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Art. 1342 codice civile: Contratto concluso mediante moduli o formulari

Nei contratti (1) conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari, predisposti per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, le clausole aggiunte al modulo o al formulario prevalgono su quelle del modulo o del formulario qualora siano incompatibili con esse, anche se queste ultime non sono state cancellate (2).

Si osserva inoltre la disposizione del secondo comma dell’articolo precedente (3) (4).


Commento

Clausola: [v. 1339].

 

Moduli o formulari: testi prestampati che contengono l’intero regolamento di un tipo di contratto.

 

(1) Le cause derivanti da rapporti giuridici relativi a contratti conclusi mediante moduli o formulari non sono mai decise dal giudice di pace secondo equità (cfr. art. 113 c.p.c. come modificato ex d.l. 8-2-2003, n. 18, conv. in l. 7-4-2003, n. 63).

La Corte cost., con sent. 6-7-2004, n. 206, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 113, c. 2, c.p.c. cit. «nella parte in cui non prevede che il giudice di pace debba osservare i principi informatori della materia».

 

(2) Si tratta di una regola interpretativa che mira a privilegiare, a tutela del «contraente debole», il contenuto del contratto frutto di trattative rispetto a quello risultante dal modulo.

 

(3) La norma si riferisce alle clausole vessatorie [v. 1341] contenute nel modello o formulario unilateralmente predisposto, richiedendone la specifica approvazione per iscritto al fine di richiamare l’attenzione dell’aderente.

 

(4) Cfr. art. 34, c. 5, d.lgs. 6-9-2005, n. 206 (Codice del consumo).

 

La norma disciplina il fenomeno dei contratti per adesione ove il predisponente stabilisce il regolamento contrattuale per disciplinare in maniera uniforme i propri rapporti contrattuali, in modo tale da lasciare all’altra controparte (aderente) solo la scelta di aderire a tale regolamento se vuole stipulare il contratto. In tale ipotesi il regolamento contrattuale è costituito da vere e proprie condizioni generali di contratto [v. 1341].


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Non sono attribuibili all'ENEL responsabilità ulteriori e diverse da quelle che già competono alla stessa in qualità di distributore di energia elettrica, nell'ambito del quadro normativo di riferimento ed invero, dalla normativa in materia di sistema elettrico nazionale.

Tribunale Salerno sez. II  22 ottobre 2014 n. 4982  

 

La clausola compromissoria contenuta in un capitolato, generale o speciale, non deve essere approvata specificamente, essendo sufficiente, ai fini della validità della stessa, che la volontà di rimettere ad arbitri la risoluzione di controversie si possa evincere da atto scritto. Rigetta, App. Roma, 04/02/2009

Cassazione civile sez. I  06 agosto 2014 n. 17721  

 

Nel caso di contratto per il quale non sia prescritta la forma scritta, l'obbligo della specifica approvazione per iscritto, di cui all'art. 1341 cod. civ., rimane limitato alla sola clausola vessatoria, senza necessità di trascrizione integrale del contenuto della clausola, essendo sufficiente il richiamo, mediante numero o titolo, alla clausola stessa, in quanto in tal modo si permette al sottoscrittore di conoscerne il contenuto. Regola competenza

Cassazione civile sez. VI  05 giugno 2014 n. 12708  

 

In tema di condizioni generali di contratto, l’esigenza della specifica approvazione per iscritto di una clausola onerosa o vessatoria, quale quella derogativa della competenza territoriale, la cui mancanza comporta nullità assoluta e rilevabile anche di ufficio della clausola medesima, postula una sottoscrizione autonoma e separata rispetto a quella riferentesi agli altri patti contrattuali e, pertanto, non può ritenersi soddisfatta nel caso in cui il contraente per adesione apponga un’unica firma in calce al modulo a stampa predisposto dall’altro contraente oppure, apponendone due, con la seconda si limiti ad approvare genericamente e globalmente tutte le clausole previste nel contratto, ai sensi degli art. 1341 e 1342 c.c.. Infatti, l’approvazione di tali clausole deve essere specifica e separata così da richiamare l’attenzione del sottoscrittore su di essa, ancorché non sia necessaria la ripetizione del suo contenuto.

Tribunale Parma  14 marzo 2014 n. 303

 

L'efficacia delle clausole vessatorie, tassativamente indicate nell'art. 1341 c.c. (nella specie, trattavasi di clausola compromissoria, è subordinata alla specifica approvazione per iscritto nei soli casi in cui le dette clausole siano inserite in contratti con condizioni generali predisposte da uno solo dei contraenti (art. 1341, comma 1, c.c.) ovvero conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari (art. 1342, comma 1, c.c.), e non anche in ipotesi diverse, ed in particolare, quando il negozio sia stato concluso a seguito e per effetto di trattative svoltesi tra le parti.

Tribunale Modena sez. I  14 febbraio 2014 n. 136  

 

Non possono ritenersi contratti per adesione quelli predisposti da uno dei due contraenti in previsione e con riferimento ad una singola, specifica vicenda negoziale, ed a cui l'altro contraente possa, del tutto legittimamente richiedere ed apportare le necessarie modifiche dopo averne liberamente apprezzato il contenuto, né, a maggior ragione, quelli in cui il negozio sia stato concluso a seguito e per effetto di trattative svoltesi tra le parti (nella specie, il contribuente, dopo aver chiesto all'INPS la determinazione delle sanzioni civili relative ai contributi ancora dovuti ai fini dell'istanza di dilazione, ha presentato tale istanza, sottoscrivendola, senza nulla obiettare circa l'importo delle sanzioni ed, anzi, dichiarando di riconoscere in modo esplicito ed incondizionato il debito contributivo. Non si trattava di un accordo le cui clausole il contribuente avrebbe dovuto accettare integralmente o rifiutare, come avviene nei contratti per adesione: egli avrebbe potuto contestare l'ammontare delle sanzioni, procedere ad eventuali trattative o rilievi prima di presentare l'istanza, richiedere le opportune modifiche al fine di ottenere condizioni più vantaggiose).

Cassazione civile sez. lav.  30 gennaio 2014 n. 2062  

 

Costituisce pronuncia secondo diritto, ex art. 113, secondo comma, cod. proc. civ., quella resa dal Giudice di pace in ordine a rapporti giuridici relativi a contratti conclusi secondo le modalità di cui all'art. 1342 cod. civ., tra i quali rientra anche il contratto di trasporto avente ad oggetto l'acquisto "on line" di un biglietto aereo. Cassa con rinvio, Trib. Roma, 21/03/2011

Cassazione civile sez. VI  10 luglio 2013 n. 17080  

 

 

Competenza

La designazione convenzionale di un foro territoriale, anche ove coincidente con alcuno di quelli previsti dalla legge, assume carattere di esclusività solo in caso di pattuizione espressa, la quale, pur non dovendo rivestire formule sacramentali, deve comunque risultare da una inequivoca e concorde manifestazione di volontà delle parti volta ad escludere la competenza degli altri fori previsti dalla legge, sicché la clausola, con la quale venga stabilita la competenza di un determinato foro "per qualsiasi controversia", non è idonea ad individuare un foro esclusivo. Rigetta, Trib. Bergamo, 25/07/2013

Cassazione civile sez. VI  04 settembre 2014 n. 18707  

 

Il regolamento di competenza può essere richiesto d'ufficio ai sensi dell'art. 45 cod. proc. civ. solo se sussiste un conflitto negativo, tra il giudice adito e quello "ad quem", per ragione di materia o di territorio nei casi previsti dall'art. 28 cod. proc. civ., mentre, ove si tratti di questione di competenza per valore o territoriale derogabile, il regolamento è proponibile esclusivamente dalle parti, nella cui mancanza, se la causa sia stata tempestivamente riassunta in termini dinanzi all'altro giudice, la dichiarazione di incompetenza del primo giudice diventa incontestabile e vincolante per il secondo anche se questi la ritenga eventualmente errata, sicché l'eventuale richiesta d'ufficio avanzata da quest'ultimo va dichiarata inammissibile. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il regolamento richiesto d'ufficio dal secondo giudice, per il quale la deroga alla competenza per territorio fuori dai casi ex art. 28 cod. proc. civ. richiedeva l'espressa sottoscrizione delle parti ex art. 1341 e 1342 cod. civ.). Dichiara inammissibile il regolamento di competenza d'ufficio

Cassazione civile sez. VI  10 luglio 2014 n. 15789  



 
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