codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 1316 codice civile: Obbligazioni indivisibili

L’obbligazione è indivisibile, quando la prestazione ha per oggetto una cosa o un fatto che non è suscettibile di divisione per sua natura (1) o per il modo in cui è stato considerato dalle parti contraenti (2).


Commento

Prestazione: [v. 1174].

 

(1) È la cd. indivisibilità oggettiva. Si pensi all’obbligazione di dare un quadro, un cavallo vivo.

 

(2) È la cd. indivisibilità soggettiva: la prestazione è per sua natura divisibile, ma le parti la considerano indivisibile, in quanto una eventuale divisione non consentirebbe di raggiungere lo scopo per cui è stata assunta l’obbligazione.

 

L’indivisibilità della prestazione nell’obbligazione soggettivamente semplice ha una limitata rilevanza, escludendo soltanto la possibilità di un adempimento parziale anche nei casi in cui la legge o gli usi lo prevedano [v. 1181].


Giurisprudenza annotata

Vendita

Posto che, in caso di contratto preliminare avente ad oggetto la promessa di vendita di un bene indiviso considerato come un unicum inscindibile, i comproprietari si obbligano non soltanto a prestare il consenso relativo al trasferimento della quota di comproprietà di cui siano rispettivamente titolari, ma si impegnano anche a promettere il fatto altrui, l'obbligazione di pagamento del prezzo globalmente determinato per la vendita ha natura indivisibile per volontà negoziate e, pertanto, ciascuno dei venditori ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera obbligazione. Cassa App. Venezia 7 giugno 2007

Cassazione civile sez. II  23 maggio 2014 n. 11549  

 

Nel preliminare di vendita di bene indiviso considerato quale "unicum", ogni comproprietario non solo si obbliga a prestare il consenso per il trasferimento della sua quota, ma promette anche il fatto altrui, cioè la prestazione del consenso degli altri comproprietari, sicché, attesa l'unitarietà della prestazione dei venditori, l'obbligo di prezzo è indivisibile per volontà negoziale e ciascun venditore può esigere l'intero a titolo solidale. Cassa con rinvio, App. Venezia, 07/06/2007

Cassazione civile sez. II  23 maggio 2014 n. 11549  

 

Anche il singolo coerede può agire esecutivamente per l'intero credito ereditario, ove il titolo esecutivo riconosca quest'ultimo e anche quando la condanna sia pronunciata nei confronti di tutti i coeredi, ma senza espressa specificazione né di una limitazione per quote, né di una solidarìetà attiva.

Cassazione civile sez. III  16 aprile 2013 n. 9158

 

 

Obbligazioni e contratti

L'obbligazione è indivisibile ai sensi dell'art. 1316 cod. civ. solo quando la prestazione abbia per oggetto una cosa o un atto che non è suscettibile di divisione per sua natura (oggettivamente indivisibile) o per il modo in cui è stato considerato dalle parti contraenti (soggettivamente indivisibile). Ne consegue che è divisibile l'obbligazione di risarcimento del danno in forma specifica nascente da un atto di transazione e avente ad oggetto lavori di sistemazione di terreni, se tale fu la volontà delle parti e se sia i terreni che la prestazione dovuta sono frazionabili. Rigetta, App. Potenza, 15/11/2007

Cassazione civile sez. III  07 febbraio 2014 n. 2822

 

La stipulazione di due contratti preliminari di vendita cumulativa, aventi ad oggetto beni immobili considerati come un "unicum", con la pattuizione di un solo prezzo, può essere ricondotta ad una unitaria manifestazione negoziale facente capo ad un contratto preliminare complesso, avente ad oggetto una prestazione unica ed inscindibile, disciplinata dall'art. 1316 c.c.; ne consegue che l'impossibilità di distinguere la parte di prezzo riferibile all'una o all'altra promessa di vendita non determina la nullità dei preliminari medesimi. Rigetta, App. Firenze, 16/06/2006

Cassazione civile sez. II  20 giugno 2013 n. 15545

 

La clausola contrattuale con cui i soci di una società di capitali, nel trasferire ad un terzo le proprie partecipazioni, abbiano assunto una responsabilità solidale per le sopravvenienze passive non risultanti dal bilancio, obbligandosi a riacquistare, al loro valore nominale, i crediti della società, qualora gli stessi si rivelino inesigibili entro un termine prefissato, e prestando fideiussione a garanzia di tale impegno, prefigura una forma di rimborso di parte del prezzo, in dipendenza di una sopravvenienza passiva eccedente il fondo di svalutazione dei crediti, che risulta incompatibile con l'esclusione dell'ammissibilità dell'esecuzione in forma specifica nei confronti di alcuni soltanto dei promittenti, instaurandosi tra questi ultimi un vincolo di solidarietà passiva, che impedisce di configurarli come parte complessa di un contratto avente ad oggetto un bene indivisibile.

Cassazione civile sez. I  13 giugno 2008 n. 16010  

 

Non è consentito al creditore di una determinata somma di denaro, dovuta in forza di un unico rapporto obbligatorio, di frazionare il credito in plurime richieste giudiziali di adempimento, contestuali o scaglionate nel tempo, in quanto tale scissione del contenuto della obbligazione, operata dal creditore per sua esclusiva utilità con unilaterale modificazione aggravativa della posizione del debitore, si pone in contrasto sia con il principio di correttezza e buona fede, che deve improntare il rapporto tra le parti non solo durante l'esecuzione del contratto ma anche nell'eventuale fase dell'azione giudiziale per ottenere l'adempimento, sia con il principio costituzionale del giusto processo, traducendosi la parcellizzazione della domanda giudiziale diretta alla soddisfazione della pretesa creditoria in un abuso degli strumenti processuali che l'ordinamento offre alla parte, nei limiti di una corretta tutela del suo interesse sostanziale.

Cassazione civile sez. un.  15 novembre 2007 n. 23726  

 

 

Espropriazione

In tema di determinazione dell'indennità di espropriazione, con riferimento all'ipotesi in cui alcuni comproprietari abbiano optato per la cessione volontaria delle rispettive quote, fermo il diritto del comproprietario che si oppone alla stima di vedere determinata l'indennità con riferimento all'intero bene, l'amministrazione è tenuta al deposito non già della differenza tra l'indennità giudizialmente accertata e quella già corrisposta ai cessionari, bensì al deposito delle sole quote di pertinenza degli opponenti (e non dell'intero), estranei al rapporto tra l'espropriante e i cessionari.

Cassazione civile sez. I  08 novembre 2005 n. 21638

 

 

Edilizia ed urbanistica

L'obbligazione relativa alle urbanizzazioni esterne è per sua natura indivisibile, e pertanto non può che essere regolata dagli art. 1316 ss. c.c. che a loro volta rinviano alle norme in materia di obbligazioni solidali. Ciascun obbligato è quindi tenuto ad adempiere per intero nei rapporti con il creditore comune, mentre nei rapporti interni il peso economico del debito si divide in proporzione alle rispettive quote di interesse, coincidenti con la volumetria rispettivamente toccante a ciascun lotto.

Tribunale Torino sez. II  08 settembre 2008

 

 

Vendita

Posto che, in caso di contratto preliminare avente ad oggetto la promessa di vendita di un bene indiviso considerato come un unicum inscindibile, i comproprietari si obbligano non soltanto a prestare il consenso relativo al trasferimento della quota di comproprietà di cui siano rispettivamente titolari, ma si impegnano anche a promettere il fatto altrui, l'obbligazione di pagamento del prezzo globalmente determinato per la vendita ha natura indivisibile per volontà negoziate e, pertanto, ciascuno dei venditori ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera obbligazione. Cassa App. Venezia 7 giugno 2007

Cassazione civile sez. II  23 maggio 2014 n. 11549

 

Nell'ipotesi di contratto preliminare che abbia a oggetto la promessa di vendita di un bene indiviso considerato come un "unicum" inscindibile, i comproprietari si obbligano non soltanto a prestare il consenso relativo al trasferimento della quota di comproprietà di cui siano rispettivamente titolari, ma si impegnano anche a promettere il fatto altrui; pertanto, in considerazione del carattere necessariamente unitario della prestazione posta a carico dei promittenti venditori, il pagamento del prezzo globalmente determinato per la vendita dell'intero ha a oggetto un'obbligazione di natura indivisibile per volontà negoziale ai sensi dell'art. 1317 c.c.; ne consegue che, trovando applicazione ai sensi degli art. 1317 e 1319 c.c., le regole previste in materia di obbligazioni solidali, ciascuno dei venditori, ex art. 1292 c.c., ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera obbligazione.

Cassazione civile sez. II  23 maggio 2014 n. 11549

 

Nel preliminare di vendita di bene indiviso considerato quale "unicum", ogni comproprietario non solo si obbliga a prestare il consenso per il trasferimento della sua quota, ma promette anche il fatto altrui, cioè la prestazione del consenso degli altri comproprietari, sicché, attesa l'unitarietà della prestazione dei venditori, l'obbligo di prezzo è indivisibile per volontà negoziale e ciascun venditore può esigere l'intero a titolo solidale. Cassa con rinvio, App. Venezia, 07/06/2007

Cassazione civile sez. II  23 maggio 2014 n. 11549



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti