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Art. 1337 codice civile: Trattative e responsabilità precontrattuale

Le parti, nello svolgimento delle trattative (1) e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede (2).


Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II].

 

Trattative: negoziati tra le parti che precedono la stipulazione del contratto. Esse hanno carattere preparatorio e strumentale, in quanto hanno valore soltanto nel caso in cui si arrivi ad un accordo e non sono vincolanti [v. però nota (1)].

 

Buona fede: dovere generale di correttezza e reciproca lealtà di condotta nei rapporti tra le parti contraenti [v. 1175].

 

Responsabilità precontrattuale: responsabilità che consegue alla violazione della libertà negoziale di un soggetto. Si tutela in tal modo l’interesse (cd. interesse negativo) dello stesso a non essere coinvolto in trattative inutili, a non stipulare contratti invalidi o inefficaci, a non subire coartazioni o inganni in ordine ad atti negoziali.

 

(1) Durante le trattative le parti possono decidere di documentare, per fini probatori, l’accordo raggiunto su alcuni punti del contratto da concludere in un momento successivo. Tali scritture, ritenute prive di valore giuridico e non vincolanti, prendono il nome di minute o puntuazioni.

 

(2) Il modello di condotta imposto in questo articolo implica il dovere di: a) non coinvolgere l’altra parte in trattative inutili; b) informare l’altra parte sulle circostanze che possono rendere invalido il contratto [v. 1338]; c) chiarezza, al fine di evitare qualsiasi fraintendimento all’altra parte; d) compiere tutti gli atti necessari per la validità o efficacia del contratto (es.: domanda per ottenere un’autorizzazione ove questa sia richiesta a pena di nullità o inefficacia del contratto); e) non ingannare l’altra parte al fine di indurla ad un contratto che non avrebbe altrimenti concluso oppure avrebbe stipulato a condizioni diverse [v. 1439] o di non indurre in errore [v. 1428].

 

Il danno risarcibile nell’ipotesi di violazione del dovere di buona fede comprende: le spese e le perdite derivanti dalle trattative o dalla stipulazione del contratto (cd. danno emergente); il beneficio che la parte avrebbe potuto procurarsi con altro contratto altrettanto o maggiormente vantaggioso (cd. lucro cessante) [v. 1223].


Giurisprudenza annotata

Responsabilità civile

Deve essere accolta la domanda di risarcimento del danno da responsabilità precontrattuale ex art. 1337 c.c. presentata dall'aggiudicataria provvisoria di una gara nei confronti della stazione appaltante che abbia disposto la revoca dell'intera procedura a causa di un ripensamento circa l'organizzazione del servizio oggetto di affidamento (nella specie, si trattava del servizio di vigilanza e videosorveglianza presso i siti del gestore del servizio idrico); in tal modo, infatti, la stazione appaltante ha reso palese di aver agito con negligenza nella fase di predisposizione degli atti di gara, conseguentemente violando l'affidamento della ricorrente, che non avrebbe dovuto essere indotta a prendere parte (sostenendo i relativi oneri) ad una gara di tal genere, destinata — una volta che la stazione appaltante avesse preso coscienza dell'errore commesso — a non essere portata a compimento; da ciò deriva l'obbligo della stazione appaltante di risarcire il danno cagionato all'aggiudicataria provvisoria a titolo di responsabilità ex art. 1337 c.c., consistente nell'interesse negativo e quindi nelle spese inutilmente sopportate e nella perdita, laddove provata, di ulteriori occasioni per stipulare con altre stazioni appaltanti un contratto altrettanto o maggiormente vantaggioso.

T.A.R. Latina (Lazio) sez. I  17 luglio 2014 n. 602  

 

La responsabilità di tipo precontrattuale da violazione dei doveri di correttezza e di informazione di cui agli artt. 1337 e 1338 c.c. - da inquadrare in ogni caso nell'ambito della responsabilità extracontrattuale - comporta che la prova dei relativi danni spetti alla parte che si ritenga lesa.

T.A.R. Napoli (Campania) sez. VII  07 aprile 2014 n. 1996  

 

Alcuna responsabilità precontrattuale è addebitabile alla stazione appaltante che decida di revocare l'aggiudicazione provvisoria in ragione di un sopraggiunto mutamento organizzatorio determinato da mutamenti normativi: invero, in questo caso non sussistono i presupposti necessari per il prodursi della responsabilità precontrattuale, mancando sia l'elemento soggettivo della colpa in capo all'Amministrazione, sia l'ingiustizia del danno; così pure non è configurabile una violazione dei principi di correttezza e buona fede ex art. 1337 c.c., né la violazione delle regole di buona amministrazione; senza dimenticare, infine, che il sopraggiungere di un nuovo assetto normativo rappresenta una circostanza del tutto indipendente dalla volontà dell'Amministrazione.

T.A.R. Bari (Puglia) sez. I  02 aprile 2014 n. 448  

 

 

Pubblica amministrazione

La responsabilità precontrattuale della P.A. è configurabile in tutti i casi in cui l'ente pubblico, nelle trattative con i terzi, compia azioni o incorra in omissioni contrastanti con i principi della correttezza e della buona fede, alla cui puntuale osservanza è tenuto già nel procedimento amministrativo strumentale alla scelta del contraente, ossia nel momento in cui entra in contatto con una pluralità di offerenti, instaurando con ciascuno di essi trattative (multiple o parallele) idonee a determinare la costituzione di rapporti giuridici, nel cui ambito è tenuto al rispetto di principi generali di comportamento posti dalla legge a tutela indifferenziata degli interessi delle parti. Ne consegue che l'inosservanza di tale precetto, anche prima della conclusione della gara, determina l'insorgere della responsabilità della P.A. per violazione del dovere di correttezza previsto dall'art. 1337 cod. civ., a prescindere dalla prova dell'eventuale diritto all'aggiudicazione del partecipante. Rigetta, App. Campobasso, 11/02/2008

Cassazione civile sez. I  03 luglio 2014 n. 15260  

 

Nell'interpretazione delle clausole del bando di gara pubblica, soprattutto di quelle che sanciscono l'esclusione dal procedimento, deve darsi prevalenza alle espressioni letterali in esso contenute, trattandosi di clausole di stretta interpretazione e quindi va evitato il procedimento ermeneutico, in funzione integrativa, diretto ad evidenziare pretesi significati e ad ingenerare incertezze nell'applicazione; di conseguenza, in caso di clausole equivoche e/o ambigue non può essere disposta l'esclusione dei concorrenti, che hanno fatto affidamento su un'interpretazione non illogica della disciplina del procedimento di evidenza pubblica, tenuto conto sia del principio della par condicio tra i partecipanti ad una procedura selettiva, sia del principio sancito dall'art. 1337 c.c., secondo cui nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto le parti devono comportarsi secondo buona fede, sia dell'interesse pubblico a conseguire la più ampia partecipazione, derivante dal principio costituzionale del buon andamento della Pubblica amministrazione ex art. 97 Cost., al fine di selezionare il migliore concorrente presente sul mercato.

T.A.R. Potenza (Basilicata) sez. I  08 maggio 2014 n. 322  

 

Nel caso in cui sussista la responsabilità precontrattuale ai sensi dell'art. 1337 c.c. della ditta aggiudicataria nei confronti della p.a. nella fase delle trattative al fine della stipulazione di una convenzione di "project financing", debbono trovare pieno ristoro le c.d. spese vive sostenute dalla p.a. nell'ambito della procedura e comprendenti tanto gli esborsi necessari al fine della predisposizione del programma integrato di intervento, rimasto inattuato per fatto imputabile all'aggiudicataria sia quelli relativi alla successiva procedura di "project financing".

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. II  20 marzo 2014 n. 736  

 

 

Obbligazioni e contratti

In tema di responsabilità precontrattuale alla luce dell’art. 1337 c.c., vi è un obbligo delle parti a tenere nel corso delle trattative e nella formazione del contratto, un comportamento coerente con i principi di solidarietà e salvaguardia dell’altrui interesse negoziale, che si oggettivano essenzialmente in obblighi di informazione, lealtà e chiarezza; la preesistenza di questo obbligo e della sua eventuale violazione, fa si che non sempre e necessariamente la stipulazione successiva del contratto determini l’assorbimento di ogni lesione nella responsabilità “contrattuale” da inadempimento, poiché detta stipulazione lascia ferma la responsabilità “precontrattuale” relativamente a quella lesione dell’altrui interesse che non coincida con l’inadempimento o l’inesatto adempimento.

Tribunale Milano  03 aprile 2014 n. 4567  



 
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