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Art. 1322 codice civile: Autonomia contrattuale

Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge (1) e dalle norme corporative (2).

Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare, purchè siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico (3) (4).


Commento

Parte: [v. 1321]; Contratto: [v. Libro IV, Titolo II].

 

(1) I privati hanno la capacità di autoregolamentare i propri interessi personali e patrimoniali mediante negozi giuridici [v. Libro IV, Titolo II]; il nostro ordinamento riconosce valore vincolante (forza di legge) ai precetti stabiliti dai privati, purché siano rispettate le norme imperative, l’ordine pubblico e il buon costume.

L’autonomia contrattuale ha un ampio significato; essa va intesa come libertà di: concludere o meno il contratto, scegliere la persona del contraente, stabilirne il contenuto, concludere contratti atipici.

 

(2) Il d.lgs.lgt. 23-11-1944, n. 369 ha soppresso l’ordinamento corporativo. L’espressione «e dalle norme corporative» deve, dunque, intendersi abrogata.

 

(3) Diversi dai contratti misti sono i contratti collegati, che sono più contratti tipici interdipendenti, in quanto diretti a realizzare un fine pratico unitario; si distingue: il collegamento necessario, predisposto dal legislatore  (es.: il contratto preliminare intanto ha una sua funzione in quanto ad esso segue il contratto definitivo [v. 1351]) e il collegamento volontario, stabilito dalle parti (es.: il contratto di compravendita di merce collegato al contratto di noleggio, da parte dell’alienante, delle navi occorrenti per il trasporto della merce).

 

(4) Generalmente le vicende patrimoniali dei privati sono regolate mediante negozi giuridici; talvolta accade che esse siano disciplinate come un contratto tipico pur non trovando in esso la loro fonte. La prevalente dottrina parla al riguardo di rapporti contrattuali di fatto.


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

In materia di collegamento negoziale, va ribadita la permanente validità ed efficacia del contratto di finanziamento anche nell'ipotesi di risoluzione del contratto di vendita, pur in assenza di una clausola che preveda la assoluta distinzione dei due contratti e quando tra venditore e finanziatore non vi sia rapporto di esclusiva.

Tribunale Milano sez. I  02 dicembre 2014 n. 14378  

 

L'atto con il quale gli eredi individuano i beni immobili oggetto di un testamento olografo, specificando i relativi dati catastali, non esaurisce la propria causa nella strumentalità alla trascrizione, in quanto definisce il contenuto delle disposizioni testamentarie, svolgendo la funzione, tipica del negozio di accertamento, di ricognizione del contenuto del precedente negozio dispositivo, e determina l'effetto dell'attribuzione, in favore di ciascuno dei soggetti nominati nel testamento, di determinati beni. Rigetta, App. Brescia, 27/02/2007

Cassazione civile sez. II  20 ottobre 2014 n. 22183  

 

L'acquisto di un notebook non obbliga ad accettare il sistema operativo preinstallato e qualora l'acquirente, all'avvio dell'hardware, manifesti il suo rifiuto alla licenza d'uso del predetto sistema e del suo software applicativo, il mancato consenso si ripercuote unicamente sul contratto di licenza d'uso e non sul negozio di compravendita del computer, dovendosi ritenere che, tra la vendita del prodotto hardware e la licenza d'uso del sistema operativo, non sussista un collegamento negoziale ove manchino elementi idonei a dimostrare la volontà delle parti di concludere entrambi i negozi allo scopo di realizzare un ulteriore interesse pratico, causa concreta dell'intera operazione negoziale, unitario ed autonomo rispetto a quello proprio di ciascuno di essi. Ne consegue che l'acquirente del notebook, qualora non aderisca alle condizioni predisposte unilateralmente per l'accesso al sistema operativo e al software applicativo, rifiuta il perfezionamento del contratto di licenza d'uso ad essi relativo, senza che ciò incida sulla già perfezionata compravendita del computer. Rigetta, Trib. Firenze, 30/07/2010

Cassazione civile sez. III  11 settembre 2014 n. 19161

 

Il contratto atipico col quale le parti si obblighino al trasferimento del mero possesso, disgiunto dal diritto, è nullo per impossibilità dell'oggetto, in quanto l'"animus possidendi", per la sua soggettività, può riferirsi solo al possessore attuale e non al possessore precedente. Rigetta, App. Milano, 08/04/2008

Cassazione civile sez. II  11 giugno 2014 n. 13222

 

 

Deposito

Al contratto atipico di parcheggio si applicano le norme relative al contratto di deposito, sicché il depositario assume verso il depositante l'obbligo di restituzione della cosa nello stato in cui è stata consegnata, nonché, in caso di sottrazione, quello di risarcimento del danno, salvo che provi l'imprevedibilità e l'inevitabilità della perdita, nonostante l'uso della diligenza del buon padre di famiglia, e dunque la non imputabilità dell'inadempimento. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione del giudice di merito che aveva ravvisato la responsabilità del depositario, in difetto di prova che l'addetto alla riconsegna dell'autovettura avesse verificato che il possessore della contromarca fosse effettivamente autorizzato al ritiro dell'auto, ovvero che il tagliando dal medesimo esibito fosse stato diligentemente controllato nella sua autenticità). Rigetta, App. Milano, 27/06/2011

Cassazione civile sez. III  28 ottobre 2014 n. 22807  

 

 

Fideiussione

L'inserimento in un contratto di fideiussione di una clausola di pagamento "a prima richiesta e senza eccezioni" vale di per sé a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia (cosiddetto "Garantievertrag"), in quanto incompatibile con il principio di accessorietà che caratterizza il contratto di fideiussione, salvo quando vi sia un'evidente discrasia rispetto all'intero contenuto della convenzione negoziale. (Nella specie, la S.C. ha escluso che tale evidente discrasia fosse riscontrabile - con riferimento alla garanzia prestata da un istituto di credito in favore di una associazione temporanea di imprese, in relazione a quanto dalla stessa rimborsabile per eventuali difformità e manchevolezze che fossero risultate nella esecuzione di lavori di costruzione di un immobile oggetto di appalto - nella sola previsione di operatività della garanzia una volta emesso il certificato di collaudo definitivo dei lavori). Rigetta, App. Napoli, 06/07/2011

Cassazione civile sez. III  20 ottobre 2014 n. 22233  

 

 

Diritti bancari

In base al principio dell'autonomia contrattuale di cui all'art. 1322 c.c., è consentito alle parti di sottrarsi alla regola della tipicità dei diritti reali su cose altrui attraverso la costituzione di rapporti meramente obbligatori. Pertanto, invece di prevedere l'imposizione di un peso su un fondo (servente) per l'utilità di un altro (dominante), in una relazione di asservimento del primo al secondo che si configura come una qualitas fundi, le parti ben possono pattuire un obbligo personale, configurabile quando il diritto attribuito sia previsto per un vantaggio della persona o delle persone indicate nel relativo atto costitutivo, senza alcuna funzione di utilità fondiaria.

Cassazione civile sez. II  09 ottobre 2014 n. 21356  

 

 

Contratti bancari

In materia di contratti bancari, è da escludere che la violazione dell'onere della forma scritta si abbia con la stipulazione per iscritto di clausole del contratto di mutuo fondiario e dell'atto di erogazione e quietanza, con le quali le parti abbiano previsto l'eventualità dell'utilizzo, da parte dell'istituto mutuante, di provvista in valuta estera raccolta mediante assunzione di un prestito in ECU, onde regolare, in tale eventualità, le singole semestralità di ammortamento del mutuo. In tal caso, non può parlarsi di recepimento del contenuto di un diverso contratto non sottoscritto dalla parte mutuataria, ma dell'assunzione dello stesso a presupposto del mutuo, allo scopo di variare, secondo fattori oggettivi, pur se aleatori, le condizioni del contratto di mutuo, così come in quest'ultimo convenute. Rigetta, Trib. Terni, 20/09/2007

Cassazione civile sez. III  27 agosto 2014 n. 18325

 

 

Simulazione

Il "pactum fiduciae" con il quale il fiduciario si obbliga a modificare la situazione giuridica a lui facente capo a favore del fiduciante o di altro soggetto da costui designato, richiede, qualora riguardi beni immobili, la forma scritta "ad substantiam" e la prova per testimoni di tale patto è sottratta alle preclusioni stabilite dagli artt. 2721 e segg. cod. civ. - sempre che non comporti, il trasferimento, sia pure indiretto, di beni immobili - soltanto nel caso in cui detto patto sia volto a creare obblighi connessi e collaterali rispetto al regolamento contrattuale, al fine di realizzare uno scopo ulteriore rispetto a quello naturalmente inerente al tipo di accordo, senza direttamente contraddire il contenuto espresso di tale regolamento. Qualora, invece, il patto si ponga in antitesi con quanto risulta altrimenti dal contratto, la mera qualificazione dello stesso come fiduciario non è sufficiente ad impedire l'applicabilità delle disposizioni che vietano la prova testimoniale dei patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito osservando che il "pactum fiduciae" comportante il trasferimento indiretto di beni immobili attraverso l'intestazione di quote di partecipazione della società proprietaria di tali beni deve essere stipulato per iscritto e non può essere provato con testimoni) Rigetta, App. Venezia, 06/08/2007

Cassazione civile sez. I  26 maggio 2014 n. 11757  



 
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