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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 132 codice civile: Mancanza dell’atto di celebrazione

Nel caso di distruzione o di smarrimento (1) dei registri dello stato civile l’esistenza del matrimonio può essere provata a norma dell’art. 452 (2).

Quando vi sono indizi che per dolo o per colpa del pubblico ufficiale o per un caso di forza maggiore l’atto di matrimonio non è stato inserito nei registri a ciò destinati, la prova dell’esistenza del matrimonio è ammessa, sempre che risulti in modo non dubbio un conforme possesso di stato.


Commento

(1) L’opinione più diffusa ritiene che le ipotesi indicate dall’articolo non sono tassative: la norma, ad esempio, può essere applicata anche ai casi di sottrazione degli atti dello stato civile dal luogo in cui sono conservati.

(2) L’art. 452 fa riferimento al caso in cui i registri dello stato civile non siano stati tenuti, siano andati distrutti o smarriti oppure, per qualunque altra causa, manchi in tutto o in parte la registrazione dell’atto. In queste ipotesi, la prova dell’esistenza dell’atto può essere fornita con qualsiasi mezzo (es.: con il ricorso alla prova testimoniale oppure attraverso la produzione di una fotocopia dell’atto). Si tratta, comunque, di prove liberamente valutabili dal giudice.

 


Giurisprudenza annotata

Matrimonio

Ritenuto che, ai sensi dell'art. 28 l. di diritto internazionale privato 31 maggio 1995 n. 218, il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione, o dalla legge nazionale di almeno uno dei nubendi al momento della celebrazione, o dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento, è trascrivibile in Italia il matrimonio celebrato in Patria (Marocco) da due cittadini marocchini con il solo rito religioso tradizionale e riconosciuto, agli effetti civili, da un tribunale locale con una sentenza di accertamento della sussistenza, tra le parti, dei vincoli coniugali: in Marocco (come in altri non pochi Stati africani) ci si sposa validamente con il rito tradizionale e poi si chiede la tribunale l'accertamento della validità delle nozze, agli effetti civili, qualora 12 testimoni confermino l'avvenuta celebrazione e la successiva convivenza dei coniugi; la legge marocchina, tra l'altro, non richiede l'espressione, durante il rito religioso, del reciproco consenso degli sposi, ma solo la testimonianza, "a posteriori", di 12 persone a conoscenza dei fatti.

Tribunale Treviso  09 maggio 2011



 
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