codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 1384 codice civile: Riduzione della penale

La penale può essere diminuita equamente dal giudice, se l’obbligazione principale è stata eseguita in parte ovvero se l’ammontare della penale è manifestamente eccessivo, avuto sempre riguardo all’interesse che il creditore aveva all’adempimento.


Commento

Il creditore conserva nei confronti del debitore (parte inadempiente) il diritto all’esecuzione della prestazione principale, che potrà chiedere in luogo del pagamento della penale, ma non in aggiunta a quest’ultima (divieto di cumulo). Soltanto nel caso in cui la penale è stabilita per il ritardo nell’adempimento, è possibile cumulare le due prestazioni.

Il potere del giudice di ridurre l’entità della penale risponde all’esigenza di evitare che il creditore tragga dalla stessa un guadagno superiore all’effettivo danno economico derivante dall’inadempimento.

La clausola penale ha una duplice funzione: determinare preventivamente l’ammontare del danno economico derivante dall’inadempimento; incentivare le parti contrattuali all’esecuzione di quanto previsto nel contratto.


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti.

Il potere del giudice di riduzione della penale previsto dall'art. 1384 cod. civ. non può essere esercitato per la caparra confirmatoria. Cassa e decide nel merito, App. Roma, 04/10/2007

Cassazione civile sez. III  30 giugno 2014 n. 14776  

 

Il giudice del merito, anche in assenza di istanza di parte può ridurre l'entità della clausola penale, nell'esercizio del potere previsto dall'art. 1384 c.c. Qualora, peraltro, lo stesso non sia stato sollecitato in tale senso, non è obbligato a motivare sul mancato esercizio di tale potere.

Cassazione civile sez. II  03 giugno 2014 n. 12408  

 

Il potere che il giudice può esercitare d'ufficio ai sensi dell'art. 1384 del c.c. è subordinato all'assolvimento degli oneri di allegazione e di prova, incombenti sulla parte, in riferimento alle circostanze rilevanti per la valutazione della eccessività della penale, che deve risultare "ex actis" ossia dal materiale probatorio legittimamente acquisito al processo, senza che egli possa ricercarlo d'ufficio. (Nel caso di specie, ha osservato la S.C., il giudice del merito - correttamente - ha ritenuto che nessuna riduzione è possibile della somma oggetto dell'ingiunzione, anche perché nessuna specifica contestazione dell'importo stesso (liquidato proprio in relazione alla clausola contrattuale) in riferimento ai dati oggettivi è stata mossa dagli appellanti in tutto il corso del giudizio).

Cassazione civile sez. III  04 ottobre 2013 n. 22747  

 

Il potere del giudice di ridurre l'importo della penale prevista in un contratto, ex art. 1384 cod. civ., può essere esercitato solo se la parte obbligata al pagamento abbia correttamente allegato e provato i fatti dai quali risulti l'eccessività della penale stessa. Rigetta, App. Napoli, 30/01/2009

Cassazione civile sez. III  04 ottobre 2013 n. 22747  

 

Giustifica l'esercizio del potere equitativo di riduzione della penale, ai sensi dell'art. 1384 cod. civ., anche quando le parti l'abbiano escluso negozialmente, la sussistenza di elementi d'incertezza nei rapporti commerciali delle parti (nella specie, rapporti di agenzia reciproca), qualora gli aspetti d'ambiguità siano tali da incidere sull'equilibrio della regolazione negoziale. Rigetta, App. Milano, 16/01/2008

Cassazione civile sez. lav.  10 aprile 2013 n. 8768  

 

In tema di clausola penale, il potere di riduzione ad equità ex art. 1384 c.c. è posto a tutela dell'interesse generale dell'ordinamento e può essere esercitato d'ufficio per ricondurre l'autonomia contrattuale nei limiti in cui essa appare meritevole di tutela, e ciò sia con riferimento alla penale manifestamente eccessiva, sia con riferimento all'ipotesi in cui la riduzione avvenga perché l'obbligazione principale è stata in parte eseguita, giacché in quest'ultimo caso la mancata previsione da parte dei contraenti di una riduzione della penale in cosa di adempimento di parte dell'obbligazione si traduce comunque in una eccessività della penale se rapportata alla sola parte rimasta inadempiuta (Nel caso di specie, a fronte della mancata restituzione di beni del valore di euro 80 complessivi, le parti avevano previsto una penale di oltre 7.000, che - in applicazione del principio di cui in massima - il giudice ha ridotto ad euro 80).

Tribunale Monza sez. I  10 dicembre 2012 n. 1885  

 

 

Leasing

Nel leasing traslativo, soggetto alla disciplina della vendita con riserva di proprietà, in caso di risoluzione del contratto per inadempimento dell'utilizzatore, quest'ultimo, restituita la cosa, conserva il diritto alla restituzione delle rate riscosse, fatto salvo il diritto del concedente di trattenere un equo compenso per l'uso della stessa, oltre al risarcimento del danno. Quanto poi alla richiesta di riduzione a equità della penale ai sensi dell'art. 1384 c.c., anche nel caso di mancata restituzione dei beni da parte dell'utilizzatore, è possibile escludere che ricorrano i presupposti per ridurre a equità la penale in ragione del fatto che detta clausola non pare comportare un ingiustificato arricchimento del concedente.

Tribunale Milano sez. XII  06 marzo 2013 n. 3222  

 

 

Interessi

Ai fini dell'esercizio del potere di ridurre d'ufficio, ai sensi dall'art. 1384 c.c., gli interessi moratori pattuiti in un'operazione creditizia, costituiscono parametri di riferimento il rapporto quantitativo intercorrente tra i tassi corrispettivi e quelli moratori convenzionalmente predefiniti e le rilevazioni di Banca d'Italia per la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento (nella specie, è stata considerata eccessiva la misura degli interessi fissati in corrispondenza del tasso soglia del tempo e stabiliti in misura tripla rispetto agli interessi corrispettivi).

Arbitro bancario finanziario sez. collegio di coordinamento  28 marzo 2014 n. 1875  

 

A fronte della possibilità di ridurre d'ufficio gli interessi moratori eccessivi, non è configurabile la nullità parziale, per contrasto con i doveri inderogabili di solidarietà sanciti dall'art. 2 cost., delle clausole che comportino interessi di tale entità.

Arbitro bancario finanziario sez. collegio di coordinamento  28 marzo 2014 n. 1875

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti