espressamente di voler liberare soltanto costoro dalla relativa obbligazione).

Cassazione civile sez. III  24 gennaio 2012 n. 947

 

Affinché possa trovare applicazione l'art. 1304, comma 1, c.c., secondo cui la transazione fatta dal creditore con uno dei debitori in solido non produce effetto nei confronti degli altri, se questi non dichiarano di volerne profittare occorre che la transazione (non novativa) abbia ad oggetto l'intera obbligazione solidale, e non sia invece limitata alla sola quota interna del condebitore che la stipula (nella specie, in applicazione del suesposto principio, la Corte ha ritenuto che avendo il creditore espressamente limitato la transazione e liberato dall'obbligazione alcuni dei condebitori, egli aveva sì rinunziato stipulato con questi ultimi ma, ai sensi dell'art. 1311 c.c., mantenendo inalterato il proprio diritto risarcitorio nei confronti degli altri condebitori per la quota di responsabilità addebitabile ai medesimi).

Cassazione civile sez. III  24 gennaio 2012 n. 947



 
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