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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 137 codice civile: Incompetenza dell’ufficiale dello stato civile. Mancanza dei testimoni

È punito con l'[ammenda] (1) da 30 euro a 206 euro l’ufficiale dello stato civile che ha celebrato un matrimonio per cui non era competente (2).

La stessa pena si applica all’ufficiale dello stato civile che ha proceduto alla celebrazione di un matrimonio senza la presenza dei testimoni.


Commento

(1) V. nota (1) sub art. 134.

(2) La regola generale posta dall’art. 106 dispone che l’ufficiale di stato civile competente alla celebrazione del matrimonio è quello al quale fu presentata la richiesta di pubblicazione.

Se gli sposi desiderano che la celebrazione avvenga in un Comune diverso da quello così determinato, dovranno seguire il procedimento prescritto dall’art. 109.


Giurisprudenza annotata

 

Matrimonio

L'art. 246 c.c. svizzero - secondo cui il marito non è tenuto a restituire alla moglie i contributi da questa ricevuti, pur se essi siano eccessivi rispetto alla normalità ed anche se siano forniti volontariamente - si applica solo ai versamenti fatti per adempiere al dovere giuridico e morale di contribuire ai bisogni della famiglia, ma non ai versamenti effettuati a titolo di mutuo dalla moglie, per cui quest'ultima, quindi, può esercitare l'azione giudiziaria volta ad ottenere una sentenza di accertamento del debito e di condanna del coniuge alla restituzione della somma mutuata, restando preclusa solamente, fin che dura il matrimonio, la possibilità di procedere alla relativa esecuzione forzata (art. 137 c.c. svizzero).

Cassazione civile sez. I  09 luglio 1990 n. 7162  

 

Se il giudice italiano è chiamato a verificare la validità di un matrimonio contratto all'estero e - ove sia affetto da vizi formali - a stabilire se si sia verificata una delle ipotesi di sanatoria previste dagli art. 113, 131, 132 ed anche 137 c.c., egli deve anzitutto accertare che esso non sia inesistente per mancanza dei requisiti minimi essenziali.

Cassazione civile sez. I  22 febbraio 1990 n. 1304  

 

Il principio che la notificazione dell'atto di impugnazione deve avvenire mediante consegna di tante copie quante sono le parti nei confronti delle quali essa è diretta, non si estende alla notifica del controricorso, il quale non costituisce mezzo di gravame con la conseguenza che esso è ammissibile qualora, più essendo i ricorrenti, sia stato notificato in unica copia nel domicilio eletto presso il comune difensore di essi.

Cassazione civile sez. III  27 febbraio 1985 n. 1733  

 

 



 
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