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Art. 1314 codice civile: Obbligazioni divisibili

Se più sono i debitori o i creditori di una prestazione divisibile e l’obbligazione non è solidale, ciascuno dei creditori non può domandare il soddisfacimento del credito che per la sua parte, e ciascuno dei debitori non è tenuto a pagare il debito che per la sua parte (1).


Commento

Obbligazione solidale: [v. 1292]; Prestazione divisibile: [v. 1181].

 

(1) La norma si riferisce alle obbligazioni parziarie, caratterizzate da una fonte unitaria e dall’adempimento circoscritto nei limiti della quota del debitore o del creditore [v. 1292].

 


Giurisprudenza annotata

Divisione

I crediti del "de cuius", a differenza dei debiti, non si ripartiscono tra i coeredi in modo automatico in ragione delle rispettive quote, ma entrano a far parte della comunione ereditaria in conformità all'art. 727 cod. civ., che, nel prevedere la formazione delle porzioni con inclusione dei crediti, presuppone che gli stessi facciano parte della comunione, nonché al successivo art. 757 cod. civ., in forza del quale i crediti ricadono nella comunione poiché il coerede vi succede al momento dell'apertura della successione, trovando tale soluzione conferma nell'art. 760, cod. civ., che, escludendo la garanzia per insolvenza del debitore di un credito assegnato a un coerede, presuppone necessariamente l'inclusione dei crediti nella comunione. Né, in contrario, può argomentarsi dagli artt. 1295 e 1314 dello stesso codice, concernendo il primo la diversa ipotesi del credito solidale tra il "de cuius" ed altri soggetti e il secondo la divisibilità del credito in generale. Ne deriva che ciascuno dei partecipanti alla comunione ereditaria può agire singolarmente per far valere l'intero credito comune, o la sola parte proporzionale alla quota ereditaria, senza necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti gli altri coeredi, ferma la possibilità che il convenuto debitore chieda l'intervento di questi ultimi in presenza dell'interesse all'accertamento nei confronti di tutti della sussistenza o meno del credito. Rigetta, App. Firenze, 08/06/2007

Cassazione civile sez. III  11 luglio 2014 n. 15894  

 

Ciascun coerede, ove il titolo esecutivo giudiziale, formatosi nei confronti di tutti i partecipanti alla comunione ereditaria, riconosca un determinato credito del "de cuius", senza nessuna limitazione per quote, né previsione di una solidarietà attiva, può agire esecutivamente per l'intero credito ereditario. Cassa con rinvio, Trib. Milano, 17/07/2006

Cassazione civile sez. III  16 aprile 2013 n. 9158  

 

 

Appalto

Nel caso di pluralità di appaltatori nella realizzazione di un'opera complessa, ciascuno di essi, ai sensi dell'art. 1314 cod. civ., può domandare solo la propria quota di compenso e il committente è liberato solo quando abbia corrisposto la quota spettante a ciascuno, salvo che sia stata espressamente pattuita la solidarietà attiva. Rigetta, App. Campobasso, 24/11/2006

Cassazione civile sez. II  21 febbraio 2014 n. 4197  

 

 

Comunione e condominio

Le obbligazioni assunte nei confronti dei terzi dall'amministratore nell'interesse del condominio, sprovvisto di personalità giuridica e rispetto al quale è semplice mandatario, vincolano i singoli condomini nei limiti della loro quota-parte, con la conseguenza che è onere del condomino, chiamato in riconvenzionale, provare di aver corrisposto la sua quota-parte inevasa, corrispondente esattamente alla somma pretesa dal terzo creditore, quale residuo credito vantato nei confronti del condominio.

Tribunale Roma sez. VIII  02 marzo 2012 n. 4526  

 

In tema di condominio, la natura parziaria delle obbligazioni contratte dall'amministratore nei confronti dei terzi non esclude la validità dell'accordo transattivo stipulato con l'impresa esecutrice di opere di rifacimento dello stabile condominiale, in forza del quale quest'ultima si sia impegnata ad eseguire eventuali pignoramenti esclusivamente nei confronti dei condomini morosi e ad agire nei confronti degli altri soltanto in caso di accertata incapienza dei primi, avuto riguardo alla derogabilità della disciplina legale, rispetto alla quale la regolamentazione pattizia in questione si pone come clausola limitativa della parziarietà dell'obbligazione. (Nell'affermare l'anzidetto principio, la S.C. ha precisato che l'intervenuto mutamento del diritto vivente in ordine alla natura, solidale o parziaria, di tali obbligazioni assumeva rilievo esclusivamente ai fini dell'interpretazione di tale accordo, che nel precedente assetto interpretativo si prestava ad essere qualificato come limitativo della solidarietà).

Cassazione civile sez. III  21 luglio 2009 n. 16920

 

Il mutamento del diritto vivente in punto di natura parziaria delle obbligazioni contratte dall'amministratore in nome e per conto del condominio non incide sul carattere disponibile della relativa disciplina che, pertanto, può essere validamente derogata. (Cassa App. Roma 21 aprile 2005).

Cassazione civile sez. III  21 luglio 2009 n. 16920  

 

Il principio di diritto enunciato dalle sezioni unite della Corte suprema di cassazione della parziarietà applicabile alle sole obbligazioni contrattuali del condominio non appare condivisibile perché, se è vero che, per questa, non esiste una specifica norma di legge, ciò non è sufficiente per negare che il regime della solidarietà passiva valga anche per esse, così come per le obbligazioni da fatto illecito, quando anche il titolo taccia in proposito, non sembrando, inoltre, che esso possa trovare ragione in un qualche criterio di giustizia sostanziale, in quanto piuttosto finisce per addossare ai terzi estranei un onere eccessivamente gravoso.

Tribunale Trani  12 settembre 2008

 

La solidarietà passiva richiede non soltanto la pluralità dei debitori e l'identica causa dell'obbligazione, ma anche l'indivisibilità della prestazione comune, in mancanza della quale e in difetto di una espressa disposizione di legge, prevale l'intrinseca parziarietà. Pertanto, considerato che l'obbligazione ascritta a tutti i condomini, ancorché comune, è divisibile trattandosi di somma di danaro e che la solidarietà nel condominio non è contemplata da alcuna disposizione di legge, prevale l'intrinseca parziarietà dell'obbligazione, di talché, conseguita la condanna dell'amministratore, quale rappresentante dei condomini, il creditore può procedere all'esecuzione individualmente nei confronti dei singoli condomini, secondo la quota di ciascuno e non per l'intero. (Conferma App. Bologna 19 febbraio 2003).

Cassazione civile sez. un.  08 aprile 2008 n. 9148  

 

 

Mediazione

In materia di mediazione, l'art. 1758 c.c. non ha carattere di disposizione speciale rispetto al precedente art. 1755, per cui, anche quando la conclusione dell'affare sia stata determinata dall'attività intermediatrice di più persone, soggetto obbligato al pagamento della provvigione è sempre e soltanto ciascuna delle parti tra le quali è stato concluso l'affare, mentre la pluralità dei mediatori comporta, data la divisibilità dell'obbligazione, l'applicazione della regola di cui all'art. 1314 c.c.; pertanto, poiché ciascuno dei mediatori, ai sensi del citato art. 1758 c.c., ha diritto ad una quota della provvigione, l'obbligato può considerarsi liberato solo quando abbia corrisposto a ciascuno la quota spettantegli, salvo che sia stata pattuita la solidarietà dell'obbligazione dal lato attivo, nel qual caso è liberatorio il pagamento dell'intera provvigione ad uno solo dei mediatori e gli altri hanno azione esclusivamente contro quest'ultimo per ottenere la propria parte.

Cassazione civile sez. III  11 giugno 2008 n. 15484  



 
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