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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1330 codice civile: Morte o incapacità dell’imprenditore

La proposta o l’accettazione, quando è fatta dall’imprenditore nell’esercizio della sua impresa, non perde efficacia se l’imprenditore muore o diviene incapace prima della conclusione del contratto (1), salvo che si tratti di piccoli imprenditori o che diversamente risulti dalla natura dell’affare o da altre circostanze (2).


Commento

Proposta: [v. 1326]; Accettazione: [v. 1326]; Imprenditore: [v. 2082]; Piccolo imprenditore: [v. 2202].

 

(1) Anche questa norma, come la precedente, prevede una deroga alla regola generale secondo cui la proposta e l’accettazione diventano immediatamente inefficaci se il loro autore muore o perde la capacità, prima che l’accordo si sia perfezionato.

 

(2) Trattandosi infatti di piccoli imprenditori (si pensi agli artigiani), la conclusione del contratto è influenzata dalle qualità personali di questi ultimi, il cui venir meno fa cadere l’interesse alla conclusione del contratto.

 

La norma assicura una continuità nei rapporti d’impresa (media e grande), ai quali la proposta e l’accettazione si riferiscono, e si giustifica per il collegamento dell’affare con l’organizzazione imprenditoriale, che non può risentire delle vicende personali dell’imprenditore.

 


Giurisprudenza annotata

Giurisdizione civile

La controversia concernente il procedimento di scelta del contraente originato dall'invito ad offrire diffuso dal Comune di Messina per l'acquisto di immobile da adibire a palazzo di giustizia appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo, dovendo tale procedimento qualificarsi, per la sua concreta regolamentazione sostanziale ed il relativo "iter" complessivo, come di evidenza pubblica, ininfluente rivelandosi il formale richiamo agli artt. 1329 e 1330 cod. civ. contenuto nel menzionato invito e difettando, altresì, il presupposto della facoltatività dell'adozione, da parte dell'ente, di una siffatta tipologia procedimentale. Rigetta e dichiara giurisdizione, Cons. Giust. Reg. Sicilia Palermo, 11/10/2011

Cassazione civile sez. un.  22 luglio 2013 n. 17782  

 

 

Obbligazioni e contratti

La produzione in giudizio di una scrittura privata di vendita immobiliare ad opera della parte che non l'aveva sottoscritta non può determinare il perfezionamento del contratto nella prescritta forma documentale, qualora la produzione sia effettuata nel giudizio promosso successivamente al decesso del sottoscrittore e nei confronti dei suoi eredi, in quanto il decesso determina l'inefficacia della proposta, salvo che si tratti di proposta irrevocabile (art. 1329, c.c.), ovvero formulata dall'imprenditore nell'esercizio della sua impresa (art. 1330, c.c.).

Cassazione civile sez. II  27 maggio 2003 n. 8423  

 

Il principio secondo cui la produzione della scrittura ad opera della parte che non l'aveva sottoscritta, costituendo un valido equipollente della sottoscrizione mancante, determina, anche quando è richiesta la forma scritta, l'incontro dei consensi ed il perfezionamento, quindi, del contratto, non è operante se colui che aveva sottoscritto l'atto incompleto non è più in vita nel momento della produzione perché la morte determina l'estinzione automatica della proposta (quando questa non è irrevocabile - art. 1329 c.c. - o non è fatta dall'imprenditore nell'esercizio della sua impresa - art. 1330 c.c. -) rendendola non più impegnativa per gli eredi.

Cassazione civile sez. II  23 gennaio 1995 n. 738  

 

La produzione in giudizio di una scrittura privata di vendita immobiliare sottoscritta soltanto dall'altra parte può assumere il valore equipollente alla firma mancante, segnando il perfezionamento del contratto nella prescritta forma documentale, solo se effettuato nel giudizio instaurato nei confronti di detto sottoscrittore, e non anche dei suoi eredi.

Cassazione civile sez. II  17 giugno 1994 n. 5868  

 

Con riguardo a scrittura privata di vendita immobiliare, che sia sottoscritta da una parte soltanto, la produzione in giudizio, ad opera dell'altra parte, può assumere valore equipollente della firma mancante, segnando il perfezionamento del contratto nella prescritta forma documentale, solo se effettuata nel giudizio instaurato nei confronti di detto sottoscrittore, non anche dei suoi eredi.

Cassazione civile sez. II  07 luglio 1988 n. 4471  

 

 

Lavoro subordinato

La richiesta numerica di avviamento deve essere qualificata come proposta di contratto fatta mediante offerta al pubblico, irrevocabile ex art. 1330 c.c.

Pretura Torino  26 novembre 1982



 
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