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Art. 1319 codice civile: Diritto di esigere l’intero

Ciascuno dei creditori può esigere l’esecuzione dell’intera prestazione indivisibile (1). Tuttavia l’erede del creditore, che agisce per il soddisfacimento dell’intero credito, deve dare cauzione a garanzia dei coeredi (2).


Commento

Creditore: [v. 1174]; Prestazione indivisibile: [v. 1317]; Erede: [v. 457].

 

Cauzione: deposito di una somma di denaro o di altri beni (es.: titoli) a garanzia dell’osservanza di un obbligo.

 

Coerede: chi è erede insieme con altri.

 

(1) Si ritiene che la presente frase sia del tutto superflua.

 

(2) Si ritiene che debbano essere gli altri coeredi, e non il giudice, ad esigere che l’erede che agisce per ottenere il credito presti cauzione.


Giurisprudenza annotata

Vendita

Posto che, in caso di contratto preliminare avente ad oggetto la promessa di vendita di un bene indiviso considerato come un unicum inscindibile, i comproprietari si obbligano non soltanto a prestare il consenso relativo al trasferimento della quota di comproprietà di cui siano rispettivamente titolari, ma si impegnano anche a promettere il fatto altrui, l'obbligazione di pagamento del prezzo globalmente determinato per la vendita ha natura indivisibile per volontà negoziate e, pertanto, ciascuno dei venditori ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera obbligazione. Cassa App. Venezia 7 giugno 2007

Cassazione civile sez. II  23 maggio 2014 n. 11549

 

Nell'ipotesi di contratto preliminare che abbia a oggetto la promessa di vendita di un bene indiviso considerato come un "unicum" inscindibile, i comproprietari si obbligano non soltanto a prestare il consenso relativo al trasferimento della quota di comproprietà di cui siano rispettivamente titolari, ma si impegnano anche a promettere il fatto altrui; pertanto, in considerazione del carattere necessariamente unitario della prestazione posta a carico dei promittenti venditori, il pagamento del prezzo globalmente determinato per la vendita dell'intero ha a oggetto un'obbligazione di natura indivisibile per volontà negoziale ai sensi dell'art. 1317 c.c.; ne consegue che, trovando applicazione ai sensi degli art. 1317 e 1319 c.c., le regole previste in materia di obbligazioni solidali, ciascuno dei venditori, ex art. 1292 c.c., ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera obbligazione.

Cassazione civile sez. II  23 maggio 2014 n. 11549  

 

Nel preliminare di vendita di bene indiviso considerato quale "unicum", ogni comproprietario non solo si obbliga a prestare il consenso per il trasferimento della sua quota, ma promette anche il fatto altrui, cioè la prestazione del consenso degli altri comproprietari, sicché, attesa l'unitarietà della prestazione dei venditori, l'obbligo di prezzo è indivisibile per volontà negoziale e ciascun venditore può esigere l'intero a titolo solidale. Cassa con rinvio, App. Venezia, 07/06/2007

Cassazione civile sez. II  23 maggio 2014 n. 11549  

 

Con riguardo al risarcimento del danno dovuto a norma dell'art. 1494 c.c. il credito dei comproprietari di un bene unico ed invisibile (nella specie, impianto di riscaldamento condominiale) per il rimborso delle spese occorrenti alla sua riparazione, deve considerarsi indivisibile perché essendo indivisibile, per finalità e funzione, la prestazione che ne è oggetto, indivisibile è anche il fatto ed il risultato del ripristino; tale credito può essere pertanto fatto valere da ciascuno dei comproprietari per l'intero, ai sensi dell'art. 1319 c.c. (salva la successiva definizione del rapporto all'interno della contitolarità).

Cassazione civile sez. II  17 maggio 1994 n. 4804  

 

 

Usura

Valide le clausole vessatorie dei mutui siglati prima dell'entrata in vigore della l. 108/96 (legge anti usura) che impongono un tasso d'interesse all'11,75%, mentre, per le rate successive a tale data, le quote d'interessi, eccedenti tale limite, saranno eliminate tramite il meccanismo sostitutivo dell'art. 1319 c.c. Non si applicano le sanzioni ex art. 1815 c.c. e 644 c.p..

Tribunale Napoli sez. V  08 luglio 2013 n. 8740  

 

 

Interessi

La disciplina di cui alla l. 7 marzo 1996, n. 108 si applica ai contratti (nella specie, conto corrente con tasso d'interesse superiore a quello legale) contenenti tassi usurari, anche se stipulati prima della sua entrata in vigore, ove i rapporti non siano esauriti. Ne consegue che, in applicazione dell'art. 1 l. n. 108 del 1996 e degli art. 1319 e 1419, comma 2, c.c., opera la sostituzione automatica dei tassi convenzionali con i tassi soglia applicabili in relazione ai diversi periodi. Cassa con rinvio, App. Milano, 04/02/2005

Cassazione civile sez. I  11 gennaio 2013 n. 602  

 

 

Divisione

In tema di divisione di beni ereditari le porzioni devono essere formate comprendendo una quantità di mobili, immobili e crediti di eguale natura e qualità, in proporzione dell'entità di ciascuna quota. I crediti non si dividono automaticamente ma vengono ripartiti tra i coeredi con la divisione di tutta la massa ereditaria, per cui è vietato al singolo partecipe di compiere gli atti individuali dispositivi dei crediti ed è perciò necessario che qualsiasi atto che a essi si riferisca sia posto in essere congiuntamente da tutti i coeredi.

Cassazione civile sez. II  25 maggio 2007 n. 12192

 

 

Trasporto

La limitazione di responsabilità prevista dal comma 1 dell'art. 1 della legge n. 450 del 1985 si applica ai trasporti di merci su strada "soggetti al sistema di tariffe a forcella", mentre, correlativamente, il comma 2 della norma citata prevede una diversa normativa per i trasporti "esenti dall'obbligo delle tariffe a forcella". La complessiva disciplina della responsabilità da trasporto è, pertanto, conseguente al regime applicabile al trasporto delle merci secondo la normativa dettata dalla l. 6 giugno 1974 n. 298 che, nel titolo III, ha istituito per i trasporti su strada un sistema di tariffe a forcella che, sussistendone i necessari presupposti, deve ritenersi obbligatorio (tant'è che è punito con sanzione amministrativa pecuniaria, ex art. 58 della citata legge n. 298 del 1974, "il vettore che pratica prezzi di trasporto non conformi alle tariffe in vigore", mentre la stessa sanzione comminata per l'inosservanza delle tariffe di trasporto è applicabile anche "ai committenti che concorrono nelle violazioni, ex art. 7 del d.l. n. 16 del 1987). Ne consegue che la limitazione di responsabilità prevista dal comma 1 del ricordato art. 1 della legge n. 450 del 1985 non presuppone che sia stata in concreto applicata la tariffa a forcella, atteso che, se tale tariffa doveva essere applicata nell'osservanza obbligatoria della disciplina legale, risulta irrilevante che le parti del contratto di trasporto abbiano convenuto un prezzo diverso, essendo tale pattuizione nulla per difformità da quella legale (art. 1419 c.c.), e sostituita di diritto dall'applicazione della tariffa legale (art. 1339 c.c.).

Cassazione civile sez. III  03 agosto 2004 n. 14820  



 
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