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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1332 codice civile: Adesione di altre parti al contratto

Se ad un contratto possono aderire altre parti e non sono determinate le modalità dell’adesione, questa deve essere diretta all’organo che sia stato costituito per l’attuazione del contratto o, in mancanza di esso, a tutti i contraenti originari (1).


Commento

(1) La norma si riferisce ai contratti aperti, i quali sono quei contratti, già stipulati, che prevedono, mediante la clausola di adesione, la successiva adesione di nuove parti. Tale clausola è tipica dei contratti con comunione di scopo dove le parti del contratto perseguono un interesse comune (es.: S.p.A. dove i soggetti che non erano soci sottoscrivono nuove azioni).


Giurisprudenza annotata

Trust

Il vincolo di cui all’art. 2645 ter c.c., norma da interpretare restrittivamente per non svuotare di significato il principio della responsabilità patrimoniale del debitore ex art. 2740 c.c., non può essere unilateralmente autodestinato su di un bene già in proprietà con un negozio destinatorio puro, ma può unicamente collegarsi ad altra fattispecie negoziale tipica od atipica dotata di autonoma causa. In ogni caso, anche ipotizzando l’ammissibilità di un negozio destinatorio puro, gli interessi meritevoli di tutela che legittimano il vincolo devono essere esplicitati nell’atto di costituzione, devono essere valutati in modo stringente e devono essere prevalenti rispetto agli interessi sacrificati dei creditori del disponente estranei al vincolo.

Tribunale Reggio Emilia  12 maggio 2014

 

Va ordinata l'intavolazione dell'acquisto della proprietà di un immobile in favore di una società semplice, in completo controllo dei disponenti, che sia stata nominata trustee in virtù dell'atto istitutivo di un trust, regolato dal diritto inglese, con cui due conviventi "more uxorio" hanno inteso creare un patrimonio separato per soddisfare le esigenze attuali e future di entrambi, nonché dei figli, comuni e non, della coppia.

Tribunale Trieste  19 settembre 2007

 

 

Conto corrente

In tema di conto corrente bancario, la mancata tempestiva contestazione dell'estratto conto da parte del correntista nel termine previsto dall'art. 1332 c.c. rende inoppugnabili gli accrediti e gli addebiti solo sotto il profilo meramente contabile, e non preclude pertanto la contestazione della validità e dell'efficacia dei rapporti obbligatori da cui essi derivino. Ne consegue che l'invalidità delle operazioni di illegittima capitalizzazione degli interessi possono essere contestate dal cliente anche se egli abbia ricevuti gli astratti conto periodici e non li abbia contestati tempestivamente.

Tribunale Salerno sez. I  05 maggio 2009 n. 1088  

 

 

Unione europea

In un contratto disciplinato dal diritto nazionale italiano, con il quale una società si obbliga ad effettuare alcuni lavori come corrispettivo di un sostegno finanziario della Cee, la clausola che, in caso di inadempimento degli obblighi previsti dallo stesso, conceda alla commissione la facoltà di risolverlo "ipso iure", deve considerarsi clausola risolutiva espressa, non soggetta alla condizione di imputabilità dell'inadempimento al contraente, legittimamente apposta in virtù del principio di autonomia negoziale.

Corte giustizia UE sez. V  27 aprile 1999 n. 69  

 

 

Associazioni sindacali

Deve ritenersi antisindacale il comportamento del datore di lavoro che rifiuti la riscossione dei contributi sindacali nei confronti di un sindacato al quale i lavoratori, ai sensi dell'art. 1260 c.c., avevano ceduto parzialmente il proprio credito retributivo, ai fini del pagamento dei contributi sindacali, dato che, ai sensi dell'art. 1264 c.c., la cessione è efficace per il datore di lavoro, sulla base della sola notificazione.

Pretura Nola  14 marzo 1996

 

L'adesione ad una associazione non riconosciuta si perfeziona con l'incontro delle volontà delle parti per la cui manifestazione non sono richieste forme particolari e perciò nel momento in cui al proponente perviene l'accettazione dell'associazione, fatto del quale il proponente medesimo non può invocare l'invalidità o l'inefficacia per inosservanza, da parte dell'organo associativo competente per legge o per convenzione a deliberare detta accettazione, di eventuali clausole statutarie che di tale organo disciplinano l'attività, atteso che le norme pattizie poste in essere dagli associati tutelano gli interessi di costoro e non anche le posizioni di soggetti estranei all'ente collettivo, quale è appunto il proponente prima che il contratto di adesione sia perfetto ed efficace.

Cassazione civile sez. II  22 febbraio 1995 n. 1992  

 

L'adesione ad associazione non riconosciuta si perfeziona con l'incontro delle volontà contrattuali delle parti (per la cui manifestazione non sono richieste forme particolari) e perciò nel momento in cui al proponente, autore della richiesta di adesione, perviene l'accettazione dell'associazione, atto del quale il proponente medesimo non può invocare l'invalidità o l'inefficacia per inosservanza, da parte dell'organo associativo, competente per legge o per convenzione a deliberare detta accettazione, di eventuali clausole statutarie che di tale organo disciplinano l'attività, atteso che le norme pattizie poste in essere dagli associati tutelano gli interessi di costoro e non anche le posizioni di soggetti estranei all'ente collettivo, quale è appunto il proponente prima che il contratto di adesione sia perfetto ed efficace.

Cassazione civile sez. I  09 maggio 1991 n. 5191  

 

L'adesione ad associazione non riconosciuta si perfeziona con l'incontro delle volontà contrattuali delle parti (per la cui manifestazione non sono richieste forme particolari) e perciò nel momento in cui al proponente, autore della richiesta di adesione, perviene l'accettazione della associazione, atto del quale il proponente medesimo non può invocare l'invalidità o l'inefficacia per inosservanza, da parte dell'organo associativo, competente per legge o per convenzione a deliberare detta accettazione, di eventuali clausole statutarie che di tale organo disciplinano l'attività, atteso che le norme pattizie poste in essere dagli associati tutelano gli interessi di costoro e non anche le posizioni di soggetti estranei all'ente collettivo, quale è appunto il proponente prima che il contratto di adesione sia perfetto ed efficace.

Cassazione civile sez. I  09 maggio 1991 n. 5191  

 

 

Locazione

Con riguardo al godimento di immobile destinato all'abitazione di nucleo familiare, la trasformazione, da locazione in comodato, del rapporto giustificativo di tale godimento può derivare, in assenza del capo-famiglia che abbia stipulato quale conduttore il contratto di locazione, anche da accordi intervenuti fra il proprietario del bene e gli altri componenti del nucleo familiare di detto conduttore, non estranei alla titolarità di quel godimento in considerazione dell'indicata destinazione del bene, e l'adesione da parte di detto capo-famiglia al contratto di comodato (non soggetto a particolare forma) può essere validamente data, a norma tacita, quale quella evincibile dalla circostanza che, rientrando nel nucleo familiare, accetti la presentazione del comodante, riprendendo a fruire dell'alloggio senza il pagamento di corrispettivo.

Cassazione civile sez. III  17 aprile 1986 n. 2723  

 

 

Obbligazioni e contratti

L'accettazione della proposta contrattuale di vendita contenuta in un contratto di opzione è idonea a generare il perfezionamento del contratto, non soltanto quando il prezzo sia già determinato in detto contratto di opzione, ma anche quando sia determinabile alla stregua di criteri, riferimenti o parametri precostituiti, dando luogo ad una successiva attività delle parti meramente attuativa e ricognitiva.

Cassazione civile sez. I  14 febbraio 1986 n. 873  

 

La promessa unilaterale di pagamento, che venga indirizzata ad una delle parti di un contratto da un terzo che sia rimasto ad esso estraneo, ove si riferisca ad un sottostante rapporto obbligatorio autonomo e distinto rispetto a quello costituito tra le parti del contratto stesso, non comporta adesione a norma dell'art. 1332 c.c. ad un contratto già stipulato con la conseguente sua trasformazione in contratto plurilaterale, anche quando tale promessa, al fine di individuare il rapporto sottostante (cosiddetta promessa titolata), faccia riferimento all'indicato contratto, ed indipendentemente inoltre dalla circostanza dell'identità del contenuto dell'obbligazione del promittente e di quella dell'altra parte del predetto negozio bilaterale. L'indicata autonomia del rapporto fra promittente e promissario comporta che esso si sottrae ai patti ed alle clausole che regolano il diverso rapporto contrattuale fra il promissario e l'altro contraente, ivi inclusa quella che devolva alla cognizione di arbitri le relative controversie.

Cassazione civile sez. I  25 maggio 1985 n. 3180  

 

Perché possa configurarsi un collegamento di negozi di senso tecnico, che impone la considerazione unitaria della fattispecie (nella specie invocata sotto il prospettato profilo della nullità dell'intero procedimento negoziale per illiceità del motivo, ai sensi dell'art. 1345 c.c.), è necessario che ricorra sia il requisito oggettivo, costituito dal nesso teleologico fra i negozi, che il requisito soggettivo, costituito dal comune intento pratico delle parti, pur se non manifestato in forma espressa, ma che può risultare anche tacitamente, di volere non solo l'effetto tipico dei singoli negozi in concreto posti in essere, ma anche il collegamento ed il coordinamento di essi per la realizzazione di un fine ulteriore, non essendo sufficiente che quel fine sia perseguito da una sola delle parti all'insaputa e senza la partecipazione dell'altra.

Cassazione civile sez. I  18 aprile 1984 n. 2544  

 

I contratti fra più parti possono realizzarsi e perfezionarsi attraverso l'adesione, anche se in momenti diversi, delle singole parti, sicché il contratto si perfeziona e diviene efficace con il consenso di tutti i contraenti.

Cassazione civile sez. II  30 gennaio 1980 n. 718  



 
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