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Art. 1320 codice civile: Estinzione parziale

Se uno dei creditori ha fatto remissione del debito o ha consentito a ricevere un’altra prestazione in luogo di quella dovuta (1), il debitore non è liberato verso gli altri creditori. Questi tuttavia non possono domandare la prestazione indivisibile se non addebitandosi (2) ovvero rimborsando il valore della parte di colui che ha fatto la remissione o che ha ricevuto la prestazione diversa.

La medesima disposizione si applica in caso di transazione, novazione, compensazione e confusione.


Commento

Creditore: [v. 1174]; Remissione del debito: [v. 1236]; Prestazione indivisibile: [v. 1317]; Transazione: [v. 1304]; Novazione: [v. 1230]; Compensazione: [v. 1241]; Confusione: [v. 1303].

 

(1) In altri termini, se uno dei creditori ha stipulato con il debitore una datio in solutum [v. 1197].

 

(2) L’addebitamento consiste in una dichiarazione con cui gli altri creditori, pur non rimborsando effettivamente al debitore la somma corrispondente alla parte del credito estinto, se ne riconoscono debitori nei suoi confronti.

 

L’obbligazione indivisibile, a differenza di quanto avviene per le obbligazioni (solidali) divisibili, non può estinguersi parzialmente (nei confronti di alcuni soggetti e non di altri [v. 1300 ss.]).


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

La "parte negoziale", quale entità soggettiva di imputazione delle posizioni attive e passive nascenti dal contratto, è insensibile alle proprie mutazioni interne, sicché, qualora un promissario acquirente receda dal preliminare di compravendita, l'altro può pretendere la stipula del definitivo e agire ai sensi dell'art. 2932 cod. civ., facendosi carico dell'intero prezzo. Cassa con rinvio, App. Catania, 06/02/2008

Cassazione civile sez. II  12 marzo 2014 n. 5776

 

 

Vendita

La conclusione del contratto di vendita fra il terzo proprietario del bene ed il promissario acquirente non determina l'estinzione dell'obbligazione di garanzia della libertà dell'immobile da iscrizioni e trascrizioni pregiudizievoli, validamente assunte nel preliminare dal promissario venditore di cosa altrui.

Cassazione civile sez. II  06 luglio 1984 n. 3963  

 

 

Locazione

Qualora una parte, sia pure al fine di realizzare un interesse unitario (nella specie, realizzazione di un " villaggio turistico "), prenda in locazione dai rispettivi proprietari - con contratti separati, ancorché consacrati in un unico contesto documentale - diverse porzioni di terreno, composto da più particelle (o porzioni di particelle) catastali, il godimento dell'intero appezzamento costituisce prestazione divisibile senza alcun vincolo solidale tra i locatori sicché non è configurabile l'indivisibilità della relativa obbligazione e, di conseguenza, ciascuno dei locatori può legittimamente por fine al rapporto, con riferimento al contratto da lui stipulato, alla pattuita scadenza, senza necessità di integrare il contraddittorio con la partecipazione al giudizio degli altri locatori (salva la contraria prova del collegamento funzionale dei distinti rapporti di locazione).

Cassazione civile sez. III  13 luglio 1983 n. 4793  

 

 

Obbligazioni e contratti

Mentre l'opzione si sostanzia in una convenzione in base alla quale una delle parti si obbliga a rimanere vincolata alla propria dichiarazione, mentre l'altra ha facoltà di accettarla o meno; nella prelazione, invece, si realizza un contratto preliminare unilaterale, in forza del quale una parte ha diritto di essere preferita ad altri, a parità di condizioni, qualora il promittente si induca alla conclusione di un determinato contratto con la conseguenza che, nel primo caso, il patto di opzione - parificato nel regime normativo, ex art. 1331 e 1329 alla proposta irrevocabile - vincola immediatamente ed incondizionatamente lo stipulante all'adempimento, purché il promissario eserciti il diritto potestativo di accettare l'offerta; nella prelazione, al contrario, non sorge alcun obbligo immediato a carico del promittente il quale è libero anche di non stipulare il contratto con cui si riferisce la prelazione, obbligandosi solo a preferire, ove esso venga concluso, il promissario.

Cassazione civile sez. III  21 gennaio 1982 n. 402  



 
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